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20/01/2026

Sistema immunitario e microbiota intestinale: un legame fondamentale per la salute

Sì, l'alterazione del microbiota intestinale (disbiosi) compromette seriamente il sistema immunitario, perché un microbioma sano è fondamentale per il suo corretto sviluppo, maturazione ed equilibrio; quando questo equilibrio si rompe, si possono innescare infiammazioni croniche, compromettendo la capacità del sistema immunitario di rispondere adeguatamente a infezioni e aumentando il rischio di malattie autoimmuni e altre patologie.

Come l'alterazione impatta il sistema immunitario:

Sviluppo e maturazione: I batteri benefici “allenano” le cellule immunitarie e supportano la formazione di risposte immunitarie adeguate.

Infiammazione: La disbiosi può causare una sovrapproduzione di mediatori infiammatori, portando a infiammazione cronica che danneggia la barriera intestinale e si diffonde nell'organismo.

Barriera intestinale: L'alterazione indebolisce la barriera intestinale ("leaky gut"), permettendo a sostanze nocive di passare nel circolo sanguigno e stimolare ulteriormente il sistema immunitario.

Risposta alle infezioni: Un microbiota impoverito è meno efficace nel "guidare" le cellule immunitarie a riconoscere e combattere i patogeni.

Malattie: È associata a malattie autoimmuni, allergie, disturbi metabolici e sindrome dell'intestino irritabile.

Fattori che alterano il microbiota:

Antibiotici: Possono ridurre la biodiversità microbica, alterando l'equilibrio e compromettendo le funzioni immunitarie.

Inquinanti ambientali: Possono interagire negativamente con microbiota e sistema immunitario, promuovendo risposte infiammatorie.

In sintesi, mantenere un microbiota intestinale sano è cruciale per la funzionalità immunitaria, e la sua alterazione è un fattore chiave nello sviluppo di molte condizioni di salute.


VAL SAMBRO link: www.valsambro.it/news/sistema-immunitario-microbiota-intestinale.html#:~:text=Quando%20i%20microrganismi%20benefici%20diminuiscono,e%20proteggere%20la%20salute%20generale






























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Sclerosi Multipla, immunosoppressori e microbiota intestinale.




Sì, è corretto: circa il 70-80% delle cellule immunitarie del nostro corpo si trova nell'intestino, rendendo il microbiota intestinale un attore fondamentale nella modulazione e nel mantenimento di un sistema immunitario forte, capace di distinguere tra patogeni e sostanze innocue e di controllare l'infiammazione.

Questo avviene attraverso l'interazione diretta con le cellule immunitarie e la produzione di metaboliti, come gli acidi grassi a catena corta (SCFA), che regolano la risposta immunitaria locale e sistemica.

In sintesi, mantenere un microbiota intestinale in equilibrio è fondamentale per un sistema immunitario efficiente, proteggendoci sia da infezioni esterne che da risposte immunitarie inappropriate.

Sì, i farmaci immunosoppressori possono essere un fattore scatenante o aggravante della disbiosi intestinale, alterando l'equilibrio del microbiota, sebbene l'infiammazione stessa tipica delle malattie autoimmuni sia un fattore che contribuisce alla disbiosi; studi suggeriscono che probiotici specifici (come Lactobacillus e Bifidobacterium) possano mitigare i sintomi e migliorare la risposta ai trattamenti.


La relazione è bidirezionale: la disbiosi può influenzare la risposta ai farmaci (es. metotrexato), e i farmaci possono alterare il microbiota, ma il ripristino dell'equilibrio intestinale può migliorare la situazione.



Come i farmaci immunosoppressori causano disbiosi

Alterazione del microbiota: Gli immunosoppressori, pur necessari, possono modificare la composizione dei batteri intestinali, riducendo la diversità e favorendo la crescita di specie pro-infiammatorie, portando a disbiosi.

Aumento della permeabilità intestinale: La disbiosi può indebolire la barriera intestinale, causando una maggiore permeabilità, che peggiora l'infiammazione sistemica.

Implicazioni cliniche

Risposta ai farmaci: Una disbiosi può peggiorare la risposta a farmaci come il metotrexato, usato nell'artrite reumatoide.

Esempio in veterinaria: Nei cani, l'enteropatia reattiva alla terapia immunosoppressiva (EIT) è un'infiammazione intestinale cronica spesso associata a disbiosi, dove la dieta può aiutare.

Soluzioni e gestione

Probiotici: L'integrazione mirata (es. con Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, Bifidobacterium bifidum) può migliorare sintomi e infiammazione nei pazienti reumatici.

Supporto nutrizionale: Diete specifiche (es. idrolizzate, a base di amminoacidi) possono aiutare a gestire i sintomi gastrointestinali.

