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11/07/2020

sclerosi multipla e...


ciao a tutti volevo solamente dire la mia...
 ogni persona ha il suo personalissimo modo di affrontare la sclerosi multipla....
C’è chi ne parla apertamente e senza imbarazzo,
chi si chiude in se stesso,
chi cerca di negarla il più possibile,
chi reagisce con grinta e rabbia,
chi prova un forte senso di impotenza e solitudine.


Alcune volte le frasi di convenienza un po’ affrettate, oppure paragoni, spesso hanno il solo risultato di irritare chi le ascolta. ...

quindi EVITATE DI CHIEDERE COME STAI... O TI VEDO BENE.... perche' vi tiriamo una testata ..o un colpo basso sui paesi bassi......

MOLTI DI NOI SI SENTONO INADEGUATI ed evitano di fare certe SEMPLICI cose come ad esempio
andare a **fare una passeggiata**
o a
**prendere un caffe' con una amica** perché magari  --NOI CI SENTIAMO stanchi ... --- ed evitiamo di fare sentire il nostro peso alla persona che abbiamo davanti.


Siamo abbastanza autosufficienti e CERCHIAMO DI NASCONDERE LE NOSTRE DIFFICOLTA'  E QUANDO DICIAMO **no oggi non posso  :-) **
NON E' CHE NON VOGLIAMO ma
perche' forse non abbiamo le forze ADEGUATE per farlo. ...

quando sono stanca spesso faccio più sforzi di quelli che dovrei e non posso negare ma e' la realtà... 

uuu 
la fatica e'   TREMENDA ma ci passo sopra e quando non posso mi fermo, mi riposo SORRIDO E RIPARTO.


NOI POI ANCHE SE CADIAMO **CI RIALZIAMO E RICOMINCIAMO A VIVERE...PERCHE' RICORDATE CHE NOI SIAMO COME VOI MA CON UNA SPINTA IN PIU'**

SIAMO PERFETTI NELLE NOSTRE IMPERFEZIONI

 e chi non la pensa come noi ... gli DICIAMO **NON E' UN PROBLEMA MIO MA E' UNA TUA DIFFICOLTA' CAPIRE CHE NOI C'E' LA FAREMO ..SEMPRE...  e  l'affrontiamo CON UN SORRISO...



****   Non esistono famiglie perfette... esistono famiglie che ogni giorno affrontano problemi senza mai mollare. ****

SEMPLICEMENTE - STEFANIA MELIS :)

07/07/2020

Sabato 11 LUGLIO, alle 13: DIRETTA col dott Roberto Petrella

IMPORTANTE IMPORTANTE Sabato 11 LUGLIO
Roberto Petrella 3 h 11/7/2020 Buongiorno, vi ricordo che sabato,ore 13, vi PARLERÒ DEL VIRUS HPV. Il mio INTERVENTO sarà informativo,quali possono essere le reazioni locali o regionali: IMMEDIATAMENTE, NELLA SETTIMANA, A MEDIO E A LUNGO TERMINE. EXTRA VI DIRÒ COSA PUÒ SUCCEDERE DOPO LA VACCINAZIONE CONTRO L'INFLUENZA NELLE 10 SETTIMANE CHE SEGUONO L'INOCULAZIONE.TUTTI NE PARLANO OPPURE SPARLANO. POTETE FARE QUELLO CHE VOLETE, IN QUALITÀ DI MEDICO SENTO IL DOVERE DI INFORMARVI COME DOVREBBERO FARE TUTTI. https://www.facebook.com/roberto.petrella.904?fref=nf&__tn__=%2Cdm-R-R&eid=ARB8xZvye8_3yRq0wv-Gf1BN22efYx6YR5uD0pfRfifaH75oU8pBuHujF3uLWx9n0Ml9GCIfeYPzRwUD

bonus vacanza 2020

link : https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/233439/Guida_Bonus_Vacanze_v1.pdf/1bbb218f-b17f-6ccc-4c0c-62af8d7bb205

