http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/05/08/news/metodo_zamboni_entro_fine_mese_parte_il_reclutamento_dei_pazienti-34688762/
***
Metodo Zamboni, entro fine mese parte il reclutamento dei pazienti
Viale Aldo Moro finanzia con 2, 7 milioni lo studio sul trattamento con
angioplastica endovenosa della sclerosi multipla. Coinvolte 19 strutture
mediche in 10 regioni
Metodo Zamboni, entro fine mese parte il reclutamento dei pazienti
Nelle prossime settimane, e comunque entro la fine di maggio, inizierà
il reclutamento di pazienti affetti da sclerosi multipla da sottoporre
al "metodo Zamboni", ovvero il trattamento con angioplastica venosa
messo a punto dal professor Paolo Zamboni dell'università di Ferrara. Lo
annuncia l'assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, in Assemblea
legislativa, rispondendo a un'interrogazione.
Nello scorso dicembre viale Aldo Moro ha deciso di finanziare con 2,7
milioni di euro la sperimentazione. La cifra permette il completo
finanziamento da parte dell'Emilia-Romagna di tutto lo studio
multicentrico, che coinvolge 19 strutture sanitarie in 10 regioni,
nonostante dalle Regioni partner non sia ancora arrivata la conferma
della volontà economica di collaborare.
Grazie a questo studio sull'efficacia della terapia già dalla prossima
settimana si terranno le riunioni conclusive del progetto, informa
Lusenti, e a partire dall'ultima settimana di maggio avrà inizia il
reclutamento dei primi pazienti.
Attenzione: i contenuti di questo blog sono forniti esclusivamente a scopo informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario. Per qualsiasi dubbio o problema di salute, rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista. ✅ Questo blog è gratuito e accessibile a TUTTI, senza abbonamenti né ricavi per l’amministratrice. © Stefania Melis
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08/05/2012
01/05/2012
29 4 2012 Lusenti vieta a Zamboni diagnosi parallelamente a Brave Dreams - L'Assessore alla Sanità ER prende una decisione incomprensibile
Lusenti vieta a Zamboni diagnosi parallelamente a Brave Dreams - L'Assessore alla Sanità ER prende una decisione incomprensibile
E' con incredulità ed enorme
preoccupazione che l'Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla ha
appreso la decisione dell'assessore alla Sanità della Regione Emilia
Romagna, Carlo Lusenti, di vietare al prof. Paolo Zamboni di proseguire
la sua normale attività diagnostica sulla CCSVI (Insufficienza venosa
cornica cerebrospinale) parallelamente alla sperimentazione clinica
Brave Dreams, guidata dallo stesso Zamboni, che partirà entro maggio nel
nuovo Ospedale di Cona (Ferrara).
Lo studio terapeutico Brave Dreams –
teso a dimostrare l'efficacia e la sicurezza dell'angioplastica venosa
(PTA) nei malati di SM – riguarderà ovviamente un numero limitato di
pazienti, rigorosamente selezionati. Lo studio durerà circa due anni.
Nel frattempo, se l'annunciata decisione
di Lusenti diventasse operativa, sarà impedito a tutti gli altri
malati, emiliani e non, di avere una diagnosi certa di CCSVI nella nuova
struttura pubblica di Cona, dove l'Ospedale S:Anna sta per trasferirsi.
Sarà loro negato, cioè, l'accesso alla più avanzata metolodogia
diagnostica oggi esistente per questa patologia venosa, metodologia
messa a punto dal prof. Zamboni.
Il risultato immediato sui malati sarà
inevitabile: il ricorso a strutture private – non tutte qualitativamente
e deontologicamente valide – e, in caso di diagnosi positiva,
l'automatica indicazione verso la PTA, naturalmente sempre in strutture
private. Si vuole questo?
L'Associazione CCSVI-SM Onlus, fatta da
malati e di familiari di malati, registra con soddisfazione la conferma,
da parte di Lusenti, della partenza di Brave Dreams secondo i tempi
annunciati, ossia entro il prossimo mese di maggio. Ulteriori rinvii
sarebbero inspiegabili.
E' assolutamente convinta tuttavia che
'confinare' l'attività del prof. Zamboni in questo ambito, sia pure
importantissimo per la scienza e per i malati, sia un grave errore
strategico, oltre che ingiusto e non etico: per i malati, per le loro
famiglie, per lo stesso Zamboni, per la credibilità della sanità
pubblica e di chi la dirige.
Invitiamo con forza quindi la Regione
Emilia e Romagna a riconsiderare quanto annunciato dall'assessore
Lusenti. E ripetiamo, con la stessa forza, quanto già schiesto da molti
mesi a questa parte e su cui abbiamo avuto finora risposte ambivalenti:
che a Cona trovi adeguato spazio un centro nazionale di assoluta
eccellenza, DA SUBITO, ossia parallelamente a Brave Dreams, PER LA
DIAGNOSI sulla CCSVI; e dove in seguito, AL TERMINE di Brave Dreams, si
effettui anche l'ANGIOPLASTICA VENOSA nei malati di SM.
Questo chiedono da tutta Italia - e si
aspettano da una istituzione pubblica al cui interno Zamboni ha fatto la
straordinaria scoperta scientifica che il mondo ci invidia – i malati
che noi rappresentiamo. Ricordiamo che il tempo è il peggior nemico dei
malati di sclerosi multipla. Ogni spreco di tempo, energia, competenza –
in questo ambito - è cosa insensata.
Roma/Bologna, 29 aprile 2012http://ccsvi-sm.org/?q=node/1531
30/04/2012
Le immunoglobuline
IgG + IgA + IgMIg
è l'abbreviazione di immunoglobulina.
Dette anche anticorpi, le
immunoglobuline sono proteine presenti nel sangue. Ne esistono cinque
tipi (IgA, IgD, IgE, IgG e IgM). La somma di IgG, IgM ed IgA è
comunemente detta Ig totali.
Le immunoglobuline sono prodotte dai linfociti B (un tipo di globuli
bianchi) quando il sistema immunitario entra in contatto con sostanze
estranee (antigeni) appartenenti ad un agente infettivo (ad esempio un
batterio o un virus).
Ciascuna immunoglobulina è specifica per
l'antigene che ne ha provocato la produzione ed è capace di legarsi ad
esso, facilitandone l'uccisione e l'eliminazione.
