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01/08/2012

STRESS, STANCHEZZA, ANSIA, RISVEGLI NOTTURNI E STANCHEZZA AL RISVEGLIO

 

RICARICA MAGNESIO ASSOLUTO


STRESS, STANCHEZZA, ANSIA, RISVEGLI NOTTURNI E STANCHEZZA AL RISVEGLIO

In caso di stanchezza e affaticamento...ma anche in caso di qualsiasi stress.

I cambi di stagione si accompagnano sempre con un aumento della stanchezza fisiologica.
E possibile aiutare l'organismo ad adattarsi alle nuove condizioni ambientali e climatiche con alcuni rimedi energetici naturali.
l’effetto di questa stanchezza psicofisica, però, non è evidente solo nei cambi climatici, ma la frenesia dei ritmi odierni o i momenti di grande tensione e concentrazione (esami per gli studenti o particolari situazioni lavorative), assorbono grandi quantità di energie che devono essere reintegrate, oltre che per una immediata risposta, anche per evitare future debilitazioni.

Il Magnesio è un minerale fondamentale perchè aiuta a produrre l’energia indispensabile al nostro corpo. Il Magnesio assoluto è un carbonato di magnesio in una formulazione citrata, cioè la soluzione più assimilabile che viene assunta dall’organismo. I ritmi di vita frenetica e lo stress che è inevitabilmente parte della vita moderna bruciano le riserve di magnesio dandoci segnali di carenza quali: ansia, agitazione, insonnia, stanchezza immotivata, tic nervosi e molti altri.
L’aggiunta di Vitamina B1 contribuisce al buon funzionamento del sistema nervoso.

Magnesio assoluto: Il Magnesio assoluto è un carbonato di magnesio in una formulazione citrata, cioè la soluzione più assimilabile che viene assunta dall’organismo. Il Magnesio è il minerale chiave per il corretto utilizzo del calcio e del potassio ed anche di molti altri nutrienti. Il Magnesio è un minerale essenziale per le cellule viventi. Coopera nel trasporto di sodio e potassio attraverso la membrana cellulare e influenza i livelli di calcio all’interno delle cellule. Il magnesio interviene in oltre 300 diversi processi metabolici (in particolare sul metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici) ed è indispensabile per promuovere la funzionalità di numerosi sistemi enzimatici. Lo stress tende ad esaurire le riserve di magnesio dell’organismo. Una carenza di magnesio produce nervosismo, ansietà, tic nervosi e insonnia di tipo II, caratterizzata da addormentamento regolare ma da frequenti risvegli notturni, per cui il soggetto si sveglia stanco anche dopo diverse ore di sonno. Anche nelle donne che soffrono di sindrome dolorosa premestruale è stata riscontrata una carenza di magnesio, unitamente ad un eccesso di calcio. insieme al calcio e al fosforo partecipa alla costituzione dello scheletro, infatti circa il 70% del magnesio dell’organismo si trova nelle ossa. Il Magnesio è particolarmente indicato per: persone soggette a stress prolungati o malattie croniche debilitanti, tipicamente con nervosismo e ansietà; lavoratori o atleti sottoposti a pesanti attività fisiche, soprattutto se prolungate, comportanti fra l’altro eccessiva sudorazione; persone anziane.
Le ricerche tossicologiche confermano che il Magnesio non presenta tossicità e possiede una notevole sicurezza d’uso. Vitamina B1: La sua carenza provoca dei disturbi nel metabolismo dei carboidrati. Deficienze croniche di vitamina B1 portano alterazioni del sistema nervoso, del sistema cardiovascolare e dell'apparato gastroenterico. In caso di apporto elevato, l'eccesso viene escreto nelle urine.


SCHEDA TECNICA



Nato dalla ricerca dei laboratori Erbavoglio, RICARICA Magnesio Supremo è il nuovo integratore energetico che favorisce rapidamente il fisiologico recupero in casi di stress psicofisico. La combinazione Magnesio carbonato e Vitamina B1 consentono un aumento della resistenza fisica e mentale. Ricarica Magnesio supremo è ideale in tutte quelle situazioni in cui il nostro organismo è sotto pressione e pertanto la lucidità, ed efficacia generale viene meno.
COME AGISCE
Il dr. Rhian Toyuz dell'Università' di Montreal, nel "Journal of Hypertension" scrive che "recenti studi dimostrano che diete ricche di magnesio possono favorire la riduzione della pressione sanguigna, specialmente fra gli anziani.
Il magnesio aiuta le cellule muscolari a rilassarsi, incluse quelle del cuore. Una carenza di magnesio é stata collegata a malattie cardiache, battito irregolare e palpitazioni. Alcuni studi hanno esaminato il suo ruolo nella prevenzione di queste malattie. "Uno dei motivi di questa carenza é'8e dovuto alle conseguenze di una dieta ricca di amidi che consumano molto magnesio, come confermato da alcuni nutrizionisti. Inoltre, quando siamo sottoposti a situazioni di forte stress il nostro bisogno di magnesio aumenta considerevolmente.
Le fonti alimentari di magnesio comprendono broccoli, spinaci, farina d'avena, noci e dal mare: tonno e gamberetti.
Molti medici stanno prescrivendo integrazioni con magnesio per un ampio numero di problemi di salute: dai crampi muscolari all'ipertensione.

