CONTATORE PERSONE

14/12/2022

la NMOSD

Lo Spettro dei Disordini della Neuromielite Ottica (Neuromyelitis optica spectrum disorder - NMOSD), si riferisce a un gruppo di malattie rare che colpiscono meno di cinque persone su 100.000 in tutto il mondo. In particolare si tratta di una patologia presente principalmente fra le popolazioni est-asiatiche, con una prevalenza di 1-5 casi ogni centomila abitanti, e un nuovo caso ogni 770.000 persone all’anno. Circa il 90% dei casi colpisce il genere femminile.

 

Le manifestazioni cliniche iniziali si verificano, più frequentemente, in un’età compresa tra i 35-45 anni, mentre i casi presenti nei bambini e negli anziani rappresentano il 18%. La NMOSD è considerata una malattia autoimmune, associata nella stragrande maggioranza dei casi alla presenza di particolari anticorpi detti antiaquaporina-4 (AQP4).

 

L’esordio della NMOSD è per lo più acuto e può causare un importante calo della vista, oppure importanti difficoltà nella deambulazione (paraparesi o tetraparesi), accompagnati da disturbi delle sensibilità e del controllo degli sfinteri. La grande maggioranza delle persone con MNOSD ha un decorso caratterizzato da riacutizzazioni della malattia che compaiono a distanza di mesi o di anni e presentano un recupero della sintomatologia che spesso è solo parziale. Il decorso tipico della malattia è quello in cui si verificano nel tempo vari episodi acuti (recidive), tra cui neuriti ottiche e mieliti. In circa un terzo delle persone con NMOSD si possono manifestare anche sintomi collegati per esempio al coinvolgimento del tronco cerebrale, come vomito, singhiozzo, prurito, diminuzione e perdita dell’udito, paralisi facciale, vertigini. Inoltre in alcuni casi sono segnalate alterazioni ormonali, quindi a carico del sistema endocrino, del ritmo sonno-veglia oppure confusione, fino al coma.

 

Fino agli anni 2000 la NMO era considerata una variante della SM, nel 2004 sono stati individuati gli anticorpi anti-acquaporina-4 e nel 2015 sono stati aggiornati e pubblicati i nuovi criteri diagnostici per la NMOSD.

 

Nell’ambito dell’iter diagnostico dovranno essere escluse altre patologie, che potrebbero avere manifestazioni cliniche similari, come per esempio la SM, la mielite virale, vascolare e altre malattie auto-immuni, e - secondo i criteri diagnostici - la diagnosi di NMOSD potrà essere formulata in due distinti casi e cioè se siano presenti o assenti gli anticorpi antiAQP4. La diagnosi differenziale con il corretto inquadramento diagnostico è fondamentale, poiché eseguire una netta distinzione tra NMOSD e SM, e altre patologie autoimmuni, permette di utilizzare trattamenti farmacologici specifici, diversi da quelli più comunemente impiegati nella SM.

 

La NMOSD ha una prognosi molto severa, il recupero dagli attacchi è variabile, ma nella maggioranza dei casi il danno neurologico che ne deriva è importante, con deficit permanenti, che possono riguardare le varie funzioni controllate dalle zone del sistema nervoso centrale (SNC) colpito dalla malattia. Nelle persone non trattate, il 30% muore nei primi 5 anni di malattia in conseguenza di lesioni midollari e del tronco encefalico con insufficienza respiratoria. Proprio l’insufficienza respiratoria e le complicanze a lungo termine dei gravi deficit motori e dell’allettamento sono le principali cause di morte nelle persone affette da NMOSD; la probabilità di morte a causa della malattia è 12 volte superiore a quella delle persone con SM.

Torna all'indice

 

Terapie

È particolarmente importante trattare i pazienti con NMOSD con farmaci efficaci e farlo quanto più precocemente possibile per bloccare gli attacchi e, di conseguenza, arrestare l’accumulo di disabilità.

 

Sino ad oggi le NMOSD non disponevano di nessuna terapia approvata dagli Enti Regolatori con specifica indicazione non essendo disponibili farmaci di dimostrata efficacia testati in studi randomizzati controllati (RCP). La terapia cronica fino ad oggi utilizzata consiste nella somministrazione di immunosoppressori come prednisolone, azatioprina, micofenolato mofetile, mitoxantrone, metotrexate e rituximab comunemente usati come terapie off-label per la prevenzione delle ricadute NMOSD in relazione a piccoli studi clinici in aperto e/o non controllati (Jacob et al. 2013).