Le IgA sono gli anticorpi particolarmente presenti nelle secrezioni
(saliva, lacrime, muchi, ecc.) ed in quanto tali costituiscono una vera e
propria barriera che le mucose oppongono ad un agente infettivo che
vuole introdursi nel nostro organismo.
Le IgG, o gammaglobuline, costituiscono circa il 70-75% delle
immunoglobuline presenti nel sangue e svolgono un ruolo importante nella
difesa delle infezioni, ovvero nell'uccisione dei microrganismi che
causano le infezioni. In particolare, le IgG sono gli unici anticorpi
umani capaci di agire contro le tossine (sostanze velenose) prodotte dai
batteri.
Le IgE, pur essendo presenti nel sangue in esiguo numero, sono presenti
sulla superficie di alcune cellule del sistema immunitario di tutti gli
individui ed agiscono come recettori per gli antigeni, producendo la
liberazione di alcune sostanze (anzitutto l'istamina), che provocano le
reazioni allergiche (asma, orticaria, febbre da fieno). Le IgE svolgono
anche un importante ruolo nella protezione dai parassiti (organismi che
vivono a spese di un altro organismo, ricavandone le sostanze necessarie
per la propria sopravvivenza e, dunque, danneggiandolo), soprattutto i
vermi. Le IgM costituiscono circa il 10% delle immunoglobuline presenti
nel sangue. Sono le prime globuline che vengono prodotte in caso di
infezione (per allertare il sistema immunitario è sufficiente che una
sola IgM si leghi ad un certo antigene).
Un livello di Ig totali (IgG + IgM + IgA) > 600 mg/dl o un livello di
IgG > 400 mg/dl esclude la possibilità che un paziente possa essere
affetto da malattie immunitarie.
Un livello di Ig totali < 200 mg/dl,
invece, è solitamente indice di una carenza di produzione di anticorpi.
Per livelli intermedi (cioè livelli di IgG compresi tra 200 e 400 mg/dl
o livelli di Ig totali compresi tra 400 e 600 mg/dl) bisogna svolgere
ulteriori indagini prima di poter escludere la possibilità che la
funzionalità del sistema immunitario risulti alterata.
www.pagineblusanita.it/dizionario-medico/I/igg-+-iga-+-igm-1780.htm
www.pagineblusanita.it/dizionario-medico/I/igg-+-iga-+-igm-1780.htm
29/04/2012
Sclerosi Multipla a Bari Conferme sul metodo Zamboni
http://www.smuovilavita.it/notizie/blog/rassegna-stampa/199-sclerosi-multipla-a-bari-conferme-sul-metodo-zamboni
- 29 Apr
E’
stato pubblicato sulla rivista medica Current Neurovascular Research un
interessante studio italiano intitolato “Profili doppler di qualità
multigate ed alterazioni morfologiche/emodinamiche in pazienti con
sclerosi multipla”.
Secondo alcuni ricercatori del Policlinico dell’Università di Bari,
coordinati dal prof. M.M. Ciccone, l’ecocolordoppler venoso (ECD) ha
dimostrato che la sindrome dell’insufficienza venosa cronica cerebro
spinale (CCSVI) è correlata alla sclerosi multipla (SM).
Gli obiettivi dello studio erano di valutare la variabilità
intersignificativa nella valutazione ecografica dei pazienti con SM e di
correlare gli ecomarcatori ai sintomi clinici della SM ed al grado di
disabilità.
277 pazienti con SM (117 uomini, età media 43,05 ± 10.04 anni) ammessi al Dipartimento di Neurologia dell’Università di Bari,
sono stati sottoposti a valutazione clinica con la scala di disabilità
per pazienti affetti da sclerosi multipla ed a valutazione ECD del
sistema cerebro-venoso.
Al
termine dello studio, secondo gli autori, l’ecocolordoppler ha un
valore importante nei pazienti con SM con rilevamento di anomalie alle
vene giugulari e una buona riproducibilità intersignificativa della
procedura. La sclerosi multipla è associata alla CCSVI, anche se sono
necessari ulteriori studi.*
*Ricordiamo
che tra i firmatari di questo studio c'è anche la prof.ssa Trojano
dell'Università di Bari, partecipante allo studio CoSMo promosso da
AISM/FISM.
Fondazione Smuovilavita. Onlus. Per la Ricerca sulla Sclerosi Multipla
Sede legale e sede opereativa: Via Ghiotto, 2 Montecchio Maggiore Vicenza 36075
La ricerca prepara le rivoluzioni per contrastare Alzheimer, Parkinson e Sla -
"Ripareremo il cervello in tilt"
Si studia la proteina dei neuromi per capire come si trasforma:da guardiano a killer
MARCO PIVATO http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/451787/
La ricerca sulle malattie neurodegenerative più
importanti è a una svolta epocale, dovuta, soprattutto, al ribaltamento
di preconcetti e dogmi che hanno vincolato per anni la scienza.
Alzheimer, Parkinson e Sla (la sclerosi laterale amiotrofica) cominciano
a svelare inediti meccanismi che detteranno nuove direttive su
prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e rallentamento del loro
drammatico decorso.I dettagli sono racchiusi nella relazione del professor Lucio Annunziato, presidente della Società italiana di neuroscienze, membro dell’Istituto nazionale di neuroscienze e farmacologo all’Università Federico II di Napoli, che ha coordinato il Congresso della Società, organizzato da Renato Bernardini, farmacologo all’Università di Catania. E’ lì che i maggiori esperti mondiali si sono dati appuntamento la scorsa settimana con la gemella Società israeliana di neuroscienze e hanno tracciato una linea di demarcazione che d’ora in avanti segnerà il limite tra il passato e il futuro della battaglia alle malattie del cervello.
Una prima e importante rivoluzione consiste nell’aver individuato un fattore-chiave, capace di contrastare gli effetti della neurodegenerazione. Un approccio valido, allo stesso tempo, contro tutte e tre le patologie e che consiste nel «potenziamento del sistema immunitario - spiega Annunziato - prima d’ora erroneamente considerato un facilitatore dei processi infiammatori che si scatenano in seguito alla massiccia morte delle cellule cerebrali». Michaela Schwartz, del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele ha dimostrato che le difese immunitarie periferiche, in realtà, coadiuvano quelle cerebrali nel contenimento del danno. Il fenomeno, battezzato «autoimmunnità protettiva» è stato descritto e pubblicato su «Nature Neurology Review» e «Nature Medicine».