COSA CONTIENE:

MAGNESIO: il Magnesio è un minerale essenziale che rappresenta circa lo 0,05% del peso totale del corpo. Il 70% circa di esso si trova nelle ossa insieme al calcio e al fosforo, mentre il rimanente 30% è situato nei tessuti molli e nei fluidi dell’organismo. Del magnesio ingerito, viene assorbita una quantità che va dal 30 al 40%, mentre il resto viene eliminato con le feci.
Il magnesio è responsabile di molti processi metabolici essenziali, tra i quali la produzione di energia dal glucosio, e la sintesi delle proteine dell’acido nucleico, la formazione dell’urea, il tono vascolare, la trasmissione degli impulsi muscolari, la stabilità elettrica delle cellule, la trasmissione e l’attività nervosa. La quantità maggiore di magnesio si trova all’interno delle cellule, dove attiva gli enzimi necessari al metabolismo dei carboidrati e degli aminoacidi. Contrastando l’effetto stimolante del calcio, il magnesio svolge un ruolo importante per le contrazioni neuromuscolari. Aiuta anche a regolare l’equilibrio acido-alcalino dell’organismo.

DI PIU’ SUL MAGNESIO: (emicrania e cefalea tensiva)
Diversi ricercatori sulla base di teorie ed osservazioni cliniche, hanno individuato un legame tra il basso tasso di magnesio e l’emicrania e la cefalea tensiva. Poichè una delle funzioni chiave del magnesio è il mantenimento del tono vascolare, una carenza di tale minerale può preparare il terreno a eventi che possono scatenare attacchi di emicrania o cefalea, dato confermato dal fatto che nelle persone che soffrono di emicrania si hanno livelli ridotti di magnesio nel siero, nella saliva e nei globuli rossi.

FONTI NATURALI, CARATTERISTICHE E COMPOSIZIONE:
Il magnesio (Mg) è' ampiamente diffuso negli alimenti, in particolare nei vegetali (ortaggi a foglia verde, germe di grano, soja, semi di girasole), nella frutta secca (mandorle, noci), nei pesci di mare (aringa, merluzzo, ipoglosso ecc.) e d’acqua dolce (carpa).
Un’alimentazione bilanciata apporta normalmente una quota sufficiente di tale elemento. Vi sono tuttavia situazioni o periodi della vita in cui vengono perdute o consumate notevoli quantità' di magnesio: situazioni di stress prolungato tipiche della frenetica vita moderna, eccessiva sudorazione (soprattutto se legata a intensa attività' fisica).

PROPRIETA':

1) TRASMETTE GLI IMPULSI NERVOSI E STIMOLA LA FUNZIONE NERVOSA: il magnesio è' un minerale essenziale per le cellule viventi. Coopera nel trasporto di sodio e potassio attraverso la membrana cellulare e influenza i livelli di calcio all’interno delle cellule. Lo stress tende ad esaurire le riserve di magnesio dell’organismo. Una carenza di magnesio produce nervosismo, ansietà', tic nervosi e insonnia di tipo II, caratterizzata da addormentamento regolare ma da frequenti risvegli notturni, per cui il soggetto si sveglia stanco anche dopo diverse ore di sonno.

2) STIMOLA LE FUNZIONI MUSCOLARI E NORMALIZZA IL RITMO CARDIACO: una carenza di magnesio produce tensione muscolare e crampi muscolari diurni, dopo l’esercizio fisico, in particolare alle mani e ai piedi (i crampi notturni ai polpacci, durante il riposo, sono invece dovuti a carenza di calcio).

3) PROMUOVE LE NORMALI FUNZIONI METABOLICHE: Il magnesio interviene in oltre 300 diversi processi metabolici (in particolare sul metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici) ed è' indispensabile per promuovere la funzionalità' di numerosi sistemi enzimatici. Anche nelle donne che soffrono di sindrome dolorosa premestruale è' stata riscontrata una carenza di magnesio, unitamente ad un eccesso di calcio.

4) COOPERA ALLA CRESCITA DELLE OSSA E RINFORZA LO SMALTO DEI DENTI: insieme al calcio e al fosforo partecipa alla costituzione dello scheletro, infatti circa il 70% del magnesio dell’organismo si trova nelle ossa.

INDICAZIONI PER UNA CORRETTA INTEGRAZIONE DI MAGNESIO:
Persone soggette a stress prolungati o malattie croniche debilitanti, tipicamente con nervosismo e ansietà'; Lavoratori o atleti sottoposti a pesanti attività' fisiche, soprattutto se prolungate, comportanti fra l’altro eccessiva sudorazione; Persone anziane.

BIBLIOGRAFIA:

Società' Italiana di Nutrizione Umana: LARN – Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di energia e Nutrienti, Istituto Nazionale della Nutrizione, Milano, 1990
Pandiani M. Guida al corretto utilizzo di vitamine e minerali nella nutrizione, Tecniche Nuove, Milano, 1991
AA.VV.: Magnesio, Edra Medical Information & Comunication, 2005
Seelig M.S.: Magnesium Deficiency in the Pathogenenesis of Disease, Plenum Pub., New York, 1980
Fourman P., Morgan D.B.: “Chronic Magnesium Deficiency”, Proc.Nutr.Soc. 21, 1962

VITAMINA B1 (Tiamina):
La tiamina è stata la prima vitamina B ad essere scoperta e per questo è stata chiamata Vitamina B1. Un grave deficit di Tiamina causa la sindrome nota come Beriberi.
Le alterazioni neurologiche più importanti si hanno nei nervi periferici, particolarmente degli arti inferiori. I segmenti distali sono caratteristicamente colpiti per primi e più gravemente. Si può verificare una degenerazione della guaina midollare in tutti i tratti del midollo spinale, specialmente nelle colonne posteriori e nelle radici nervose anteriori e posteriori. Si possono verificare anche delle alterazioni a carico delle cellule delle corna anteriori e dei gangli posteriori. Quando il deficit è grave si verificano nel cervello le lesioni caratteristiche della poliencefalite emorragica.
Il cuore è dilatato e ingrossato; le fibre muscolari sono edematose, frammentate e vacuolizzate, con spazi interstiziali dilatati dai liquidi. Si osserva anche una vasodilatazione che può causare edemi prima che si verifichi una chiara insufficienza cardiaca ad alta gittata.