LINK E APERTURA

BUON GIORNO, MI HANNO SCRITTO CHE I LINK NON SI APRONO vi informo che SE NON DOVESSERO APRIRSI DOVETE COPIARE E INCOLLARE IL LINK IN RICERCA GOOGLE SI DEVE SELEZIONARE HTTP.... POI PREMERE CONTROL C INSIEME COSI' COPIA IL LINK CI SI RIPORTA SU UNA PAGINA DI GOOGLE E IN RICERCA SI PREME CONTROL V insieme E SI RILASCIA QUELLO CHE SI E' COPIATO E SI PREME INVIO

Allergia all'aspirina - Acido acetilsalicilico - ASA

Link https://www.educazionenutrizionale.granapadano.it/it/dieta-patologie/schede-sullalimentazione-per-patologie---adulti/dieta-per-allergia-allaspirina---acido-acetilsalicilico---asa/

L'acido acetilsalicilico o ASA meglio conosciuto come aspirina, è un farmaco antinfiammatorio non-steroideo (FANS) della famiglia dei salicilati. L'acido acetilsalicilico è comunemente usato per la preparazione di molti farmaci, ma è presente anche in quantità elevata in molte preparazioni alimentari e in molti tipi di frutta e verdura.

La continua introduzione sul mercato di nuovi farmaci e il loro crescente consumo, hanno determinato un concomitante aumento di effetti indesiderati quali:
1. orticaria, angioedema (gonfiore, soprattutto di labbra, palpebre, lingua, edema della glottide con difficoltà a deglutire e respirare e voce rauca);
2. starnuti, naso chiuso, asma.

Secondo E.H. Corder (Journal of Allergy Clinical Immunology Vol 89 N 1 Part 2 p.347) la più bassa dose di aspirina che causa disturbi nei soggetti più sensibili è di 0,8 mg al giorno, mentre per i salicilati naturali è di 2,60 mg.
Le persone normalmente possono avere reazioni di tipo irritativo con l’introduzione di salicilati naturali (es. orticaria da fragole...) per un dosaggio di 12-15 mg al giorno (n.b 100 grammi di fragole contengono 1,4 mg di salicilati). Anche l’assunzione continuativa e ripetuta in piccole quantità degli alimenti contenenti salicilati non creano problemi.
 Pertanto, di norma non è necessario eliminare del tutto le sostanze che contengono salicilati naturali, ma è indispensabile contenerne l'assunzione entro un limite accettabile. 
Solo in casi particolari, il medico potrebbe richiedere la completa eliminazione dei cibi contenenti salicilati per un periodo limitato.

RACCOMANDAZIONI DIETETICHE GENERALI

  • Seguire le raccomandazioni per una corretta alimentazione nella popolazione generale in merito alla riduzione di grassi soprattutto di origine animale, di bevande ed alimenti ricchi di zuccheri e all’assunzione di adeguate porzioni di frutta e verdura
  • Limitare gli alimenti contenenti salicilati per un apporto massimo di 2,6 mg/die

I due capitoli che seguono indicano gli alimenti consentiti con moderazione e quelli consentiti e consigliati in caso della patologia indicata. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato. L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione.

ALIMENTI CONSENTITI CON MODERAZIONE

Alimenti che contengono ASA

  • Ortaggi. Cavolini di Bruxelles, porro, cavolo rosso, fagiolini, pomodoro, asparagi, rapa, cavolfiore, barbabietola rossa, carote, champignon, melanzane, olive, spinaci, broccoli, cetrioli, crescione, cicoria, radicchio, zucchine, zucca, peperoni, ravanelli, indivia
  • Frutta. Papaya, mango, prugna o susina, passion fruit, ananas, limone, fico, cachi, mela, kiwi, anguria, mandarino, pesca, avocado, pompelmo, ciliegia, fragola, uva, arancia, albicocca, ribes nero, lampone, ribes rosso
  • Patata e patata dolce
  • Anacardi, semi di girasole, semi di sesamo, mais
  • Nocciola, noce, noce brasiliana, pistacchio, fichi secchi, arachide, mandorla, datteri secchi, uva passa
  • Erba cipollina, prezzemolo, aglio, cipolla, pastinaca
  • Piselli freschi
  • Mozzarella
  • Caffè solubile e tè
  • Vino rosso e bianco
  • Miele

Alimenti che contengono ASA come conservante:

  • Gelati preconfezionati, dolciumi preconfezionati, gomma da masticare, gelatine
  • Menta, chiodi di garofano
  • Wurstel, prosciutto cotto
  • Marmellate e conserve
  • Derivati dell’uva
  • Distillati (ad eccezione della vodka), vini, birre
  • Bevande dietetiche, bevande gassate
  • Aceto

ALIMENTI CONSENTITI E CONSIGLIATI

  • Cereali: riso, pasta e pane integrali in alternativa ai corrispettivi raffinati. Carboidrati complessi andrebbero consumati ad ogni pasto.
  • Carne: manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo, scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile. Cucinate alla griglia, arrosto, bollito, al forno o anche in umido purché il tutto venga cucinato senza far friggere i condimenti. Non più di 5 volte alla settimana.
  • Pesce (fresco o surgelato). È consigliabile consumarlo, nelle dosi prescritte, almeno tre volte alla settimana preferibilmente cucinato alla griglia, al forno, al vapore, arrosto.
  • Formaggi alternando quelli freschi a quelli stagionati. Il loro consumo non deve essere superiore alle due volte la settimana. È possibile consumare giornalmente Grana Padano DOP grattugiato come condimento per pasta, riso e verdure. Questo formaggio è un vero concentrato di latte, ma meno grasso del latte intero perché parzialmente decremato durante la lavorazione; è ricco di proteine ad alto valore biologico , di calcio e altri importanti minerali, di vitamine tra le quali un ottimo apporto di B12 e A totalmente biodisponibili.
  • Uova, il loro consumo è importante ma, non deve essere superiore a due volte la settimana, compreso il loro utilizzo per la preparazione di altri piatti.
  • Affettati, preferendo quelli più magri (prosciutto cotto, crudo, bresaola, speck, arrosto di tacchino e pollo) privandoli del grasso visibile nelle quantità consentite nella dieta senza superare le due volte la settimana.
  • Latte e derivati preferendo prodotti scremati o parzialmente scremati
  • Ortaggi. Alternative a quelli precedentemente citati: carciofi, sedano, insalata rossa (chioggia o trevigiana), coste, topinambur, lattuga cinese, finocchio, cavolo verde, lattuga bianca, insalata belga, cavolo cappuccio, tarassaco, fagioli, germogli di soia, funghi porcini, tartufi, piselli.
  • Frutta. Alternative a quelle precedentemente citate: pere, amarene, mirtilli, mirtilli rossi, mora, uva spina, banana, lime, litchi, fico d’india, melone, noce di cocco, castagne
  • Bere almeno 1,5 litri di liquidi al giorno
  • Peperoncino, succo di limone e rafano per condire le pietanze

CONSIGLI COMPORTAMENTALI

  • Leggere con attenzione le etichette dei prodotti del commercio.
  • Attenzione ad altri prodotti che contengono ASA come dentifrici alla menta, colluttori, profumi e saponi

Dettaglio del contenuto di salicilati in diversi alimenti, in ordine di quantità crescente (quantità espressa in milligrammi per 100 g di alimento)

caldo e SCLEROSI MULTIPLA


ll caldo estivo costituisce motivo di disagio per la maggior parte delle persone, ma alcune categorie sono più a rischio di altre, per esempio i bambini, gli anziani o le persone che hanno problemi di tipo cronico.
Per questo ogni anno aggiorniamo e riproponiamo i consigli per far fronte alla caldo, per tutte le persone con sclerosi multipla.

Guardali qui 
⬇️
https://www.aism.it/sclerosi_multipla_consigli_gestire_emergenza_caldo

Hotel Baia Marina CATTOLICA

Volevo CONSIGLIARVI un Hotel tutto d' un pezzo....
Via Padova, 4 - 47841 
Cattolica (RN)
Tel:  +390541958080
Recapito invernale: 
+39 347 4509965
Fax: +39 0541.830052
Mail: info@h-ilgattoelavolpe.it

Dove poter RIUSCIRE A RESPIRARE aria di mare e eliminare l'agitazione della città. 

Potrete gustare ottimi piatti ROMAGNOLI ..sia  in HOTEL CIBI FRESCHI E GENUINI  
sia che nelle strette vicinanze..
L 'ottima colazione con croissant freschi  marmellate  salumi yogurt tè  caldi o freddi soremute vi faranno  partire la giornata con il sorriso.