L'altra rivoluzione consiste nel riconsiderare il ruolo della Beta-amiloide, la «proteina killer» che si deposita - per cause ancora non del tutto note - nel cervello, causando l’Alzheimer. «Anna Panaccione dell’Università Federico II di Napoli - riferisce Annunziato - ha dimostrato che la Beta-amiloide, in condizioni di salute, ha un ruolo fisiologico fondamentale, ossia regolare opportunamente l’entrata del calcio negli organuli cellulari». Con quale meccanismo s’acceca allora l’intelligenza di questa proteina, che da guardiana del neurone diventa il suo boia? La ricerca dovrà ora sciogliere questo nodo.
Sul fronte della farmacologia le principali novità contro l’Alzheimer vengono dal laboratorio della presidente uscente della Società israeliana di neuroscienze, Illana Gozes, e sono rappresentate dalla scoperta del fattore Adnp (Activity-dependent neuroprotective protein), che induce la proliferazione dei neuriti, i prolungamenti del neurone tramite i quali si realizzano nuove connessioni con altre cellule dello stesso tipo, e dalla proteina davunetide, capace di proteggere i microtubuli, le «impalcature» di tutte le cellule, neuroni compresi.
Gli aspetti più sorprendenti arrivano dalla diagnostica. «È noto che il Parkinson esibisce i primi sintomi quando ormai la morte di specifici neuroni, chiamati neuroni dopaminergici, ha raggiunto l’80% del totale - spiega il presidente dei neuroscienziati italiani -: è un processo silente che inizia decine di anni prima di avvertire manifestazioni quali il tremore». È possibile, allora, riconoscere i prodromi nella fase silente della malattia? Paolo Barone, dell’Università di Salerno, ha evidenziato l’importanza di alcuni segnali indicativi: disfunzioni a carico del senso dell’odore, depressione e disturbi del sonno. Sintomi apparentemente generici, ma che si riscontrano nella grande maggioranza dei pazienti colpiti da Parkinson, addirittura con una frequenza del 95% nel caso della compromissione della percezione degli odori. «Se si manifesta la copresenza di tutti e tre i disturbi, si può ipotizzare, con anticipo, l’insorgenza della malattia grazie alle neuroimmagini, che mostreranno l’inizio della riduzione dei neuroni dopaminergici». Inoltre - suggerisce ancora il professore - «l’assunzione di farmaci antiparkinsoniani, a questo stadio iniziale, può rallentare di molto il decorso della malattia».
L’obiettivo degli specialisti rimane quello di individuare i precoci campanelli d’allarme non solo del morbo di Parkinson e della malattia di Alzheimer, ma anche delle altre affezioni neurodegenerative come la Sla. Risultati in questo senso sono stati ottenuti da Daniel Offen e Eldad Melamed dell’Università di Tel Aviv e pubblicati sul «Journal of Stem Cells Reviews». «I ricercatori - spiega Annunziato - hanno mostrato che particolari tipi di cellule staminali producono fattori abili a ristabilire il dialogo tra il sistema nervoso centrale e i muscoli e che, se trapiantate negli arti posteriori di ratti malati di Sla, inducono un’estensione delle fibre, un ritardo dei sintomi e un significativo allungamento della vita media».
Le stime degli epidemiologi sono allarmanti: riportano che, in tutto il mondo, sono 10 milioni gli individui che, in questo momento, convivono con il Parkinson, per un costo sanitario di circa 25 miliardi di dollari, solo negli Usa. Le proiezioni studiate su un periodo di 30 anni suggeriscono che, stando all’andamento attuale, i malati di Alzheimer, invece, potrebbero crescere, fino costituire una popolazione di 60 milioni di pazienti, con un costo per la società di 200 miliardi, sempre negli Usa, ma che salirà a più di mille miliardi di dollari entro il 2050. L’incidenza della Sla, infine, si attesta tra uno e tre individui su 100 mila l’anno, con un costo per le famiglie che raggiunge anche i 200 mila dollari l’anno.
Il Retinoblastoma
http://www.atritoscana.it/patologie_retinoblastoma.asp
Il retinoblastoma è il tumore maligno oculare più frequente in età pediatrica. Colpisce la retina di circa un bambino su 20mila nati vivi ogni anno e può coinvolgere uno o entrambi gli occhi.I primi segni e sintomi sono riscontrati in bambini di età inferiore a 5 anni (in media entro il primo anno nei casi bilaterali ed entro i 2 anni nei casi unilaterali).
Il sintomo più comune è la leucocoria, un riflesso bianco o fosforescente nella pupilla (come il riflesso dell'occhio del gatto) simile a una piccola macchia, dovuto alla massa tumorale che sporge nell'umore vitreo. Frequenti sono anche lo strabismo (la deviazione di uno o entrambi gli occhi verso l'interno o l'esterno), dovuto alla perdita della visione centrale nell'occhio malato, e il glaucoma. Meno spesso si osservano dilatazione della pupilla e nistagmo (movimenti spontanei rapidi e ritmici degli occhi).
Come si scopre e come si cura?
Il neonatologo e il pediatra hanno un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce del retinoblastoma; oggi è possibile guarire oltre il 95 per cento dei bambini affetti da questa malattia, purchè la diagnosi sia tempestiva.È perciò indispensabile che i genitori facciano attenzione alle alterazioni del colore della pupilla, che spesso è possibile osservare in fotografie fatte col flash. È auspicabile che lo screening oftalmologico effettuato dalla nascita fino ai 3 anni possa favorire un maggior numero di diagnosi precoci. Una volta sospettato un retinoblastoma occorre eseguire un'approfondita anamnesi familiare (il tumore può essersi presentato in altri membri della famiglia), l'esame del fondo dell'occhio in anestesia generale, l'ecografia oculare e la risonanza magnetica delle orbite.
La terapia per il retinoblastoma deve tener conto della necessità di preservare la vita, conservare l'occhio, mantenere una funzione visiva utile e ottenere un effetto cosmetico accettabile. Attualmente l'approccio più diffuso è costituito dal trattamento con farmaci antitumorali associato a un intervento focale (fotocoagulazione, laser-terapia, crioterapia o termoterapia transpupillare) eseguito da oculisti esperti. Requisito indispensabile per un esito favorevole è che il trattamento venga praticato solo in centri con lunga e provata esperienza nella diagnosi oftalmoscopica e nella terapia focale. Inoltre, è necessario, anche una volta raggiunta la guarigione, effettuare controlli oculistici almeno ogni 2- 4 mesi per molti anni, poiché tanto più piccoli sono i bambini tanto maggiore è il rischio che compaiano nuovi focolai retinici.
