Le informazioni riportate hanno *esclusivamente* finalità informative e divulgative e NON sostituiscono il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o professionista sanitario. Per qualsiasi problema di salute rivolgersi SEMPRE al medico o specialista di riferimento. ⭐ ©MelisStefania
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29/09/2021
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IL NOSTRO CUORE
Comincia a battere circa due settimane dopo il concepimento per non abbandonarci più per tutta la vita: il cuore è il muscolo più importante del nostro corpo, il suo “motore”.
Contraendosi e rilasciandosi, infatti, distribuisce in tutto l’organismo il sangue che trasporta l’ossigeno indispensabile a nutrire tutti i tessuti e porta via con sé scorie e sostanze di scarto: attraverso l’atrio sinistro riceve il sangue ossigenato dall’apparato respiratorio e, attraverso il ventricolo sinistro, lo pompa a organi e tessuti; da questi ultimi riceve, nell’atrio destro, il sangue ricco di anidride carbonica che, attraverso il ventricolo destro, invia ai polmoni dove lascerà l’anidride per fare il pieno di ossigeno. A dividere gli atri dai ventricoli e questi ultimi dai vasi sanguigni troviamo quattro valvole, che impediscono che il sangue pompato dal cuore fluisca in senso contrario.
Il cuore ha quindi un ruolo cruciale, che meriterebbe tutte le nostre attenzioni, eppure spesso seguiamo uno stile di vita poco sano, che permette a vari fattori di mettere a rischio la salute cardiaca e anche quando il corpo stesso ci manda i segnali di allarme, tendiamo a sottovalutarli: così le malattie cardiovascolari continuano a essere la causa del 44% delle morti in Italia. La più comune, responsabile di ben il 28% dei decessi, è la cardiopatia ischemica, ovvero l’infarto miocardico, che si verifica quando al cuore arriva un apporto insufficiente di sangue e ossigeno (come il resto dell’organismo, infatti, anche il muscolo cardiaco ne necessita per funzionare).
28/09/2021
Panico a RaiTre...........................
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CHE FINE HANNO FATTO?
I VERI GIORNALISTI
I MEDICI
GLI SCRITTORI
I TELEGIORNALI SERI
IL CIBO BUONO
LA SERIETA'
LA RESONSABILITA'
LA GIOIA
IL RISPETTO
COME CI SIAMO RIDOTTI?????
DOVE SI SONO NASCOSTI E PERCHE'?
Il contratto. …
VIDEO:
https://www.facebook.com/mammainfo/videos/353452359830271
Italia come Israele..........
L’aveva previsto Il Tempo un paio di settimane fa: andando avanti con il piano vaccinazioni, ci sarà il sorpasso in contagi, ospedalizzazioni, terapie intensive e purtroppo anche decessi fra vaccinati con doppia dose e non vaccinati. E’ accaduto per la fascia di età degli ultraottantenni per la prima volta con i dati mensili del bollettino di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità pubblicato sabato 25 settembre.
Sopra gli 80 anni i contagi fra vaccinati a ciclo completo sono il 72,8% del totale, quelli fra i non vaccinati il 25%. Le ospedalizzazioni sono state 1.207 (61,3%) nei vaccinati completi contro le 714 (36,2%) dei non vaccinati. I ricoveri in terapia intensiva sono stati 57 (55,3%) di vaccinati completi e 44 (42,7%) di non vaccinati. E per la prima volta la prevalenza si è censita anche nei decessi: 364 (50,6%) fra i vaccinati completi e 338 (47%) fra i non vaccinati.
Ora sta iniziando ad accadere la stessa cosa nella fascia di età 60-79 anni. Già qui i contagi sono in superiori fra i vaccinati (55,8%) che fra i non vaccinati (39,6%). Sono dati che inevitabilmente fanno rumore nelle fila di chi non si fida del vaccino, ma sono semplicemente la conseguenza matematica (lo chiamano il “paradosso”) di alte percentuali di vaccinazioni.
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avevano ragione le Iene!
Pierpaolo Sileri, sottosegretario al ministero della Salute ma prima di tutto medico, nel mirino e al centro di un’indagine aperta dal suo ordine professionale. Il sottosegretario è infatti accusato di aver lavorato per il pubblico e per il convenzionato insieme, vicenda sdoganata tempo fa da Le Iene e arrivata ora all’Ordine dei Medici che ora è chiamato a pronunciarsi sulla possibilità che il grillino, mentre era al governo, sia inciampato in un – vietato – conflitto di interessi.