Dall' hotel si accede direttamente  in spiaggia ..quindi nessuna sorpresa come in molti altri Hotel....

Che dire di più  ..
AREA RELAX PER I PIÙ  PICCOLI.....
I bagni pulitissimi forniti di doccia bidè  lavandino e un comodo wc...

Esiste anche una piccola palestra ZONA FITNESS e un centro massaggi dove possiamo sciogliere  la nostra tensione  che ci portiamo dietro dalla città...

guardandoci attorno vedremo la Piscina e vasca idromassaggio

CHE DIRE DI PIÙ....I PREZZI SONO ACCESSIBILI A  TUTTI..
BASTA CHIAMARE PER CAPIRE CHE LA 
DISPONIBILITÀ - RISPETTO - SERIETÀ - I SORRISI non mancheranno MSI PER UN SOGGIORNO PRESSO QUESTO  MERAVIGLIOSO HOTEL

Vi ricordo l'indirizzo:
HOTEL BAIA MARINA * * * S
Via Padova, 4 - 47841
Cattolica (RN)
Direzione Famiglia Smaldone
Tel: +39 0541.958080
https://www.h-ilgattoelavolpe.it/
Provare  per credere...

NB: ♿ ACCESSIBILE PER TUTTI 

LA gentilezza NON COSTA NULLA

VIDEO STUPENDO
⬇️ https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=4776096485745321&id=169992733022409&sfnsn=scwshwa&extid=2VtiZFK3hcYwqpDk&d=w&vh=e


04/07/2020

Mancanza di sonno? Uno studio avverte: se è cronica, il cervello attiva l’autodistruzione

By : Journal of neuroscience



Uno studio avverte: 
se è cronica, il cervello attiva l’autodistruzione.


Le cellule che hanno il compito di “ripulire” impurità e sinapsi nel nostro cervello si attivano di più se non si dorme abbastanza per un lungo periodo. 

E iniziano a eliminare anche cellule sane. 
Lo studio è stato pubblicato sul ‘Journal of Neuroscience’
⬇️
 https://it.businessinsider.com/scienza-cervello-sonno-ricerca/


28/06/2020

Che cosa sono le fibre e quali sono le loro caratteristiche

Buona parte della salute e del benessere associati a ogni declinazione di “alimentazione corretta”, poggia sulle fibre.

Le certezze in questi decenni si sono moltiplicate, ma molta ricerca è tuttora in corso, specie per quanto riguarda gli aspetti associati alla funzione prebiotica (sostegno alla proliferazione del microbiota intestinale) svolta da alcune fibre specifiche.

Che cosa sono le fibre e dove reperirle?

Nel maggio 2016, la FDA statunitense ha dichiarato che «la fibra è costituita da carboidrati non digeribili, in catene di 3 o più unità (presenti nei cibi, o isolati da essi), o da fibre sintetiche. Le fibre sono dotate di dimostrati benefici fisiologici».

Tutti i cereali, le verdure e la frutta forniscono fibre con caratteristiche differenti, ma le proporzioni relative variano da alimento ad alimento.
Le fibre non solubili prevalgono nei cereali integrali e nei prodotti derivati: principalmente la crusca di frumento, seguita dalle farine di segale e di frumento integrale, da farro, grano saraceno (che è uno pseudo-cereale); a seguire orzo perlato, farina di mais, farina di frumento tipo 0 e riso integrale.

Anche tutta la frutta secca, dalle mandorle (le più ricche) ai pinoli (che ne contengono un terzo a parità di peso) sono fonte di fibre non solubili; tra i semi, una buona fonte di fibre insolubili sono quelli di lino.

Infine, le fibre insolubili sono presenti anche nelle verdure a foglia verde. Le fibre solubili sono invece fornite soprattutto dai legumi (arachidi comprese), dall’avena (con la crusca), da tuberi e radici, cipolle e semi di psillio e da tutta la frutta fresca (per mele e pere nella buccia, da consumare ben lavata)

Quali caratteristiche per quali funzioni?