In seguito alla mancanza di Magnesio, anche la muscolatura del cuore sviluppa uno spasmo o un crampo e puo’ smettere di battere.

Questo accade perché' il magnesio per rilassare il cuore e per renderlo pronto per la contrazione seguente è insufficiente. Il magnesio è così determinante che è necessario per ogni importante processo biochimico quale per esempio la digestione, la sintesi proteica, la produzione di energia cellulare e il metabolismo del glucosio.
Come già sappiamo, il magnesio è la chiave per il giusto utilizzo del calcio e del potassio e di molti altri nutrienti.

La domanda che ora ci si pone è: che cosa causa la carenza di magnesio?
Ecco i "nemici":caffè, zucchero, diuretici, vaccini, droghe di tutti i tipi, bassa funzionalità tiroidea, stress e una dieta ad alto contenuto di calcio.

Questo significa che il calcio fa male ? No, non del tutto.
Se esaurite più magnesio che calcio (cosa che spesso accade con diete al alto tenore di calcio, come es. formaggi, latte), sarà meglio assumere magnesio per evitare i problemi derivanti dall'eccesso di calcio, tra cui: depositi di calcio nelle giunture, calcoli biliari, calcoli renali ed in casi estremi, calcificazione del cervello e di altri organi e parti del corpo, causando malattie cardiache, artriti, indurimento delle arterie,senilità, osteoporosi e calcificazione degli organi e dei tessuti che così possono degenerare, irrequietezza, problemi di insonnia, tensione, maggiore stress, sindrome premestruale e molto di più.
In altre parole, l'eccesso di calcio può essere un reale problema, mentre l'eccesso di magnesio non lo è. Le conseguenze possono anche essere la perdita di memoria ed eventualmente una riduzione delle prospettive di vita. Il magnesio e il calcio devono quindi essere presenti nelle corrette proporzioni in base alle vostre necessità.

barattolo da 100 gr

Ingredienti e tenore per dose giornaliera (un chucchiaino =2 g) Magnesio carbonato (pari a Mg 300 mg*, 100% RDA), Vitamina B1 1,4 mg* (100% RDA). Acidificante: Acido citrico.
Modalità d’uso: Per una corretta integrazione, si consiglia l’assunzione di un cucchiaino di prodotto al giorno, disciolto in acqua.

link  originale www.stresseansia.it/prodotti_det.php?Id=1&fb_source=message
Il magnesio non e' adatto a tutti, chiedere SEMPRE AL VOSTRO MEDICO. In caso di intolleranza e di insorgenza di effetti collatetali legati all'intestino sarebbe meglio sospenderlo. Ci sono stati casi di rigidita' muscolare e  contrazioni.

Arruolato primo paziente. Brave Dreams parte

 SI PARTE

Sclerosi Multipla CCSVI: arruolato primo paziente. Brave Dreams parte

Brave Dreams di Zamboni e Salvi parte, con l'arruolamento del primo paziente con CCSVI (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale) e sclerosi multipla. Si conclude quindi l'"odissea" del "metodo Zamboni" che ha visto momenti "eroici" sia da parte dei due ricercatori, sia dell'associazione indipendente dei malati che li sostiene

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Finalmente i "Sogni Coraggiosi"1 del prof. Paolo Zamboni e del dott. Fabrizio Salvi sono in partenza. Ha il suo inizio "operativo" infatti "Brave Dreams", "Sogni Coraggiosi" appunto, in inglese, ma acronimo di "BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis" ("sfruttare il drenaggio venoso contro la Sclerosi Multipla"). Parte in questi giorni l'arruolamento del primo paziente con CCSVI (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale) e sclerosi multipla per Brave Dreams diretta dal prof. Paolo Zamboni, sulla sicurezza e l'efficacia dell'angioplastica venosa nei malati di SM. Avrà quindi inizio la sperimentazione di quello che, per la gente comune, è il "metodo Zamboni", "metodo" di cui si è tanto parlato e di cui si è fatta anche tanta disinformazione tanto da meritare, diverse volte, da parte dell'Associazione indipendente "CCSVI nella SM"2 , che segue l'odissea di Zamboni e Salvi fin dall'inizio, delle doverose precisazioni pubbliche sulla CCSVI3 . Proprio la Onlus CCSVI nella Sclerosi Multipla, a proposito della partenza di Brave Dreams, diffonde una nota in cui ringrazia "di cuore la Regione Emilia Romagna, il Ministero della Salute, ma sopratutto il rigore scientifico e la tenacia di Salvi e Zamboni". Salvi e Zamboni che in questi anni hanno dovuto subire pesanti "attacchi" da diversi fronti, alcuni anche molto gravi, ma che però non hanno fermato i due ricercatori (ed il loro sostenitori) nella ricerca affannosa (il tempo è il primo nemico dei malati di Sclerosi Multipla, si ricorda sempre) dei fondi e delle autorizzazioni per la partenza di Brave Dreams. Per questo nella nota della "CCSVI nella SM Onlus" è giusto dare risalto al paragrafo in cui è evidente tutto il pathos e l'aspetto quasi "eroico" della vicenda. Scrivono Gisella Pandolfo, Presidente Nazionale CCSVI nella SM e Nicoletta Mantovani Presidente Onorario CCSVI nella SM: "L'associazione CCSVI-SM, per ultimo ma non certo da ultimo, ringrazia persempre il prof. Paolo Zamboni e il dott. Fabrizio Salvi per aver tirato dritto per la loro strada, imperturbabili di fronte ai tanti ostacoli incontrati nel loro percorso, sicuri di essere nel giusto nel pretendere che la libera ricerca dovesse andare avanti, per capire meglio, per meglio aiutare i malati di CCSVI e di Sclerosi Multipla. Accompagnati, in questo, anche da noi e dai malati che rappresentiamo, tenaci sostenitori della libera ricerca scientifica, e incrollabilmente fiduciosi negli esiti fecondi della loro sperimentazione".