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Alterazioni di colore nelle urine: quando consultare un medico
Può capitare che le nostre urine abbiano alla vista un aspetto diverso dall’abituale: in determinate condizioni, dunque, è opportuno chiedere consiglio al medico e sottoporsi a esami diagnostici per indagare il problema.
Ma quali sono le alterazioni che potremmo riconoscere nella nostra urina e quando è il caso di preoccuparsi?
Approfondiamo l’argomento con il dottor Claudio Angelini, Capo Sezione dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi di Humanitas.
Urine di colore giallo e aspetto limpido
Le patologie dell’apparato urinario (reni, ureteri, vescica e uretra), nel corso della storia, sono sempre state diagnosticate grazie ai cambiamenti di colore delle urine. Ad oggi, pur avendo a disposizione una varietà di strumenti diagnostici, l’analisi di colore e aspetto delle urine è ancora fondamentale nel processo di diagnosi di possibili patologie dell’apparato urinario e dunque a carico di reni, ureteri, vescica e uretra.
In condizioni normali le urine hanno una colorazione gialla, più o meno marcata, e hanno un aspetto limpido. Le differenti colorazioni possono aversi per via della presenza di patologie renali, urologiche o sistemiche e i vari gradi di torbidità sono correlati a corpuscoli in sospensione. Tuttavia alterazioni di colore e limpidezza delle urine non si associano necessariamente a problematiche.
Urine scure e dall’odore intenso
Urine più scure rispetto al normale e dall’odore più intenso, per esempio, possono anche indicare uno stato di disidratazione, o una sudorazione particolarmente intensa. Reintegrando i liquidi persi, dunque, le urine torneranno al loro colore abituale.
Anche l’assunzione di alcuni farmaci può condurre a urine scure, proprio perché la pigmentazione delle urine fa parte degli effetti indesiderati che comportano.
Se, invece, il colore scuro si associa a un aspetto torbido e maleodorante e al dolore al momento della minzione, è possibile che la causa sia un’infezione. Nei casi più severi le urine scure possono associarsi a un eccesso di bilirubina del fegato o di altre sostanze come gli enzimi muscolari, o ancora essere correlate a patologie del malfunzionamento di parti dell’apparato urinario.
Urine di colore rosso e sangue nelle urine
Urine di colore rossastro possono indicare ematuria, ossia sangue nelle urine. Se il sangue è distinguibile per via del colore assunto dall’urina, parliamo di macroematuria, se, invece, non è visibile a occhio nudo e si rileva attraverso l’esame chimico-fisico delle urine, parliamo di microematuria.
Il sangue nelle urine può avere diverse cause. Per esempio l’ematuria da sforzo implica la presenza di urine dal colore rossastro dopo un allenamento fisico molto intenso e si verifica soprattutto dopo la corsa. L’ematuria può poi essere provocata da traumi a livello pelvico, per esempio causati da sport da contatto. Tuttavia il sangue nelle urine può provenire da qualsiasi organo dell’apparato urinario e manifestarsi in maniera isolata o associarsi ad altri sintomi, come il dolore addominale o una minzione difficoltosa.
Schiuma nelle urine
La schiuma nelle urine non implica necessariamente la presenza di patologie e, anzi, è un fenomeno piuttosto comune. La schiuma, infatti, può essere provocata da un’emissione particolarmente veloce delle urine, da disidratazione o, anche, da residui di detergenti nel WC.
La schiuma nelle urine si associa anche a cure con determinati farmaci e infezioni delle vie urinarie. Se il disturbo si manifesta in maniera continuativa o peggiora potrebbe essere indice di proteinuria, ossia una presenza anomala di proteine nelle urine.
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Sindrome metabolica: perché non bisogna sottovalutarla
Quando parliamo di sindrome metabolica intendiamo una condizione clinica che interessa quasi metà della popolazione adulta al di sopra dei 50-60 anni. L’incidenza della sindrome metabolica è allarmante e potrebbe aumentare nel corso dei prossimi anni.
Ma di cosa si tratta? E come si può evitare? Approfondiamo l’argomento con il dottor Giuseppe Favacchio, diabetologo di Humanitas.