Diagnosi precoce, guarigione sicura?
Già dopo la prima somministrazione di chemioterapia si osservano
vistose riduzioni del volume del tumore retinico. L'enucleazione, cioè
l'asportazione chirurgica dell'occhio, viene ormai praticata solo
in casi molto avanzati, mentre la radioterapia è riservata ai
casi resistenti.
Grazie alla tempestività degli interventi, dai primi del Novecento a oggi sono stati compiuti progressi enormi, e negli ultimi 15 anni la percentuale di sopravvivenza nei bambini diagnosticati precocemente è cresciuta dal 5 per cento a quasi il 100 per cento.
Anche la diagnosi prenatale effettuata durante la gravidanza è fondamentale, perchè permette di intervenire subito dopo la nascita, ottenendo quasi sempre la completa: guarigione del bambino.
Molto utile, infine, è l'esame del DNA: il retinoblastoma rappresenta infatti un modello di tumore ereditario, specialmente quando sono colpiti entrambi gli occhi e in più punti della retina.
Qualora ci siano casi di retinoblastoma tra i familiari della coppia che desidera concepire un figlio, è consigliabile un colloquio con un genetista per valutare le probabilità di trasmettergli la malattia.
Grazie alla tempestività degli interventi, dai primi del Novecento a oggi sono stati compiuti progressi enormi, e negli ultimi 15 anni la percentuale di sopravvivenza nei bambini diagnosticati precocemente è cresciuta dal 5 per cento a quasi il 100 per cento.
Anche la diagnosi prenatale effettuata durante la gravidanza è fondamentale, perchè permette di intervenire subito dopo la nascita, ottenendo quasi sempre la completa: guarigione del bambino.
Molto utile, infine, è l'esame del DNA: il retinoblastoma rappresenta infatti un modello di tumore ereditario, specialmente quando sono colpiti entrambi gli occhi e in più punti della retina.
Qualora ci siano casi di retinoblastoma tra i familiari della coppia che desidera concepire un figlio, è consigliabile un colloquio con un genetista per valutare le probabilità di trasmettergli la malattia.
da "Salute in Farmacia"
e ancora troverete altre info: http://www.informazionimediche.com/2011/10/retinoblastoma-segni-sintomi-cause-terapie-e-chirurgia.html
e ancora troverete altre info: http://www.informazionimediche.com/2011/10/retinoblastoma-segni-sintomi-cause-terapie-e-chirurgia.html
28/04/2012
NATI IERI- noi siamo il futuro siamo preparati per un mondo duro
QUESTA CANZONE FA PROPRIO PER NOI
Nati Ieri Raf
Nati ieri è sinonimo d'ingenuità per chi ha già un'età
ma noi venuti al mondo 24 ore fa sembriamo già
conoscere d'istinto la ragione per cui siamo qua
Invece poi non basterebbero 2 vite intere per coglierne l'essenza
ormai dimenticata dando a qualunque costo, un costo alla nascosta: "felicità"
Essendo nati ieri non abbiamo grandi desideri nè desideri da grandi
spesso futili poco importanti tanti, troppi, quanti?!
Ci serve solamente un po' d'amore, di attenzioni
se è il caso le premure di medici, dottori che hanno visto nascere
non solo santi, artisti e navigatori, sempre allineati su 2 fronti
le nostre prime cure - le ansie, le paure dei cari genitori
Il gioco è appena cominciato, su coraggio coumunque vada
il nostro sarà un grande viaggio
Ci vedrai imparare a restare in piedi
e poi camminare senza più cadere
ci vedrai dormire ma poi sognare ad occhi aperti di volare ancor più su senza ali e senza reti
Nati ieri siamo noi siamo il futuro
siamo preparati per un mondo duro
figli di questa realtà noi crediamo fino in fondo
che domani sia migliore nonostante tutto
I volontari fanno cose grandi e ai grandi della terra manca volontà
per aiutare veramente l'altra faccia dell'umanità là dove la natura
è meno generosa e noi armati solo di rosa senza spine leggeri come una mariposa disinnescando mine sapremo migliorare questa eredità?
Bisognerebbe avere ognuno il suo obiettivo da portare avanti
non per se stessi ma per tutti quanti che il ricco sia esempio di altruismo e nobiltà d'animo
che il povero possa vivere con dignità d'essere umano
Per comodità tu pensi che: sono inutili banalità
Prova solo ad essere discepolo di noi bambini
maestri di semplicità
Ci vedrai già grandi ci potrai capire?
Se per un amore ci vedrai soffrire
ma poi ridere di gioia e gridare ad una stella
che la guerra è finita e che la vita è bella
Nati ieri siamo noi siamo il futuro
siamo preparati per un mondo duro
figli di questa realtà noi crediamo fino in fondo
che domani sia migliore nonostante tutto
ma noi venuti al mondo 24 ore fa sembriamo già
conoscere d'istinto la ragione per cui siamo qua
Invece poi non basterebbero 2 vite intere per coglierne l'essenza
ormai dimenticata dando a qualunque costo, un costo alla nascosta: "felicità"
Essendo nati ieri non abbiamo grandi desideri nè desideri da grandi
spesso futili poco importanti tanti, troppi, quanti?!
Ci serve solamente un po' d'amore, di attenzioni
se è il caso le premure di medici, dottori che hanno visto nascere
non solo santi, artisti e navigatori, sempre allineati su 2 fronti
le nostre prime cure - le ansie, le paure dei cari genitori
Il gioco è appena cominciato, su coraggio coumunque vada
il nostro sarà un grande viaggio
Ci vedrai imparare a restare in piedi
e poi camminare senza più cadere
ci vedrai dormire ma poi sognare ad occhi aperti di volare ancor più su senza ali e senza reti
Nati ieri siamo noi siamo il futuro
siamo preparati per un mondo duro
figli di questa realtà noi crediamo fino in fondo
che domani sia migliore nonostante tutto
I volontari fanno cose grandi e ai grandi della terra manca volontà
per aiutare veramente l'altra faccia dell'umanità là dove la natura
è meno generosa e noi armati solo di rosa senza spine leggeri come una mariposa disinnescando mine sapremo migliorare questa eredità?