Per molto tempo la solubilità è stata considerata la caratteristica principale delle fibre, in grado di condizionarne l’effetto fisiologico.
Tale tipo di distinzione è stata superata dalla fine degli anni ’90, anche su indicazione della FAO.
Infatti, le fibre si possono classificare anche in base ad altri aspetti caratterizzanti, come la viscosità e la fermentabilità: le pectine, i betaglucani, alcune gomme (per esempio la gomma di guar) e le mucillagini sono in grado di formare già nello stomaco soluzioni molto viscose, o gel. Inoltre, alcune fibre vengono prontamente fermentate dal microbiota intestinale: pectine, beta-glucani, gomma di guar, inulina e oligofruttosio sono rapidamente fermentabili, mentre cellulosa e lignina sono resistenti alla fermentazione nel colon.

Come già accennato, le caratteristiche chimiche e fisiche contribuiscono a determinare gli effetti fisiologici ascrivibili a fibre differenti. In generale, le fibre insolubili assorbono liquidi nell’intestino, aumentando di volume, con il conseguente aumento della massa delle feci, che vengono espulse con più facilità.

Effetti finali: riduzione del tempo di contatto tra feci e pareti intestinali e regolarizzazione dell’alvo. D’altra parte le fibre che, già nello stomaco, formano gel viscosi, rallentano i tempi di svuotamento e promuovono il senso di sazietà.

Ancora, le fibre si combinano con i carboidrati contenuti nel pasto, rallentando la comparsa del picco glicemico successivo alla digestione: si riduce il carico glicemico complessivo e diminuisce la stimolazione insulinica, con ovvi vantaggi per il profilo metabolico, nel breve e soprattutto nel lungo periodo.

Le fibre solubili promuovono anche l’eliminazione con le feci degli acidi biliari prodotti dal fegato. Per questo, alcune fibre specifiche (per esempio i beta-glucani da orzo e avena), riducono il colesterolo in circolo: il fegato lo deve “sequestrare”, come base per la sintesi di nuovi acidi biliari.

Nell’intestino le fibre favoriscono, talvolta selettivamente, alcuni ceppi del microbiota (azione prebiotica), garantendo la proliferazione ottimale dei ceppi batterici favorevoli. Un microbiota in salute è, a sua volta, indispensabile per promuovere la fermentazione delle fibre, che produce metano, anidride carbonica e acidi grassi a catena corta (butirrico, acetico e propionico).
È così che il pH del lume intestinale si abbassa: l’ambiente più acido è indispensabile per contrastare la proliferazione di batteri patogeni e il rilascio di metaboliti tossici. Da ultimo, ma non per importanza, le fibre viscose sono utili in caso di diarrea perché, assorbendo acqua, aumentano la consistenza delle feci.

 

Fibre e prevenzione: i dati della ricerca

Le fibre non godono ancora di tutto il favore che dovrebbero avere tra i consumatori. I livelli di assunzione sono infatti, a tutte le età, inferiori alle raccomandazioni. Nemmeno i professionisti della salute conoscono e riconoscono alle fibre i loro reali benefici.

Eppure, come ribadisce una review del 2016, a cura della British Nutrition Foundation, le evidenze emerse dai molti studi prospettici di coorte (condotti seguendo cioè per molti anni abitudini e salute di un gruppo di individui) ne dimostrano i benefici preventivi. 

Gli autori del rapporto britannico concludono che ogni aumento di 7 g dell’apporto di fibre si associa a una riduzione del rischio relativo di malattie cardiovascolari del 9%, di eventi coronarici del 9%, di ictus del 7%, di diabete di tipo 2 del 6% e di tumore del colon-retto dell’8%. La segnalazione più recente arriva però da una ricerca presentata durante il Congresso congiunto 2017 dell’American Heart Association/ American Stroke Association.

Confrontando nel tempo (4 anni) due gruppi di soggetti cardiologicamente sani, i primi con una dieta standard, i secondi con un’alimentazione prevalentemente (ma non esclusivamente) vegetale, è emersa una riduzione del rischio di insufficienza cardiaca del 42% nei secondi rispetto ai primi.

Lo studio non ha potuto stabilire un rapporto di causa-effetto tra livelli di consumo di fibre e protezione, ma l’osservazione merita approfondimenti. Se dimostrata, aggiungerebbe un tassello non indifferente ai già dimostrati vantaggi cardiovascolari dell’assunzione di fibre. È probabile, per esempio, che a ridurre il rischio di eventi cardio e cerebrovascolari concorra anche il controllo pressorio.