Che cos’è la sindrome metabolica
La sindrome metabolica non indica una singola patologia, ma un insieme di fattori predisponenti che, se si verificano contemporaneamente, implicano per il paziente un rischio elevato di sviluppare malattie come il diabete, problemi cardiovascolari come infarto o ictus, e steatosi epatica (fegato grasso).
Abitualmente la sindrome metabolica viene diagnosticata se sono concomitanti almeno 3 tra queste condizioni:
• Circonferenza della vita (cm): ≥ 102 per gli uomini, ≥ 88 per le donne
• Glicemia a digiuno (mg/dL): ≥ 100
• Pressione arteriosa (mmHg): ≥ 130/85
• Trigliceridi, a digiuno (mg/dL): ≥ 150
• Colesterolo HDL (mg/dL) < 40 per gli uomini, < 50 per le donne
Quali sono le cause della sindrome metabolica?
I principali fattori di rischio della sindrome metabolica sono il sovrappeso e l’obesità, due condizioni che si associano a stili di vita errati, con attività fisica insufficiente, dieta poco equilibrata e abuso di alcol e/o droghe.
L’eccesso di grasso corporeo nella regione addominale, infatti, può comportare un’alterazione del metabolismo dei grassi e degli zuccheri e l’attivazione del processo di infiammazione cronica, che a sua volta può sfociare in insulino-resistenza o iperinsulinemia.
Il rischio di diabete e malattie cardiovascolari
Quando si sviluppa l’insulino-resistenza, per essere in grado di assorbire il glucosio e mantenere nella norma i livelli del sangue, le cellule richiedono una quantità di insulina superiore al normale (iperinsulinemia).
Le cellule Beta del pancreas, il cui compito è produrre insulina, danno dunque avvio a un processo di degradazione, provocato dal troppo lavoro e, in questo modo, si predispone lo sviluppo del diabete.
Il tessuto adiposo, infatti, è un tessuto attivo nei meccanismi di regolazione dei processi fisiologici e patologici, quali l’infiammazione. Se il grasso viscerale aumenta, risveglia l’infiammazione che provoca aterosclerosi nei vasi sanguigni, ponendo le basi per lo sviluppo di patologie cardiovascolari.
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La dieta consigliata durante il ciclo mestruale
Crampi addominali, cefalea, sensazione di gonfiore e cambiamenti del tono dell’umore: sono i sintomi da cui sono interessate molte donne all’arrivo delle mestruazioni.
Ciò che mangiamo può aiutarci a diminuire i sintomi o, in caso contrario ad aumentarli.
Quali sono, dunque, gli alimenti consigliati durante il ciclo mestruale? Ne parliamo con la dottoressa Martina Gozza, dietista di Humanitas e di Humanitas Medical Care De Angeli.
Bere molta acqua
Sono almeno 2, i litri di acqua che ogni giorno si dovrebbero bere, a maggior ragione nei giorni di ciclo mestruale. Bere molto, infatti, riduce l’eventualità di cefalea da disidratazione, uno dei sintomi in cui si può incorrere durante le mestruazioni, e aiuta a diminuire gonfiore e ritenzione idrica.
Per mantenersi idratati, oltre a bere, si può anche assumere frutta e verdura con un buon apporto di acqua, come anguria e cetriolo.
Verdure a foglia verde
L’arrivo delle mestruazioni, in particolar modo quando abbondanti, può anche comportare un momentaneo abbassamento del livello del ferro. Stanchezza, vertigini e indolenzimento sono i sintomi che segnalano tale calo, a cui si può far fronte scegliendo un’alimentazione a base di verdure a foglia verde. Per esempio i cavoli, o gli spinaci, ricchi anche di magnesio, un’altra sostanza importante per la buona salute dell’organismo.
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Come depurare il corpo dalle tossine in eccesso
Oggi giorno il nostro organismo è esposto ad una grande quantità di tossine ed è invaso da sostanze innaturali, che spesso ingeriamo col cibo, come pesticidi, erbicidi e fungicidi.
Ovviamente, anche l’inquinamento atmosferico e idrico fanno la loro parte.
Se ciò a cui puntiamo è uno stile di vita sano, allora dobbiamo tentare di assumere alcune misure correttive e migliorare le nostre abitudini.
Ecco un elenco di raccomandazioni per ridurre i livelli di tossine interne assorbite dal nostro organismo.
Per risultati efficaci, dovremo applicare questi 9 consigli su base regolare.
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https://www.gianlucamech.com/it/come-depurare-il-corpo-dalle-tossine-in-eccesso