Bisognerebbe avere ognuno il suo obiettivo da portare avanti
non per se stessi ma per tutti quanti che il ricco sia esempio di altruismo e nobiltà d'animo
che il povero possa vivere con dignità d'essere umano
Per comodità tu pensi che: sono inutili banalità
Prova solo ad essere discepolo di noi bambini
maestri di semplicità
Ci vedrai già grandi ci potrai capire?
Se per un amore ci vedrai soffrire
ma poi ridere di gioia e gridare ad una stella
che la guerra è finita e che la vita è bella
Nati ieri siamo noi siamo il futuro
siamo preparati per un mondo duro
figli di questa realtà noi crediamo fino in fondo
che domani sia migliore nonostante tutto
http://www.youtube.com/watch?v=EFbCcBRHMMs
Riabilitazione pelvica
http://cistite.info/joomla/index.php/mriabilitazionepelvica
Mancato rilassamento (contrattura) del pavimento pelvico
Il
pavimento pelvico è un complesso insieme di muscoli pelvici che hanno
la funzione di sostenere gli organi pelvici quali vagina, utero,
vescica, ano, retto, evitandone il prolasso, e la funzione di
contrastare le pressioni addominali che agiscono su questi organi, per
esempio in caso di sternuti, tosse, sollevamento di borse della spesa,
ecc. Ogni colpo di tosse per esempio, aumenta la pressione addominale,
che spinge contro la vescica Se non ci fosse l'opposizione muscolare del
pavimento pelvico, la vescica così schiacciata farebbe fuoriuscire
l'urina involontariamente. Essi sono i muscoli che intervengono quando
cerchi di trattenere l'urina o le feci (soprattutto se liquide).Inoltre
questi muscoli svolgono un ruolo decisivo nel momento espulsivo del
parto.
Il
muscolo del pavimento pelvico per noi più importante è il muscolo
elevatore dell'ano, il quale a sua volta è costituito da 3 parti di cui
quella che ci interessa è il muscolo pubococcigeo (PC). Esso circonda
uretra, vagina ed ano, influenzando anche il detrusore vescicale. E'
come se questa fascia muscolare fosse bucata da questi organi che la
attraversano.
Il PC è' quindi responsabile della buona funzionalità urinaria, sessuale e defecatoria.
Spesso
non siamo coscienti dell'esistenza di questa muscolatura e non siamo
quindi in grado di governarla contraendola o rilassandola in base al
bisogno che abbiamo. Senza allenamento e senza controllo, il pavimento
pelvico può quindi sviluppare in autonomia un atteggiamento
costantemente contratto o eccessivamente rilassato.
La stessa
postura femminile dettata dall'esigenza estetica di avere una pancia
piatta, ci fa contrarre la muscolatura pelvica ed addominale in maniera
ormai automatica e quasi inconscia per nascondere la normalissima
“ciccia” che un atteggiamento rilassato farebbe inevitabilmente
traboccare.
Se
l'elevatore dell'ano perde la sua capacità di contrarsi (a causa per
esempio del parto, o per degenerazione dovuta all'avanzare dell'età, o
per indebolimento da mancato allenamento) può dare luogo a incontinenza
di urina, di feci e di gas e al prolasso (discesa verso il basso) degli
organi da esso sostenuti.
Se al contrario sarà costantemente contratto provocherà sintomi diversi a seconda dell'organo interessato dalla contrattura:
-
sintomi urinari: perdita involontaria di urina, urgenza minzionale, pollachiuria senza infezione, sensazione di mancato svuotamento vescicale, peso vescicale, stenosi da contrattura (seguita da ristagno urinario ed infezioni)
-
sintomi vaginali: dispareunia (dolori ai rappoti sessuali), vulvodinia (dolore in zona vulvare), vaginismo (penetrazione sessuale difficile), anorgasmia (assenza di orgasmo), dolore pelvico
-
sintomi anali e rettali: difficoltà all'evacuazione, incoordinazione delle spinte defecatorie, senso di peso anale, dolore anale (anodinia) e perineale, stipsi.
Come si spiegano questi sintomi?
Il dolore: la contrazione comprime anche le arteriole
che portano sangue ricco di ossigeno ai tessuti; di conseguenza
l'ossigeno a disposizione sarà insufficiente. La mancanza di ossigeno
provoca la liberazione di sostanze dolorifiche. Quindi avremo:
vulvodinia, anodinia, dispareunia, stranguria. L'insieme di questi
dolori muscolari viene chiamato mialgia. Il dolore a sua volta è causa
di contrazione come meccanismo di difesa verso il dolore stesso. Ciò
porterà ad un circolo vizioso di dolore- contrattura- dolore-
contrattura. Il dolore provocato dalla cistite è causa stessa di
contrattura e la ricorrenza della cistite è conseguenza della
contrattura.
La stipsi: il muscolo contratto tenderà a restringere
lo sfintere anale, le feci verranno espulse con più difficoltà,
stazioneranno più a lungo nell'ampolla rettale e più resteranno lì, più i
batteri al loro interno aumenteranno rendendo più probabile la
colonizzazione vaginale, uretrale e quindi vescicale. Il dolore
conseguente alla difficile espulsione contribuirà ad incrementare la
contrattura.
Vaginismo e vulvodinia:
il restringimento dell'entrata vaginale può rendere il rapporto così
doloroso che la sola penetrazione diventa impossibile. Il forte attrito
contro le pareti vulvari e vaginali durante l'atto sessuale, infatti
creano infiammazione dolorosa di questi tessuti impedendone i successivi
tentativi. Un tessuto infiammato è più facilmente preda degli attacchi
batterici di un tessuto normale in quanto perde le sue normali difese.
Di conseguenza la vulva e la vagina diventano ottimo ricettacolo di
batteri. Più ce ne saranno in questi organi e maggiore sarà la
probabilità che risalgano dall'uretra in vescica. La paura del dolore
inoltre toglie alla donna eccitazione e ciò si traduce in mancata
congestione (afflusso di sangue) in zona genitale. In situazioni normali
questo abbondante afflusso di sangue forma attorno alla vagina come una
specie cuscinetto, che protegge la vescica ammortizzando gli urti
contro la vescica provocati dal rapporto. In mancanza di eccitazione
viene meno questa funzione di ammortizzatore dei vasi sanguigni pieni di
sangue e la vescica è sottoposta a trauma meccanico da rapporto.