 

Il rituximab è, ad oggi, il farmaco più utilizzato e si è dimostrato, in studi osservazionali, efficace nel ridurre il numero di recidive di malattia garantendo un buon profilo di sicurezza. Rituximab è più efficace rispetto ad altri immunosoppressori ed è in grado di ridurre le ricadute cliniche nei pazienti con NMOSD fino all’80%, (Novi G et al 2019; Tahara M.et al. 2020, Gao F, 2019). A seguito di tali osservazioni, pur in assenza di studi randomizzati controllati, rituximab è stato inserito nell'elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento delle NMOSD (D.L. n.536 del 21 ottobre 1996 convertito dalla Legge n.648 del 23 dicembre 1996, GU Serie Generale n.53 del 05-03-2018). Il farmaco gode di una tollerabilità complessiva piuttosto buona, tuttavia il rischio di ipogammaglobulinemia (Marcinnò A. et al 2018), infezioni opportunistiche gravi soprattutto nel lungo termine e le complicanze cardiovascolari devono essere prese in considerazione nel monitoraggio di sicurezza del trattamento (Prosol M W, 2021).

 

Dati di letteratura riportano che una percentuale variabile fra un terzo e tre quarti dei pazienti con NMOSD trattati con le terapie ad oggi disponibili hanno risposta solo parziale al trattamento in atto e continuano a presentare ricadute cliniche (Weinshenker BG, Wingerchuk DM. Neuromyelitis spectrum disorders. Mayo Clin Proc. 2017;92(4):663–79). Questi dati, in aggiunta alla necessità di dati controllati di safety, sottolineano la necessità di ampliare l’armamentario terapeutico disponibile per le persone affette da NMOSD con terapie alta efficacia provate in RCP da poter utilizzare precocemente in tutti i pazienti affetti da tale condizione.

 

Nel 2021 FDA ed EMA, a seguito della pubblicazione dei relativi studi registrativi di fase III, hanno approvato tre nuovi farmaci, con indicazione specifica NMOSD AQP4 positiva. I farmaci approvati sono anticorpi monoclonali umanizzati che agiscono con meccanismi di azione diversi in steps differenti del processo infiammatorio tipico della malattia:

 

•  Inebilizumab, in analogia con Rituximab, agisce sui linfociti B principali attori nel processo di produzione degli anticorpi anti-AQP4 responsabili della malattia. A differenza di Rituximab, Inebilizumab riconosce una gamma più ampia di linfociti B (ovvero quelli CD19+) e non interferisce con quella piccola quota di linfociti T riconosciuta da Rituximab (CD20 +). Questa specificità, unitamente alla umanizzazione dell’anticorpo, dovrebbe garantire migliore profilo di sicurezza.

 google.com, pub-0399915301528270, DIRECT, f08c47fec0942fa

•  Satralizumab agisce bloccando il recettore dell’interleuchina 6 (IL6) una citochina coinvolta in maniera determinante a più livelli nella cascata infiammatoria tipica della NMOSD.

 

•  Eculizumab agisce “più a valle” nella cascata immunopatogenetica delle NMOSD rispetto a Rituximab e Satralizumab, antagonizzando il complemento (in particolare la frazione 5). In particolare, Eculizumab interferisce con la lisi cellulare indotta dagli anticorpi patogeni, anti-AQP4.



continua: 
https://www.aism.it/nmosd-spettro-disordini-neuromielite-ottica-aspetti-clinici-criteri-diagnostici

Terapie sintomatiche per la sclerosi multipla

Le terapie farmacologiche attualmente a disposizione per poter affrontare i sintomi più comuni della SM ed arrivare ad una loro buona gestione sono molti e appartenenti a diverse classi farmacologiche, pertanto sono state riassunte nel seguente schema.
 
continua qui:
https://www.aism.it/terapie_sintomatiche_la_sclerosi_multipla

Wednesday - Bloody Mary Dance


google.com, pub-0399915301528270, DIRECT, f08c47fec0942fa

04/12/2022

RMN 11.7 testa



adesso io non so effettivamente come funziona il processo della RMN 11.7 testa...
ma MI DOMANDO
 NON sarebbe *pericoloso una potenza di questa portata  con
una SCANSIONE 11,7 Tesla ?
MAGARI l hanno inoltrata in altri Stati
per FARLA PROVARE A LORO per poi dopo CON TUTTI GLI STUDI * del RAPPORTO rischio/beneficio *inserirla anche qui in Italia....*
LASCIO 
 UNA RISPODTA   AGLI ESPERTI DEL MESTIERE  MA UNA RISPOSTA ESAUSTIVA

Obbligo vaccinale e ...... diritti UE

 La domanda che più di ogni altre merita di essere segnalata riguarda la disapplicazione del dl n. 44/2021 per contrasto con alcune disposizioni della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea e della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, ma anche con la Carta di Nizza e con la Costituzione Italiana.