Nel settembre di quest’anno, infatti, una robusta metanalisi di 43 studi aveva dimostrato che il consumo quotidiano di fibre solubili ad alta viscosità (in particolare beta-glucani di orzo e avena e psillio), in dosi adeguate (la mediana era qui di 8,7 g/die, ma in alcuni studi il consumo quotidiano era pari a 30 g/die) è in grado di contribuire alla riduzione del rischio di ipertensione nei normotesi, ma anche al controllo dei valori pressori negli ipertesi.

L’intreccio dei fattori di rischio tra le aree cardiovascolare e metabolica è notoriamente stretto. Le fibre alimentari entrano in gioco, infatti, anche su sovrappeso/obesità e glicemia/insulinemia, denominatori comuni nelle cardiovasculopatie e nel diabete di tipo 2.

A questo proposito vale la pena di sottolineare la review pubblicata recentemente sull’American Journal of Clinical Nutrition, in cui si rileva la buona prova delle fibre in soggetti sovrappeso o obesi, ma altrimenti sani: in questi soggetti, in assenza di particolari restrizioni caloriche, l’aggiunta di una fibra solubile a bassa viscosità, ma molto fermentabile, come il glucomannano (3 g/die) ha promosso, nell’arco di 3 mesi, una perdita ponderale di 2,5 kg (media rispetto a placebo). È noto che ogni kg perso riduce il rischio di diabete di tipo 2; a fronte di una diminuzione ponderale del 2-5%, la glicemia a digiuno e i livelli di emoglobina glicata migliorano.

Il risultato citato è stato ottenuto con la sola aggiunta di fibre alimentari all’alimentazione: è un’opzione che non segue strettamente le linee guida, che caldeggiano invece il consumo della maggior varietà di alimenti vegetali, per assicurare tutto il panel di fibre disponibili; d’altro canto, l’obesità è associata a un aumento del rischio tale da guardare con favore anche a proposte di supplementazione con fibre, a basso costo e prive di controindicazioni.

Le fibre da cereali, frutta, verdura, legumi e semi sono risultate protettive anche nei confronti della sindrome metabolica. Una metanalisi di studi osservazionali condotti in tutto il mondo, pubblicata su Clinical Nutrition, ha concluso infatti che, al crescere dell’apporto di fibre con l’alimentazione, si riduce anche il rischio di sviluppare sindrome metabolica, in cui sono compresenti obesità viscerale, ipertensione, insulino-resistenza: si va da -15% per 10 g/die di fibre, a -24% per 20 g/die, fino a -27% per 30 g/die. Oltre i 30 g/die, però, l’efficacia non aumenta. Tali dati favorevoli emergono da studi condotti sugli adulti, ma hanno trovato

 

Le fibre in sintesi

In base alle evidenze attuali, si può affermare che:

  • L’aumento dei livelli di assunzione di fibre alimentari totali, fornite soprattutto da cereali e da prodotti integrali, ma anche da frutta e verdura è associato con una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche e di tumore del colon retto.
  • Le fibre alimentari totali, le fibre da cereali integrali e alcune fibre solubili influenzano la massa fecale e modulano il transito intestinale. Le fibre dei legumi, invece, sembrano influire sul peso delle feci.
  • Claim specifici in relazione al benessere intestinale sono stati autorizzati per le fibre da cereali (orzo, avena, frumento, segale), da barbabietola da zucchero e per un particolare prodotto a base di insulina estratta da cicoria, con caratteristiche ben definite.
  • I beta-glucani da orzo e avena svolgono un ruolo riconosciuto nel controllo dei livelli colesterolo totale e LDL e, in concentrazioni più elevate riducono la glicemia postprandiale.
  • Altre fibre che contribuiscono al mantenimento della colesterolemia sono le pectine e la gomma di guar (a livelli di assunzione ben più elevati) e il glucomannano (che in un’alimentazione ipocalorica contribuisce alla perdita di peso).
  • L’assunzione nell’ambito del pasto di pectine e arabinoxilano (prodotto dall’endosperma del frumento) si associa alla riduzione dell’aumento del glucosio ematico post-prandiale.

    CONTINUA NEL LINK ORIGINALE:
    https://www.pacinimedicina.it/che-cosa-sono-le-fibre-e-quali-sono-le-loro-caratteristiche/