info di:  www.mainfatti.it/sclerosi-multipla/Sclerosi-Multipla-CCSVI-arruolato-primo-paziente-Brave-Dreams-parte_045119033.htm

Acido folico, on-line il nuovo sito a cura del CNMR

 

ISS 27 Aprile 2012

È on-line il nuovo sito su Acido folico e folati prima di una gravidanza a cura del Centro Nazionale Malattie Rare - CNMR dell’Istituto Superiore di Sanità. L'iniziativa rientra tra le strategie di promozione e divulgazione della corretta assunzione di acido folico nella prevenzione primaria di gravi malformazioni congenite, come ad esempio i Difetti del Tubo Neurale (DTN).

I numeri: aumenta il numero di donne che assumono correttamente acido folico
I dati che emergono dall’ultima indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità al fine di fotografare il "percorso nascita" in Italia rivelano un trend di crescita nel consumo di acido folico nel periodo peri-concezionale (in quell’intervallo di tempo, cioè, che va da circa un mese prima del concepimento alla fine del primo trimestre di gravidanza). Se nel 2004 la percentuale di donne italiane che assumono correttamente acido folico raggiungeva appena il 4%, nel 2011 essa si colloca tra il 20 e il 30%, con punte del 34% registrate in Veneto. Il dato si riduce al 4-6% se ci si riferisce alle donne straniere che vivono in Italia.

"La percentuale di donne consapevoli del ruolo dell’acido folico nella prevenzione primaria delle malformazioni congenite e che lo assumono secondo i dosaggi raccomandati è ancora troppo bassa - spiega la dottoressa Domenica Taruscio, Direttore del CNMR - L’obiettivo è quello di arrivare a triplicarla nei prossimi anni. Per divulgare al meglio il messaggio, abbiamo ampliato il sito relativo al Network Italiano Promozione Acido Folico con nuove tematiche, rubriche e approfondimenti scientifici, realizzando un portale che promuove tra le donne in età fertile il consumo di folati, la supplementazione periconcezionale con acido folico, e più in generale, una dieta e uno stile di vita corretti. In tema di salute della donna in internet abbondano blog e siti non accreditati, che possono dare informazioni fuorvianti o addirittura errate. Il sito che abbiamo da poco messo in rete è invece uno strumento in grado di coniugare il rigore scientifico-istituzionale delle informazioni con l’accessibilità del linguaggio e la chiarezza".

La struttura del sito
Il sito, che promuove la vitamina B9 ma in generale uno stile di vita sano, è articolato in dodici sezioni: 1) Acido folico e folati: vitamine per la vita; 2) Stai programmando una gravidanza? Assumi subito acido folico!; 3) A tavola con i folati; 4) Faq; 5) Link utili; 6) News; 7) Materiale divulgativo; 8) Rassegna Stampa; 9) Il Network; 10) Progetti; 11) Corsi, Convegni e FAD; 12) Documenti. Messaggi facilmente memorizzabili, sezioni strutturate in forma di domande e risposte, una grafica con colori ed immagini accattivanti contribuiscono a rendere il portale fruibile in modo semplice e veloce.

Il Network Italiano Promozione Acido Folico
Il Network Italiano Promozione Acido Folico è nato nel 2004 dalla volontà condivisa di promuovere e sostenere la Raccomandazione ufficiale per prevenzione primaria dei difetti congeniti mediante AF: "Si raccomanda che le donne che programmano una gravidanza, o che non ne escludono attivamente la possibilità, assumano regolarmente almeno 0,4 mg al giorno di acido folico per ridurre il rischio di difetti congeniti. E’ fondamentale che l’assunzione inizi almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza".

Il Network, coordinato dal Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell'Istituto Superiore di Sanità, nel 2010 ha superato le 200 adesioni, tra cui il Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare (Dip. SPVSA) dell'ISS, l'INRAN, i Registri regionali ed interregionali delle malformazioni congenite, università, ospedali, Asl e associazioni di pazienti. Il coordinamento tra le diverse realtà ha permesso negli ultimi anni l'attuazione di strategie di promozione dell'acido folico e di un corretto apporto alimentare di folati, in accordo con l'evoluzione dell'argomento a livello europeo ed internazionale.
In sei anni sono stati diffusi sul territorio nazionale oltre 250.000 dépliant e libretti divulgativi sull'acido folico e circa 20.000 poster sono stati esposti nell'ambito di convegni organizzati dalle principali società scientifiche di ginecologia ed ostetricia e presso farmacie, ospedali e altre strutture sanitarie.
In particolare, per diffondere informazioni adeguate sui rischi che la mancata assunzione pre-concezionale di acido folico e la carenza di folati nella dieta della futura mamma possono comportare per il bambino anche tra le minoranze etnico-linguistiche presenti nel nostro Paese, il CNMR ha recentemente rielaborato l’opuscolo "Acido Folico. Un concentrato di protezione per il figlio che verrà". Per la prima volta, il dépliant è stato tradotto in 10 lingue straniere: oltre a tedesco, inglese, francese e spagnolo, le raccomandazioni sono formulate anche in albanese, arabo, cinese, portoghese, romeno e russo.