EWWIWAAA L IT..ALIA *psur*



GIUSTO PER CAPIRCI
 

Lo PSUR (Periodic Safety Update Report), “Rapporto periodico di aggiornamento sulla sicurezza”, è una valutazione periodica del rapporto beneficio-rischio di un medicinale e fornisce un’analisi della sua sicurezza ed efficacia durante il suo ciclo di vita. La presentazione di uno PSUR di un medicinale all’autorità competente è normata e deve seguire le relative procedure e tempistiche istituite a livello europeo in conformità alle normative comunitarie.

Presentazione di uno PSUR di un medicinale

E’ necessario presentare uno PSUR per tutti i medicinali approvati, a meno che non siano coperti dalle deroghe previste all’Art. 107b (3) della Direttiva 2001/83, indipendentemente dallo stato di commercializzazione del prodotto.

La presentazione degli PSUR non esenta il Titolare AIC dall’obbligo di segnalare eventuali nuove informazioni importanti relative alla sicurezza e l'efficacia del prodotto, secondo quanto richiesto dalla normativa vigente e dalle buone pratiche di farmacovigilanza.

Le informazioni sul contenuto e formato di uno PSUR sono descritti nella GVP VII pubblicata sul sito dell’EMA..

 

 SEMPLICE DIMENTICANZA OOOO ?!

A pensare male si fa peccato,
ma spesso ci si azzecca




02/12/2022

gravidanza e ...sclerosi multipla

Anche con una diagnosi di sclerosi multipla è possibile avere figli e senza rischi. 
L’approfondimento degli esperti del Centro per la Cura della Sclerosi Multipla del Policlinico San Pietro. 

Sclerosi Multipla e gravidanza sono un binomio possibile. Numerosi studi condotti negli anni hanno infatti dimostrato che la malattia di per sé non compromette la possibilità di avere figli e non comporta un rischio per la salute del bambino. Dalle ricerche è emerso inoltre che la gravidanza non determina un peggioramento della patologia, anzi pare svolgere un ruolo protettivo.

Ruolo protettivo che, tuttavia, tende ad annullarsi dopo il parto, quando vi è una maggior incidenza di ricadute della malattia.

Per questo è fondamentale che le donne con Sclerosi Multipla che stanno progettando una gravidanza si affidino a Centri e Punti Nascita specializzati nella cura di questa malattia, dove sia possibile ricevere il supporto di un’équipe multidisciplinare di specialisti in grado di aiutare ad affrontare in modo efficace questo delicato percorso. 

Come ci spiegano con il dottor Claudio Ferrante, Responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia e del Centro per la Cura della Sclerosi Multipla del Policlinico San Pietro, e la dottoressa Paola Rosaschino, Responsabile dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia della stessa struttura. 



Desiderio di maternità: l’importanza dell’approccio multidisciplinare

Spiega la dottoressa Rosaschino: “Per lungo tempo la sclerosi multipla è stata considerata una controindicazione alla gravidanza, una malattia invalidante che impediva alla donna di diventare madre.  Grazie all’avanzamento delle conoscenze cliniche e farmacologiche compiuto negli ultimi decenni, oggi la gravidanza nelle donne con Sclerosi Multipla può essere affrontata con serenità, grazie al supporto da parte di figure specialistiche. 

Il desiderio di diventare mamma può essere realizzato affidandosi a centri specializzati, in cui si possa essere seguite da un’équipe multidisciplinare, formata da diverse professionalità:

  •  neurologo
  • ginecologo
  • psicologo”. 
 CONTINUA NEL LINK ORIGINALE: 
https://www.grupposandonato.it/news/2021/febbraio/sclerosi-multipla-gravidanza

 

25/11/2022

sm...... il danno nella Sclerosi Multipla

                
google.com    , pub-0399915301528270, DIRECT, f08c47fec0942fa0




Perché si sviluppa il danno nella Sclerosi Multipla


Gli studi sui meccanismi del danno della sclerosi multipla hanno permesso di stabilire alcuni punti fermi, riguardo a tali aspetti della malattia, ma ne restano altri da chiarire.
Non sono note le cause che innescano i meccanismi che evolvono nei fenomeni di infiammazione caratteristici della sclerosi multipla, ma sono stati 
individuati vari fattori che aumentano il rischio che si sviluppi la malattia, o che si presenti una recidiva di sintomi o di lesioni, nelle persone che ne sono affette.

Circa i meccanismi che determinano i danni al 
sistema nervoso centrale e, di conseguenza, le lesioni rilevabili con la risonanza magnetica, i sintomi e la disabilità, alcune conoscenze sono state acquisite.