L'infiammazione vescicale conseguente sarà ovviamente dolorosa, ma non
presenterà batteri.
Urgenza minzionale: La
contrazione pelvica si riflette anche sul detrusore (il muscolo)
vescicale, che si contrae a sua volta diminuendo la sua capienza e non
riuscendo più a mandare gli input corretti al cervello. Ciò provocherà
la necessità di urinare spesso, poco e urgentemente.
Come puoi notare il
pavimento pelvico ha notevole influenza diretta ed indiretta sulla
cistite ricorrente. Il rilassamento di tale muscolatura è l'obiettivo
principale a cui ogni donna sofferente di IVU dovrebbe puntare.
La riabilitazione del
pavimento pelvico sviluppa la consapevolezza della tua muscolatura
pelvica insegnandoti a contrarla e a rilassarla volontariamente
attraverso la fisiochinesiterapia pelvi-perineale, gli esercizi di Kegel
ed il biofeedback. La riabilitazione inoltre rilassa in modo passivo
la muscolatura e diminuisce il dolore attraverso la stimolazione
elettrica funzionale (tens), l'educazione alla respirazione
diaframmatica e la manipolazione.
Alla diagnosi di contrattura del
pavimento pelvico si arriva principalmente attraverso l'esame
urodinamico ( che valuta anche la contrazione della muscolatura pelvica
durante la minzione) ed escludendo altre cause ostruttive (calcoli,
stenosi, tumori, ecc).
RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA
Un ruolo fondamentale per
il rilassamento del pavimento pelvico è rivestito dalla respirazione.
La vita moderna con i suoi ritmi e lo stress a cui ci sottopone, ci
porta a respirare utilizzando solo la parte più alta dei nostri polmoni
(respirazione toracica/clavicolare).
Il tentativo sopra citato
di nascondere l'adiposità addominale incrementa questo tipo di
respirazione in quanto contraendo la parte inferiore dell'addome si
ostacola l'introduzione di aria nella zona polmonare inferiore, che non
ha più spazio per espandersi. Le conseguenze sono: contrazione della
muscolatura pelvica, insufficiente apporto di ossigeno, problemi
respiratori , cattiva digestione, stitichezza, problematiche
ginecologiche (per la connessione diaframma/perineo), ecc.
La respirazione corretta
pertanto è quella diaframmatica, cioè la respirazione “bassa”, che
utilizza appunto questo muscolo addominale (il diaframma), che separa la
zona toracica da quella addominale. Tale respirazione permetterà al
polmone di espandersi completamente e ciò produrrà una serie di effetti
benefici:
-
i polmoni riceveranno maggiori quantità di aria e quindi di ossigeno, migliorando la circolazione sanguigna e la disponibilità di ossigeno per tutti gli organi
-
il diaframma con il suo innalzamento ed abbassamento continui attuerà una sorta di massaggio intestinale che agevolerà il passaggio intestinale delle feci e la loro espulsione
-
le strette connessioni tra diaframma e perineo faranno sì che il movimento dell'uno si ripercuota su quello dell'altro e ciò aumenterà la tonicità del pavimento pelvico e lo scioglimento delle contratture grazie a questo costante stimolo e massaggio.
Per valutare il tipo di
respirazione che utilizzi posizionati davanti allo specchio, fai un
respiro profondo e osserva ciò che avviene quando inspiri. Se si
sollevano le spalle e si gonfia la parte superiore del torace, la tua
respirazione è alta. Se le spalle restano ferme e ciò che si gonfia è la
pancia, allora stai utilizzando correttamente il diaframma.
Un esercizio utile da fare quotidianamente per
allenarsi alla respirazione diaframmatica è quello di sdraiarti supina
poggiando una mano sul petto ed una sulla pancia, inspira col naso
cercando di far sollevare solo la mano poggiata sulla pancia (l'altra ti
serve per controllare che il torace non si muova), poi espira con la
bocca aperta sgonfiando l'addome.
E' possibile che le prime volte avvertirai giramenti
di testa. Ciò avviene a causa dell'iperventilazione, cioè arriva troppo
ossigeno improvvisamente ed il tuo corpo non è abituato. In questo caso
sospendi fino alla scomparsa del sintomo e ricomincia senza forzare
troppo la respirazione. Pochi minuti al giorno sono sufficienti, ma
sforzati durante la giornata di utilizzare questa respirazione sia che
tu sia in piedi, sia che sia seduta o stia correndo. All'inizio dovrai
sforzarti e faticherai anche solo a ricordarti di farlo, ma col tempo
diventerà automatico respirare col diaframma.
FISIOCHINESITERAPIA
Lo scopo principale è
quello di renderti cosciente dell'esistenza della muscolatura del
pavimento pelvico e farti scoprire che si può rilassare e contrarre
volontariamente. Successivamente alla presa di coscienza si inizia
l'allenamento con l' esecuzione di esercizi di contrazione e
rilassamento escludendo l'interferenza dei muscoli accessori quali
quelli glutei, addominali, il diaframma e gli adduttori (all'interno
della coscia). Più il muscolo è allenato a questi esercizi e più
riuscirai a controllarlo rilassandolo quando lo senti contratto e
contraendolo solo quando è necessario. La ripresa dell'attività del
muscolo e la liberazione dalla contrazione consentiranno un miglior
afflusso di sangue e di ossigeno sia allo stesso muscolo, che agli
organi da esso circondati (ano, vagina, uretra).
Gli esercizi proposti riprendono a grandi linee quelli ideati da Kegel, descritti nel capitolo successivo.
Le sedute durano circa
un'ora ed un ciclo è composto da 12/14 sedute 2 volte la settimana. Si
può proseguire con un nuovo ciclo se i risultati ottenuti nel precedente
non sono stati sufficienti. Durante la seduta di chinesiterapia vengono
effettuate, se ritenute necessarie, la elettrostimolazione ed il
biofeedback.
Perchè la riabilitazione sia efficace,
sono fondamentali l'impegno, la collaborazione e la costanza di chi vi è
sottoposto. A domicilio infatti dovrai ripetere gli esercizi insegnati
durante le sedute ed una volta terminata la terapia dovrai continuare a
tenerti “allenata” con gli esercizi imparati, per consentire il
mantenimento del rilassamento ottenuto.