Ricerca in corso: Si sta studiando come specifici probiotici possano interagire con gli immunosoppressori per ottimizzare il trattamento.

In sintesi, i farmaci immunosoppressori sono un fattore significativo nella disbiosi, ma la gestione integrata di probiotici e nutrizione può offrire benefici, sebbene sia cruciale seguire sempre le indicazioni del proprio medico curante per evitare interazioni negative.

Achille Daga
















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SCLEROSI MULTIPLA, MICROBIOTA INTESTINALE E SISTEMA LINFATICO DEL CERVELLO SONO STRETTAMENTE COLLEGATI.


Il seguente postulato stabilisce il nesso causale della malattia, ma accettato dalla medicina ufficiale separatamente senza mai teorizzare l'insieme del microbiota intestinale e il sistema linfatico del cervello.

Il microbiota intestinale e la sclerosi multipla (SM) sono collegati, poiché un microbiota alterato può contribuire allo sviluppo e alla progressione della malattia autoimmune, in quanto l'equilibrio dei batteri intestinali influenza il sistema immunitario.

Studi indicano che i microbi intestinali possono attivare le cellule immunitarie che attaccano la mielina, mentre l'alterazione della barriera intestinale e la riduzione di specifiche cellule immunitarie protettive sono associate alle ricadute.

Sì, il cervello e il sistema linfatico sono collegati, e questo collegamento è rilevante per la sclerosi multipla.
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune del sistema nervoso centrale, e studi recenti hanno scoperto che il cervello è collegato al sistema immunitario tramite vasi linfatici meningei.
Questo collegamento potrebbe aiutare a spiegare come le cellule immunitarie entrano nel cervello per causare infiammazione e danno alla mielina, un processo centrale nella sclerosi multipla.

Sì, il microbiota intestinale, il sistema linfatico del cervello e la sclerosi multipla (SM) sono collegati.
Il microbiota intestinale può influenzare la risposta immunitaria e il suo squilibrio (disbiosi) è associato all'insorgenza e alla progressione della SM.

Le cellule immunitarie, influenzate da questo microbioma, possono migrare nel cervello e contribuire alla neuroinfiammazione, mentre il sistema linfatico cerebrale svolge un ruolo nel modulare il processo infiammatorio.

Achille Daga















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01/01/2026

sclerosi multipla e le NEWS _ricerca_


Stefano Pluchino, il medico di Ragusa che può battere la sclerosi multipla

Andato via dalla Sicilia a 18 anni, ha trovato a Cambridge, dove è professore di Neuroimmunologia rigenerativa, il suo «posto felice». L’Italia? «Forma talenti ma non sa come farli fiorire e non ne attrae dall’estero»


<Il mio posto felice è Cambridge, in Inghilterra. Il mio posto del cuore è Cava d'Aliga, in Sicilia». Stefano Pluchino, professore di Neuroimmunologia rigenerativa all’Università di Cambridge, non ha dubbi. C'è una geografia degli affetti e una della realizzazione professionale che, nella vita di uno scienziato emigrato, raramente coincidono. Se la città universitaria britannica è il luogo dove si sente «al sicuro» e la sua carriera ha trovato il terreno fertile per svilupparsi senza ostacoli, nella frazione balneare ragusana i sentimenti si prendono la scena. È lì che ha trascorso le estati da bambino, tra i nonni e i cugini. «È il posto che mi fa battere il cuore, quello dei ricordi d'infanzia, delle cose che ti rimangono per tutta la vita», racconta Pluchino. Ma la felicità professionale, la quotidianità fatta di sfide intellettuali e riconoscimenti, ha un altro indirizzo postale...


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11/12/2025

esenzione 046

L'esenzione 046 per la Sclerosi Multipla (SM) comporta l'esenzione totale dal ticket per esami diagnostici e di laboratorio, visite specialistiche e farmaci (fascia A e alcuni di fascia C) legati alla malattia, su indicazione del neurologo, per il monitoraggio e la gestione della patologia cronica.

Si ottiene presso la propria ASL di residenza presentando la documentazione medica che certifica la SM, e l'attestato ha durata illimitata.
 