30/07/2012

Cannabis terapeutica

Cannabis terapeutica

Nelle foto alcune fasi della coltivazione della cannabis e delle analisi svolte nel Centro di ricerca per le colture industriali del CRA di Rovigo. Qui il direttore Gianpaolo Grassi nel laboratorio dove viene analizzata la composizione dei principi attivi della pianta e dove si studiano le sue caratteristiche (foto Ruggiero Corcella)

 

Piemonte, 123 casi di Sla tra agricoltori: Guariniello indaga - TORINO OGGI NOTIZIE

Piemonte, 123 casi di Sla tra agricoltori: Guariniello indaga - TORINO OGGI NOTIZIE

Torino - In Piemonte nel 2011 sono stati diagnosticati 123 casi di sclerosi laterale amiotrofica tra gli agricoltori. Questo il dato che emerge da un fascicolo aperto dalla Procura di Torino e che preoccupa in quanto si tratta di un'incidenza di gran lunga superiore alla media.
I casi di Sla sono stati scoperti dalla magistratura mentre venivano incrociati i dati delle schede di dimissione ospedaliera con quelli in possesso dell'Inps.
Al momento l'ipotesi del pm Raffaele Guariniello è che la sclerosi laterale amiotrofica, patologia fortemente invalidante, sia dovuta al contatto con pesticidi. 

Morbo Huntington, terapia con impianto al cervello - OGGI NOTIZIE

Morbo Huntington, terapia con impianto al cervello - OGGI NOTIZIE
Salute - Uno studio danese ha sperimentato con successo l'innesto di fattori neurotrofici per il trattamento del morbo di Huntington, una grave malattia neurodegenerativa che causa movimenti ipercinetici.
I ricercatori dell'NsGene A/S di Ballerup, in Danimarca, hanno impiantato un piccolo dispositivo da utilizzare come veicolo per l'innesto di fattori neurotrofici in alcune cavie da laboratorio. I medici, guidati da Jens Torna, hanno ottenuto dei risultati interessanti grazie all'Encapsulated Cell (CE) biodelivery, uno strumento che utilizza le normali procedure neurochirurgiche mini-invasive per indirizzare le strutture cerebrali profonde attraverso le proteine terapeutiche.
Il ricercatore ha dichiarato: “il nostro studio fornisce un grande apporto alle sempre crescenti scoperte nell'ambito della preclinica e della clinica dei dati, proponendo il biodelivery CE come un promettente metodo terapeutico. Il CE unisce i vantaggi della terapia genica con la consolidata sicurezza di un impianto recuperabile''.

NOTA INFOFRMATIVA SU QS PATOLOGIA
La Malattia di Huntington o MH, nome scientifico Còrea Maior, è una malattia degenerativa del sistema extrapiramidale che rientra nel capitolo delle sindromi ipercinetiche. La malattia è stata descritta nel 1872 da George Huntington. Tale patologia si presenta con caratteristiche quali ereditarietà, disturbi del movimento, fra cui còrea (dal greco, danza), disturbi cognitivi e del comportamento. L'età d'esordio si colloca attorno ai 40-50 anni.

È una malattia rara, con prevalenza di circa 3 - 7 casi per 100.000 abitanti con discendenza europea occidentale e 1 per 1.000.000 con discendenza asiatica, trasmessa con modalità autosomica dominante a penetranza completa[1].

Questo significa che chi è figlio di una persona affetta da malattia di Huntington ha una probabilità del 50% di sviluppare la malattia, anche se l'ereditarietà è complicata da possibili mutazioni nel numero di ripetizioni della sequenza trinucleotidica ripetitiva CAG

La distruzione di una parte specifica dei nuclei della base (soprattutto la distruzione del nucleo caudato) significa anche la distruzione di neuroni GABA-ergici i quali sono neuroni inibitori causando così movimenti ipercinetici, dovuti in generale al venire meno delle funzioni di controllo motorio dei nuclei della base. Dal punto di vista genetico è stato individuato il gene sul braccio corto di cromosoma 4 in posizione 16.3 (4p16.3) per la proteina denominata "huntingtina" (Htt) la cui funzione è stata recentemente identificata. In un lavoro del 2004 pubblicato su Cell, gli studi condotti hanno mostrato un importante coinvolgimento della Htt nel meccanismo di trasporto vescicolare assonico. Essa fungerebbe da acceleratore del complesso della Dineina, e la sua mutazione va a limitare se non annullare questo effetto propulsivo, sebbene non sia stato possibile comprendere a fondo come l'elevato numero di Glutammine incida su questa deficienza. Ciò che invece sembra certo è il composto proteico maggiormente incisivo sulla neurodegenerazione, ossia il BDNF (Brain Derived Neuronic Factor). Questo, prodotto dalla corteccia cerebrale, è un composto che mantiene in vita i neuroni evitandone l'apoptosi. Il suo trasferimento dalla corteccia alla zona dello striatum per esempio, non può che avvenire tramite il trasporto assonico, perciò se intercorre una mutazione dell'Htt, tale fattore non arriva a destinazione e causa in breve tempo accumulo di materiale proteico con conseguente morte cellulare.