ESERCIZI DI KEGEL
Il Dr. Kegel, ginecologo
americano ideò una serie di esercizi atti a rinforzare il muscolo
pubo-coccigeo e di conseguenza a rilassarlo. I suoi esercizi sono
famosissimi ed effettuati a domicilio da tantissime donne. Essi
rispecchiano parte di ciò che viene effettuato in una seduta di
chinesiterapia. La corretta e costante effettuazione migliora la
funzionalità del pavimento pelvico, i problemi di contrattura muscolare,
i disturbi di incontinenza, di stipsi ed aumenta il piacere sessuale
sia proprio che del partner.
Ecco alcuni esempi di esercizi di kegel:
-
contrai il PC per 10 secondi e rilassalo per 30. Ripeti più volte.
-
Contrai lentamente come se il muscolo si stesse gradualmente chiudendo verso l'interno e poi sempre lentamente rilascia come se il muscolo si stesse protendendo verso l'esterno.
-
Alterna velocemente e ritmicamente contrazioni a rilassamenti
Ovviamente per poter
effettuare questi esercizi dovrai avere coscienza di quale sia il
muscolo da contrarre, altrimenti la contrazione di muscoli sbagliati
(addominali, glutei, diaframmatici e adduttori) peggiorerà ulteriormente
la situazione. 2 donne su 3 hanno difficoltà a capire cosa contrarre.
Un metodo per capirlo è
quello di interrompere il flusso urinario durante la minzione. Per farlo
è necessario contrarre proprio il muscolo PC. In questo modo riuscirai a
capire quale parte dovrai usare per effettuare gli esercizi di Kegel.
Questa manovra va effettuata esclusivamente per individuare qual'è il
muscolo coinvolto. Se riesci ad individuarlo semplicemente simulando
l'interruzione della minzione è ancora meglio.
Un altro metodo è quello
di inserire un dito in vagina e contrarre la muscolatura attorno a
questo dito. Se senti la pressione aumentare attorno al tuo dito, avrai
individuato il PC.
Ancora ti puoi guardare
allo specchio, posizionandolo di fronte all'ingresso vaginale.
Contraendo il PC dovresti vederne il movimento: la vulva si sposta in su
e in giù.
Con una mano una volta
sull'addome, una volta sui glutei ed una volta sull'interno coscia,
assicurati che i muscoli qui presenti non si contraggano mentre contrai
il PC.
Gli esercizi di Kegel
vanno ripetuti almeno 20 minuti al giorno, ma non c'è un limite
superiore. Più ci si esercita e maggiori saranno i benefici. Puoi farli
ovunque ed in qualsiasi momento della giornata (nessuno si accorgerà di
questa tua attività!): in autobus, mentre fai la spesa, dal
parrucchiere, mentre guardi la tv, mentre guidi, durante il rapporto
sessuale (con maggior soddisfazione per entrambi!). Già dopo 3 settimane
di esercitazione costante noterai i primi cambiamenti.
BIOFEEDBACK
In caso non riuscissi a localizzare il muscolo da contrarre, ti potrà venire in aiuto il biofeedback trans vaginale.
Il biofeed back fa parte delle attività svolte durante le sedute di chinesiterapia.
Ecco come si svolge.
Verrà introdotta in
vagina una sonda di dimensione variabile in base alle difficoltà di
introduzione. Questa sonda rileva la pressione esercitata dai muscoli
pelvici e trasforma questa informazione in immagine lineare visibile su
un monitor. Questa linea, che viene visualizzata si alza quando la
muscolatura si contrae e si abbassa quando invece si rilassa.
Inizialmente comincerai a prendere confidenza con l'apparecchiatura e
con la tua capacità di contrarre e di rilassare osservando sul monitor
come il cursore va su e giù in corrispondenza alle tue azioni muscolari.
Poi comincerai a ripetere delle linee precise che appariranno sul
monitor. Questi alcuni esempi:
________________________________(linea base corrispondente al totale rilassamento)
________/\______/\_______/\_______(innervazione graduale e graduale rilassamento)
_____|\_______|\_______|\______(innervazione totale e immediata e grad. rilass.)
_____|-|_____|------|_____|---|___(innervaz. totale mantenuta per più secondi e
rilassam. totale e immediato).
_____|\_______|\_______|\______(innervazione totale e immediata e grad. rilass.)
_____|-|_____|------|_____|---|___(innervaz. totale mantenuta per più secondi e
rilassam. totale e immediato).
All'inizio sembrerà molto
difficile anche solo mantenere la linea orizzontale corrispondente al
totale rilassamento e da questo capirai quanto è forte la tua tendenza
alla contrazione muscolare.
Poi imparerai a mantenere piatta questa linea
rilassando muscoli che neanche pensavi di avere. Infine riuscirai a
mantenere i muscoli rilassati anche senza il controllo visivo del
monitor. La linea più difficile da seguire per me era quella mista in
cui si alternavano torri merlate a triangoli equilateri e retti. Ma alla
fine delle sedute ero così cosciente di tutti i più piccoli muscoli
pelvici, così allenata a contrarli e rilassarli quando, quanto e quali
volevo, che sarei stata in grado di disegnare sul monitor persino la
mia firma!!
STIMOLAZIONE ELETTRICA FUNZIONALE
Laddove non si riesca ad avere la percezione del
muscolo PC e quindi non si riesca ad esercitarlo volontariamente,
interviene l'elettrostimolazione passiva. Essa può essere comunque di
supporto alla chinesiterapia e può avere effetti antalgici (calma il
dolore).
Viene effettuata
applicando una serie di elettrodi a livello del clitoride, delle piccole
labbra, della vagina o dell'ano (in base ai disturbi accusati). Questi
elettrodi stimolano la contrazione della muscolatura pelvica e
contemporaneamente stimolano il nervo pudendo (il nervo che manda a
questi muscoli il segnale di contrarsi e di rilassarsi).
Arriverà in queste
zone l'impulso elettrico che puoi percepire come una leggerissima scossa
o come dolore puntorio. Dovrai aumentare il voltaggio fino a che senti
bene questa scossa, ma senza che ti dia dolore. In seguito aumenti la
potenza man mano che ti abitui a quel voltaggio e questo fa sì che la
tua soglia del dolore aumenti gradualmente e con essa la capacità
contrattile del muscolo. I voltaggi raggiunti ed i risultati ottenuti
vanno riportati in un apposito diario quotidiano.
Io dovevo fare questi
esercizi 20 minuti al mattino e 20 alla sera per 2 settimane.