Cosa include l'esenzione 046:
  • Visite ed esami: Tutte le prestazioni sanitarie (es. risonanze magnetiche, esami del sangue, visite neurologiche) necessarie per diagnosticare, monitorare e controllare la SM e le sue complicanze, inclusa la riabilitazione.
  • Farmaci:
    • Farmaci di classe A (a carico del SSN): totalmente gratuiti.
    • Farmaci di marca di fascia A: si paga la differenza con il generico.
    • Farmaci sintomatici (spesso fascia C): si paga una quota ridotta (circa il 20% in meno rispetto al "di marca") se si sceglie il generico. 
    •  
      Come ottenerla:
  1. Richiedi il certificato: Ottieni una certificazione della diagnosi di SM dal tuo neurologo.
  2. Vai all'ASL: Recati all'ASL di competenza con il certificato, il tuo tesserino sanitario e un documento d'identità.
  3. Apposizione del codice: Sulla tessera sanitaria verrà apposto il codice 046. 
In sintesi: l'esenzione 046 è fondamentale per gestire gratuitamente le necessità sanitarie legate alla Sclerosi Multipla, riducendo notevolmente i costi per la persona affetta. 




L'esenzione 046 per la Sclerosi Multipla (SM) ti permette di avere gratuitamente tutte le visite, esami diagnostici e di laboratorio, oltre a prestazioni specialistiche e di riabilitazione (come la fisioterapia), necessarie per monitorare la malattia e prevenirne gli aggravamenti, senza pagare il ticket, ma solo su indicazione dello specialista neurologo, e viene rilasciata dall'ASL per durata illimitata. 
Cosa comporta l'esenzione 046 per la Fisioterapia:
  1. Copertura della Fisioterapia: Le sedute di fisioterapia, riabilitazione e altre terapie correlate (es. acquagym, attività fisica adattata) necessarie per la SM sono esenti dal pagamento del ticket sanitario.
  2. Indicazione dello Specialista: Devi avere la prescrizione (impegnativa) dello specialista neurologo che indichi chiaramente la necessità di tali trattamenti per la tua condizione.
  3. Prestazioni Correlate: L'esenzione copre anche esami diagnostici (es. risonanze magnetiche), visite specialistiche e farmaci (se in fascia A o con riduzioni) legati alla SM. 
Come ottenerla:
  • Recati alla tua ASL di residenza con la documentazione che attesti la SM (certificato del neurologo, verbale di invalidità, cartella clinica) e il tuo tesserino sanitario.
  • Ti verrà rilasciato un attestato con il codice 046, valido per sempre, da presentare al momento delle prestazioni. 
In sintesi: L'esenzione 046 ti solleva dai costi della fisioterapia e di altre cure essenziali per la gestione della SM, ma sempre nell'ambito delle prestazioni strettamente legate alla patologia e prescritte dallo specialista

09/12/2025

La riabilitazione neurologica: che cos’è la fisioterapia neurologica

La riabilitazione neurologica consente di curare i pazienti con malattie del sistema nervoso o neurologiche. La riabilitazione ha lo scopo di migliorare la funzionalità e la qualità della vita del paziente riducendo i sintomi debilitanti. 

L’OMS definisce la riabilitazione neurologica come “un insieme di interventi concepiti per ottimizzare il funzionamento e ridurre la disabilità” in persone che presentano “condizioni di salute riferibili a malattie acute o croniche, disordini, lesioni o traumi“. 

Per curare queste condizioni di salute si ricorre spesso alla fisioterapia che aiuta a recuperare la funzione motoria e il movimento di articolazioni, muscoli e tendini. In questo modo, mantenendo attivi i muscoli e le articolazioni flessibili si previene il deperimento e il deterioramento delle funzioni oltre a favorire la riabilitazione.

Dunque, la neurofisioterapia o fisioterapia neurologica è una branca specialistica della fisioterapia dedicata al miglioramento della funzione nei pazienti che hanno una disabilità fisica causata da condizioni neurologiche.


Quando si ricorre alla neurofisioterapia?

Come abbiamo visto la riabilitazione neurologica si occupa del recupero funzionale di persone affette da patologie del Sistema Nervoso (sia centrale che periferico). Qualsiasi condizione neurologica che influisce sul movimento e sulle capacità fisiche può essere trattata con la riabilitazione neurologica o neurofisioterapia. Questa branca della fisioterapia è indicata per il recupero neurologico in pazienti che hanno subito una lesione cerebrale traumatica/lesione alla testa, lesioni del midollo spinale, sclerosi multipla, Morbo di Parkinson, ictus emorragico, paralisi di Bell. 

In che cosa consiste un programma di fisioterapia neurologica?

Come abbiamo visto, lo scopo della fisioterapia neurologica è di aiutare quei pazienti che hanno delle invalidità causate da traumi neurologici a recuperare le funzioni. E’ una branca che si adatta alle esigenze del singolo individuo con obiettivi finali personalizzati che mirano al recupero del danno funzionale. Dopo una visita iniziale accurata con il medico neurologo, il fisioterapista specializzato in recupero neurologico stabilisce l’approccio migliore per il recupero.