Tutti i pazienti affetti dalla malattia di Huntington presentano una mutazione del gene per l'Htt, situato come detto sul braccio corto del cromosoma 4. Il gene normale presenta una sequenza trinucleotidica ripetitiva CAG ripetuta da 11 a 35 volte. Il numero delle ripetizioni negli affetti è aumentato (36 o più) e la malattia è tanto più precoce quanto maggiore è il numero delle ripetizioni. L'amplificazione della mutazione si verifica durante la spermatogenesi ed è all'origine del fenomeno dell'anticipazione della malattia se trasmessa da parte paterna, in tale patologia si assiste ad una mutazione dinamica in quanto vi è un'espansione significativa delle triplette, ciò è da imputare ad un meccanismo di mutazione per slippage. L'insorgenza di nuove mutazioni è improbabile. Non si sa con certezza quali siano esattamente gli effetti dannosi di questa espansione delle triplette. Sia la perdita di funzioni protettive della huntingtina, sia l'acquisizione di nuove funzioni tossiche sono state descritte. La malattia è caratterizzata dalla formazione di inclusioni intranucleari ed aggregazione proteica, l'impatto degli aggregati sulla patologia non è ancora stato chiarificato. Gli aggregati potrebbero essere in un primo tempo protettivi in quanto sequestrerebbero la huntingtina mutata. Ma con l'avanzare della malattia questi aggregati potrebbero diventare nocivi in quanto impedirebbero il traffico intracellulare.

L'esordio in genere è tra i 40 e 50 anni, spesso con sintomi poco specifici e non di rado di natura psichiatrica (alterazioni della personalità, irrequietezza, stati depressivi). Esiste la possibilità di un'insorgenza precoce (attorno ai 20 anni), nel qual caso si parla di Malattia di Huntington giovanile.

In seguito, si verifica una progressiva compromissione dei sistemi motori con movimenti involontari rapidi della muscolatura facciale, degli arti, dapprima brevi e distali, poi sempre più duraturi e diffusi tanto da dare luogo ad una strana "danza". L'andatura si fa barcollante, torsioni del tronco. Anche la fonazione è modificata con voce monotona o a volte parola esplosiva.

Precocemente è compromessa anche la motilità oculare con rallentamento delle saccadi e proseguono di pari grado con apatia, irritabilità, turbe della memoria, idee deliranti a carattere persecutorio sino a stati demenziali conclamati. La durata media di malattia è 15-25 anni, e il decesso avviene per cause intercorrenti (soprattutto complicanze polmonari).
È prima di tutto clinica e si avvale della ricerca dell'espansione delle triplette. Le neuroimmagini possono mostrare atrofia corticale e dello striato con la dilatazione ventricolare.

Esistono solo farmaci sintomatici che non possono modificare l'evoluzione della malattia. Nel novembre del 2007, è stato registrato in Italia il farmaco tetrabenazina (un bloccante del recettore dopaminergico), con l'indicazione terapeutica proprio relativa a tale malattia. La sua fornitura, in presenza di prescrizione specialistica, è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Per le discinesie si usano antagonisti della dopamina (es. aloperidolo), nelle forme giovanili dominate da rigidità può essere utile la terapia con farmaci antiparkinsoniani. Invece, nei pazienti anziani, sono da considerare come farmaci "di prima scelta" i sali dell'acido valproico.

Salute - Una pillola contro Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla

Salute - Una pillola contro Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla

Al momento sono in corso i primi test sugli esseri umani (che seguono un'incoraggiante sperimentazione sugli animali) di un nuovo farmaco messo a punto nei laboratori della Northwestwern University di Chicago, i cui ricercatori hanno brevettato due principi attivi denominati MW151 e MW189. Il farmaco funziona bloccando le citochine proinfiammatorie (proteine che svolgono un ruolo importante per la difesa immunitaria e che contribuiscono al processo di proliferazione di alcune cellule coinvolte nei processi infiammatori e immunitari dell'organismo) e potrebbe essere efficace nel trattamento di patologie come il morbo di Parkinson, l'Alzheimer, la sclerosi multipla, le malattie dei motoneuroni, la demenza fronto-temporale e le complicazioni susseguentia una lesione cerebrale. Secondo i suoi ideatori la nuova medicina segue un approccio completamente diverso rispetto agli altri farmaci attualmente allo studio che si occupano prevalentemente di ridurre l'accumulo delle proteine beta-amiloidi. Le citochine proinfiammatorie infatti danneggiano le sinapsi neuronali (i collegamenti tra le cellule nervose) causando disordini mentali e la morte dei neuroni. Inoltre, per quanto riguarda l'Alzheimer, i ricercatori statunitensi sostengono che se il farmaco venisse somministrato all'insorgere dei primi sintomi della malattia sarebbe in grado di bloccarne completamente l'evoluzione.

Cannizzaro di Catania- sperimentazione sta dunque per cominciare


Comincerà nei prossimi giorni e sarà eseguita in venti centri d’Italia, tra cui l’ospedale Cannizzaro di Catania, la sperimentazione “Brave Dreams”, lo studio che dovrà valutare efficacia e sicurezza dell’intervento di disostruzione delle vene extracraniche nei pazienti con sclerosi multipla e diagnosi di “Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale” (CCSVI). Promotore e principale ricercatore dello studio è il prof. Paolo Zamboni, il medico che per la prima volta nel mondo ha ipotizzato un legame fra sclerosi multipla e CCSVI mettendo a punto il metodo ormai conosciuto con il suo nome.