All'ospedale mi avevano dato l'apparecchio per poterli effettuare a
casa.
MANIPOLAZIONE
E' una delle tecniche
utilizzate in osteopatia. Questa disciplina in estrema sintesi cerca di
riportare l'equilibrio psico-fisico-sociale agendo sull'apparato
muscolo-scheletrico, sede dei blocchi che provocano la malattia. Questi
blocchi a livello di ossa e di muscoli impediscono il normale afflusso
di sangue ed ossigeno, il normale movimento dell' organo, il normale
scorrere dei fluidi che in esso passano.
Attraverso
l'uso di varie tecniche e prendendo in considerazione anche l'influenza
dell'ambiente esterno e l'aspetto psicologico del Paziente, l'osteopata
cerca di riportare l'organo compromesso in uno stato di equilibrio non
solo con se stesso, ma con l'intero corpo.
Con
la manipolazione l'osteopata agisce sui muscoli e sui visceri , nel
nostro caso la vescica, l'uretra, l'utero, la vagina, utilizzando le sue
mani. Avverte col tatto le tensioni, che limitano il libero movimento
di questi organi pelvici, scioglie la contrattura rilevata, rinforza la
muscolatura contrapposta a quella contratta, riduce gli spasmi dovuti al
trauma infiammatorio o dolorifico subìto, riporta nella sede originaria
gli eventuali spostamenti (di solito abbassamenti) della vescica o di
organi adiacenti, libera i vasi sanguigni compressi dalla muscolatura
contratta o dall'organo fuori sede permettendo un miglior afflusso di
sangue ed ossigeno, libera i nervi compressi diminuendo il dolore che
questo schiacciamento comporta, separa le aderenze dovute alle
cicatrici, che alterano la funzionalità dell'organo.
Sclerosi Multipla, il mercato dei farmaci raggiungerà i 502 milioni di euro
Terapie combinata e farmaci orali spingono l’acceleratore
Il mercato dei farmaci per la Sclerosi Multipla
ha raggiunto cifre esorbitanti. Lo ha evidenziato la recente analisi di
Frost&Sullivan intitolata 'Analysis of the European Multiple
Sclerosis Market' secondo cui in Italia il mercato ha prodotto entrate
per circa 277 milioni di euro nel 2010 e stima che questa cifra raggiungerà quota 501,8 milioni di euro nel 2017, con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) dell'8,9 per cento tra il 2010 e il 2017.La sclerosi multipla colpisce oltre 2,5 milioni di persone in tutto il mondo, di cui 550 mila in Europa. La ricerca scientifica sulle terapie farmacologiche si concentra attualmente su immunosoppressori, immunomodulatori e corticosteroidei.
“L'incremento del numero di persone affette da sclerosi multipla fa aumentare la domanda di terapie - osserva Deepika Pramod Chopda, analista di Frost&Sullivan - questo fatto, unito a un solido programma di sviluppo, sta spingendo la crescita del mercato”.
Il rapporto rende noto che sono attualmente in corso ricerche significative volte a trattare efficacemente la sclerosi multipla. Diversi trattamenti terapeutici innovativi, tra cui farmaci biologici e farmaci per via orale, che favoriscono le prospettive del mercato. “La messa a punto di nuove tecnologie e modalità per la somministrazione dei farmaci (per via orale o per iniezione) e diversi altri fattori - conclude l'analista - incoraggeranno i pazienti a utilizzare i farmaci contro la sclerosi multipla. Le nuove opzioni terapeutiche promuoveranno inoltre il concetto di terapia combinata, accelerando così lo sviluppo del mercato”.
http://www.osservatoriomalattierare.it/sclerosi-multipla/1927-sclerosi-multipla-il-mercato-dei-farmaci-raggiungera-i-502-milioni-di-euro
Canada: selezionato il gruppo di ricercatori per la sperimentazione interventistica sulla CCSVI
Ottawa (18 aprile 2012) -
L'onorevole Leona Aglukkaq, Ministro della Sanità, ha annunciato oggi
che un team di ricercatori è stato selezionato attraverso un rigoroso
processo di peer review per avviare una sperimentazione clinica
interventistica di fase I / II per l'insufficienza venosa cronica
cerebrospinale (CCSVI) in persone con sclerosi multipla.
Questo annuncio è stato dato a seguito
dell’invito per applicazioni di ricerca lanciato dal Canadian Institutes
of Health Research (CIHR) nel novembre 2011.
"Il nostro governo è impegnato nel far progredire la ricerca sulla MS
con l'obiettivo di migliorare la salute di chi vive con questa
condizione," ha detto il ministro Aglukkaq. "Questo studio clinico
dovrebbe fornire un quadro più chiaro sulla sicurezza e l'efficacia
della procedura proposta dal Dr. Zamboni".L'obiettivo principale della sperimentazione sulla CCSVI, che deve essere co-finanziato dalla MS Society of Canada, è quello di determinare la sicurezza di angioplastica venosa e di ottenere una migliore evidenza sugli esiti nei pazienti.
I ricercatori dovranno ricevere l'approvazione etica dai pertinenti comitati istituzionali di etica della ricerca (REB), prima di condurre la sperimentazione. I fondi saranno sbloccati e lo studio inizierà se e quando sarà garantita l'approvazione etica.
Per garantire l'indipendenza del REB, i nomi dei membri del team di ricerca e le istituzioni coinvolte sarà celato fino all'approvazione del REB.
"Il CIHR e la MS Society continueranno a collaborare con i partner provinciali e territoriali per garantire l'attuazione della sperimentazione clinica se il team di ricercatori soddisferà i criteri dei comitati etici per la ricerca", ha detto il Presidente del CIHR, Dr. Alain Beaudet. "Nel frattempo, il gruppo di lavoro degli esperti scientifici del CIHR continua a rivedere e analizzare le nuove evidenze della ricerca sulla CCSVI."
Il Canadian Institutes of Health Research (CIHR) è l’agenzia degli investimenti di ricerca nel settore sanitario del Governo del Canada. La missione del CIHR è creare nuova conoscenza scientifica e consentire la sua traduzione in miglioramento della salute, servizi sanitari e prodotti più efficaci, e un rafforzato sistema sanitario canadese. Composto da 13 Istituti, il CIHR fornisce guida e supporto a più di 14.100 ricercatori sanitari e tirocinanti in tutto il Canada
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