 Ad esempio è noto che, anche nelle forme recidivanti remittenti della malattia, l’infiammazione procede costantemente nelle prime fasi della malattia, anche se dà segni di sé solo in occasione delle recidive.

Potrebbe interessarti anche…

Questo è un aspetto importante perché giustifica l’impiego di trattamenti a lungo termine con farmaci ad effetto anti-infiammatorio. Di sicuro si sa che meccanismi di autoimmunità danneggiano la mielina, ma non si è sicuri che questo processo preceda sempre la perdita degli assoni. Inoltre, è risaputo che al danno corrisponde una riparazione, ma resta da capire perché questa non sempre sia efficace. Infine, è noto che la disabilità dipende dai danni definitivi che si accumulano nel sistema nervoso centrale a seguito della progressione della malattia e i danni definitivi sono conseguenza del bilancio fra gravità delle alterazioni ed efficienza dei meccanismi di riparazione. D’altra parte, oggi alcuni approcci riescono a ottenere miglioramenti della disabilità e ciò indicherebbe che, anche rispetto ai danni consolidati, ci possono essere processi di recupero o di compensazione.

Autoimmunità: come funziona

Le malattie autoimmunitarie sono quelle provocate e alimentate da un alterato funzionamento del sistema immunitario, che attacca, con le sue cellule e con gli anticorpi, molecole e strutture dell’organismo, anche se può sembrare impossibile che un organismo sviluppi un meccanismo che gli provoca danni. D’altra parte, i processi alla base di questi “errori” si comprendono meglio pensando che il sistema immunitario è chiamato a distinguere continuamente fra cellule e molecole normali e altre lievemente diverse, che potrebbero diventare un grave rischio per l’organismo e quindi vanno eliminate. Per svolgere questo compito il sistema immunitario è dotato di cellule molto “aggressive”, nel distruggere gli elementi cellulari e le molecole a rischio e di altre che ne controllano l’attività. Ad esempio esistono linfociti T citotossici o linfociti Natural Killer, ma ci sono anche linfociti T regolatori che evitano che essi attacchino obiettivi sbagliati. Ci sono poi i linfociti B che regolano l’attività dei linfociti T e altri che evolvono in plasmacellule, che producono anticorpi.

Molte sono le malattie basate su fenomeni autoimmunitari, dall’artrite reumatoide, che colpisce le articolazioni, al diabete di tipo I, che danneggia le cellule che producono l’insulina. Anche nella sclerosi multipla, l’autoimmunità è un meccanismo fondamentale per lo sviluppo della malattia. Questa, infatti, viene definita demielinizzante, perché comporta danneggiamento e distruzione della mielina da parte di linfociti e altre cellule del sistema immunitario. Le cause di questo fenomeno non sono state individuate, ma, fra le ipotesi formulate, c’è quella secondo la quale un’infezione può stimolare una reazione del sistema immunitario verso molecole, relative all’infezione, ma simili a quelle della mielina. In seguito, pur guarendo l’infezione, i meccanismi immunitari attivati si mantengono nel tempo, con fenomeni concatenati gli uni agli altri, attaccando la mielina. Il meccanismo appena descritto non può essere esteso a tutte le persone che ammalano di sclerosi multipla, perché in molte di loro non è documentabile una precedente infezione di questo tipo.

continua:
https://www.fondazioneserono.org/sclerosi-multipla/patologia-sclerosi-multipla/perche-e-come-si-sviluppa-il-danno-sclerosi-multipla/perche-si-sviluppa-il-danno-nella-sclerosi-multipla/

sm.. disturbi dello spettro della neuromielite ottica

Sclerosi multipla, disturbi dello spettro della neuromielite ottica e sindromi da overlap

Scritto da: Dott. Eugenio Pucci, Ospedale A. Murri, Fermo

Nella pratica quotidiana, il medico si trova spesso a fronteggiare quadri clinici che non si adattano bene ai criteri nosografici validi per diagnosticare una determinata malattia in quel contesto storico. Questo, ovviamente, vale anche per la sclerosi multipla (SM) e per le malattie a essa correlate.

Potrebbe interessarti anche…

In questo articolo, voglio suggerire una riflessione sul fatto che non dobbiamo solo impegnarci a migliorare la diagnosi differenziale tra le forme che classifichiamo nella nosografia attuale, ma ammettere la presenza di “overlap syndrome” e di provare a introdurre raccomandazioni sulla loro diagnosi, follow-up e, soprattutto, sul loro trattamento.

continua:
https://www.fondazioneserono.org/sclerosi-multipla/ultime-notizie-sclerosi-multipla/sclerosi-multipla-disturbi-dello-spettro-della-neuromielite-ottica-e-sindromi-da-overlap/