In inglese, “Brave Dreams” significa letteralmente “sogni coraggiosi”: il nome deriva dall’abbreviazione di BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis, ovvero “sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla”. Grazie al possesso dei requisiti richiesti, relativi alle competenze neurologica, di diagnostica vascolare non invasiva, di radiologia interventistica, di chirurgia endovascolare e in area psicometrico-funzionale, l’Azienda Cannizzaro di Catania è stata tra le prime ad essere accreditata per questo trial multicentrico, che prevede un impegno complessivo di circa due anni delle seguenti unità: Radiologia interventistica, Centro neurologico per la Sclerosi Multipla, Medicina fisica e riabilitativa, Chirurgia vascolare.
La sperimentazione sta dunque per cominciare, con l’arruolamento dei pazienti nei primi Centri sperimentatori dell’Emilia-Romagna (l’ospedale di Ferrara dove lavora Zamboni, Centro coordinatore a livello nazionale, e l’Ausl di Bologna), e proseguirà proprio presso l’ospedale Cannizzaro e di seguito negli altri Centri sperimentatori (14 su 20) che hanno già il via libera dei propri Comitati etici sul protocollo di ricerca, messo a punto da un Comitato scientifico di esperti italiani e coordinato dall’Agenzia sanitaria e sociale dell’ Emilia-Romagna.
L’avvio del reclutamento è stato possibile grazie al parere non ostativo del Ministero della Salute all’utilizzo di dispositivi medici. Il protocollo di ricerca “Brave Dreams”, infatti, prevede l’uso di palloncini da angioplastica e, per l’inizio della sperimentazione clinica, il Ministero aveva richiesto di attendere la preventiva autorizzazione. Lo studio, promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara, è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con quasi tre milioni di euro


info di: http://www.cannizzarosalute.it/?p=609 .

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ora possiamo volare, verso i cancelli del tempo, dove il tutto ci sta aspettando..DOVE IL NOSTRO SOGNO...E' LI AD ATTENDERCI..non facciamolo attendere, perche' un sogno non e' soltanto un sogno, il sogno e' quello che ti permette di VIVERE..che ti permette di spezzare le tue catene.
Quante volte abbiamo cercato la strada giusta?!
fino ad arrivare a comprendere che tutto era finito...che ogni passo, terapia cura..speranza non e' servito a nulla...in quel momento capiamo che tutto cambia...ed è ora di rinascere...e' ora di iniziare nuovamente a sorridere..e le nostre impronte dove prima si son cancellate..adesso riaffiorano..le nostre emozioni riemergono dal basso verso l'alto e la VITA RITORNA nelle nostre mani..ora si che ogni cosa ha un senso, e capiamo che ogni dolore è servito per arrivare a comprendere..che siamo AMORE PURO..CHE SIAMO ANIME NATE PER ESSERE LUCE..E NELLA LUCE NOI VOLEREMO CON QUELLE ALI CHE DA TEMPO NON SENTIVAMO PIU'..e inizieremo a vedere quello che oggi abbiamo solamente guardato....aprite il vostro cuore...e iniziate ad amare la vita assaporandala ogni giorno..ogni secondo ...ALLONTANANDO da noi stessi quella tristezza a quella disperazione..

by SaM

Biologa e con la sclerosi multipla: “Ecco perché dico no alla vivisezione”

“Mi chiamo Susanna Penco, ho 49 anni, vivo a Genova e da 16 anni sono affetta da sclerosi multipla. Sono biologa e lavoro come ricercatrice all’Università di Genova. Da sempre sono obiettrice di coscienza verso la sperimentazione animale per due motivi: perché non ho alcuna fiducia scientifica in tale pratica, e perché provo un grande senso di pietà nei confronti di tutti gli animali, umani e non umani”. Comincia così la testimonianza di Susy (che lei, come leggerete, non vuole sia definita straordinaria, ma che a tutti gli effetti lo è), che ha fatto il giro del web suscitando una valanga di commenti/assensi (l’originale completo si trova a pagina 6 della rivista Orizzonti).
Una testimonianza da leggere anche perché malgrado gli sforzi, la passione, la chiarezza dell’obiettivo e la fattibilità di ciò che propone – che si sperimenti sugli umani che, come lei, volontariamente si offrono alla scienza oppure sui cadaveri – Susanna Penco non ha ancora ottenuto una sola risposta ufficiale.
Dice Susy:  Sappiamo tutto delle mummie egizie. Sappiamo che cosa ha mangiato Otzi poco prima di esalare l’ultimo respiro, tra risonanze e tac sanno tutto anche dell’ultima cellula rimastagli, e allora perché non analizzare l’organismo di coloro che sono deceduti per o con la malattia di cui soffro anch’io?
Ma ecco la testimonianza:
“La mia esperienza professionale inizia tanti anni fa, quando decisi, ancor prima di laurearmi, di dedicarmi alle colture cellulari come alternativa a una ricerca da me ritenuta cruenta ed inutile. Ebbi la fortuna di incontrare le persone giuste e fu così che divenni brava a coltivare cellule esclusivamente “in vitro” e poi, da anni, esclusivamente umane.
Con l’avvento di attrezzature avanguardistiche e se la ricerca in vitro fosse finanziata come dovrebbe, si potrebbero ottenere grandi risultati applicabili all’uomo. Ma qui non voglio parlare delle ricerche “in vitro”, voglio parlare di quelle “in vivo”. In vivo su chi? Ma sull’uomo, certamente, ovviamente, naturalmente. E chi, sennò?!
Mi spiego, vorrei proporre ricerche che potrebbero essere immediatamente disponibili ed applicabili al vero “bersaglio” della ricerca: la nostra specie. Ecco perché ho premesso di essere vittima di una precisa malattia. Io sono assolutamente disponibile a fare da cavia: no, non sono una visionaria fanatica pronta al sacrificio della vita per un ideale che, tra l’altro, sarebbe ritenuto ridicolo e assurdo dai più. La mia malattia è “mia”, io ne sono affetta, ma certamente c’è qualcosa in comune tra me e tutti gli altri malati: qualcosa che dovrebbe essere indagato tramite, naturalmente, accuratissime anamnesi, banche dati, analisi statistiche ed epidemiologiche, ed altro.
Qualcosa si fa, ovviamente. Ma è poco, e sapete perché? Perché la parte del leone, per i fondi stanziati o “raggranellati”attraverso varie vie, anche molto nobili, dalla beneficenza, alle donazioni in tv, ai premi, ecc, la fanno le ricerche sui topi. Insomma, si riesce a far tornare quasi normali i topi, fatti ammalare artificialmente (nessun animale al mondo, a parte l’uomo, si ammala di sclerosi multipla!) con varie terapie, che poi si rivelano, il più delle volte, o inutili per la nostra specie, oppure ci scappa addirittura il morto, come del resto per altri farmaci, altre malattie, ma stessi metodi di ricerca (animali).
Sappiamo che per ammalarsi di sclerosi multipla ci vuole, consentitemi il paragone un po’ strano, una sorta di “fedina penale sporca”: è il Dna. Dunque, verosimilmente, tutte le persone che hanno la sclerosi multipla hanno una “predisposizione”, scritta nei geni, che, quando malauguratamente si combina con altri fattori ambientali ancora sconosciuti, dà la manifestazione della malattia. Questa predisposizione è condizionata dal famoso Mhc (Major Histocompatibility Complex), che è una specie di “codice fiscale” naturale che ciascuno di noi ha, e che, come un codice fiscale burocratico, è diverso da persona a persona. Ma qualcosa in comune c’è. O non esisterebbero i trapianti, le somiglianze tra parenti, l’identità dei gemelli “veri”, ecc. Ebbene, a tutt’oggi io, e coloro che mi curano, ignoriamo il mio Mhc.
Perché, se è così importante? Perché identificare l’Mhc comporta un esame del sangue costoso… Ma perbacco, costerà sempre meno delle migliaia di ricerche su migliaia di topi che conducono al quasi nulla: i topi si rimettono dalla malattia indotta (sono state usate anche le scimmie, a dire il vero, senza risvolti utili!) eppure i risultati, incoraggianti su altre specie, non sono trasferibili all’homo sapiens sapiens.
Ecco che mi piacerebbe essere utile a me stessa e ai posteri, futuri malati di sclerosi multipla: sarebbe opportuno identificare il mio “codice fiscale biologico” (l’Mhc), propormi di sottoporre a monitoraggio, continuo nel tempo, il mio stile di vita: ad esempio, abitudini alimentari, attività fisica, farmaci assunti, e cento altre cose, sottopormi con regolarità ad esami innocui (diagnostica per immagini, dalle risonanze agli ecocolordoppler, a prelievi di sangue ed eventualmente di liquor, ad esempio). Non solo non mi peserebbe prestarmi a seguire certe regole, monitorare me stessa e “accudirmi”, magari con un accurato “diario di bordo”- né peserebbe a molti altri pazienti, lo so – ma mi sentirei utile a me stessa e agli altri. Nessuna follia, dunque. Solo buona ed etica ricerca medica sui malati, i veri protagonisti. Io degli studi sugli animali mica mi fido.
Esistono già ricerche cliniche su pazienti umani, ma, a mio modesto avviso, ancora poco coordinate, poco gestite, frammentarie, ritenute secondarie alla ricerca su animali - che comporta, a dirla tutta, una grande produzione scientifica di lavori su prestigiose riviste e… aiuta la carriera dei ricercatori. E poi, ditemi, perché nessuno mi “usa”, se sono attenta, lucidamente consenziente, diligente ed affidabile e per di più con competenze scientifiche?
Delusa dal disinteresse nei confronti di Susy viva, ho cercato di consolarmi pensando al futuro (spero lontano): quando  di me resterà la salma. Sì, avete inteso bene: ho deciso, molto tempo fa, di donare il mio cadavere all’Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) affinché il mio sistema nervoso centrale difettoso (ma anche altri organi) sia indagato, studiato, osservato, analizzato, in rapporto anche con quello dei miei parenti stretti che, persuasi della bontà del gesto, hanno seguito il mio esempio, generoso verso i miei simili e pietoso verso chi non c’entra nulla (gli animali, topi, cani, gatti o scimmie che siano). Naturalmente il tutto, come un testamento, è revocabile in qualsiasi momento, se si cambiasse idea. A me non capiterà!
È su animali vivi che si pratica la sperimentazione animale. Si fanno nascere apposta. Fate caso al linguaggio comune giornalistico e televisivo: gesti, avvenimenti, fatti e persone è tutto “straordinario”. Un aggettivo inflazionato. Ebbene, io desidero qualcosa di assolutamente ordinario! Nulla trovo di eroico, strano, eccezionale o straordinario nel mio auspicio, nei miei propositi. Sono alla ricerca di qualcosa di buono, che sia buono, che produca risultati buoni. Per tutti. Senza vittime.

l'articolo completo lo trovate : www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/27/biologa-e-con-sclerosi-multipla-ecco-perche-dico-no-alla-vivisezione/308269/