Rispetto alla fisioterapia tradizionale la neurofisioterapia  sfrutta il fenomeno della neuroplasticità del cervello aiutandolo a formare nuove connessioni sinaptiche. E’ come se “ricablasse” il cervello per imparare o apprendere di nuovo compiti e abilità.

In base alla gravità dell’handicap, i programmi di neurologia riabilitativa possono essere individuali o di gruppo. Ad ogni modo, per un buon recupero, tutti gli esercizi assegnati dal fisioterapista neurologico devono essere ripetuti quotidianamente anche a casa per garantire che il tono muscolare e la funzione motoria non si deteriorino. 

 

CONTINUA: 
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La fisioterapia.................... IN PERSONE CON SM

La fisioterapia nella sclerosi multipla (SM) serve a 


mantenere e migliorare il più possibile le funzioni motorie, ridurre i sintomi che limitano la vita quotidiana e prevenire complicazioni dovute all’immobilità o alla progressione della malattia.

Non cura la SM, ma è una parte fondamentale del trattamento.

Ecco a cosa serve in concreto:

⭐ 1. Mantenere forza e mobilità

  • Migliora la forza muscolare a carico di gambe, braccia e tronco.

  • Mantiene o aumenta la mobilità articolare.

  • Riduce la rigidità (spasticità) tipica di molte persone con SM.

⭐ 2. Migliorare equilibrio e coordinazione

  • Riduce il rischio di cadute.

  • Allena la stabilità posturale e la precisione dei movimenti.

⭐ 3. Gestire la fatica (fatigue)

  • Aiuta a organizzare attività e pause in modo efficace.

  • Propone esercizi adattati per non peggiorare la stanchezza.

⭐ 4. Migliorare il cammino

  • Lavora su passo, postura e velocità.

  • Può prevedere l’uso e l’addestramento con ausili (bastone, rollator, ortesi).

⭐ 5. Ridurre il dolore e la spasticità

  • Mobilizzazioni, stretching e tecniche manuali diminuiscono tensioni e dolori.

  • Si può integrare con tecniche come TENS e rilassamento.

⭐ 6. Prevenire complicazioni

  • Evita retrazioni muscolari, irrigidimento delle articolazioni, perdita di autonomia.

  • Contribuisce a mantenere una buona funzione respiratoria.

⭐ 7. Migliorare autonomia e qualità di vita

  • Aiuta nelle attività quotidiane (alzarsi, vestirsi, muoversi in casa).

  • Supporta la persona nel mantenere il più possibile indipendenza e partecipazione sociale.




















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Sistema immunitario e microbiota intestinale: un legame fondamentale per la salute

Gut screening: il test che rivela l’equilibrio del tuo microbiota

Il microbiota intestinale come regolatore della salute

Il microbiota intestinale è l’insieme dei miliardi di microrganismi che popolano il nostro intestino e che svolgono un ruolo cruciale non solo nella digestione, ma anche nel mantenimento dell’equilibrio immunitario. Questi microrganismi interagiscono costantemente con il sistema immunitario, stimolandolo, modulandone le risposte e contribuendo alla difesa dell’organismo da agenti patogeni esterni.

Il ruolo del sistema immunitario nell’intestino

Circa il 70% delle cellule immunitarie si trova a livello intestinale. Non a caso, l’intestino è considerato il più grande organo immunitario del nostro corpo. Qui, le cellule immunitarie si trovano a stretto contatto con i batteri intestinali, in un dialogo continuo che consente di distinguere microrganismi “amici” da potenziali minacce. Quando questo equilibrio si rompe, possono insorgere infiammazioni croniche, allergie, intolleranze alimentari e una maggiore suscettibilità alle infezioni.

Microbiota, disbiosi e conseguenze per il sistema immunitario

La disbiosi intestinale, ovvero l’alterazione della normale composizione del microbiota, può avere conseguenze significative sul sistema immunitario. Quando i microrganismi benefici diminuiscono o i batteri potenzialmente nocivi proliferano, l’intestino perde parte della sua capacità di mantenere l’equilibrio.

Questa condizione è spesso correlata a processi infiammatori cronici che possono coinvolgere non solo l’intestino, ma l’intero organismo. Studi scientifici hanno dimostrato come la disbiosi sia associata a malattie autoimmuni, disturbi metabolici, sindrome dell’intestino irritabile, allergie e intolleranze alimentari. Anche la risposta alle infezioni può risultare compromessa: un microbiota impoverito è meno in grado di “allenare” le cellule immunitarie a riconoscere e combattere i patogeni.

Un’altra conseguenza della disbiosi è l’alterazione della barriera intestinale: la permeabilità della mucosa può aumentare, favorendo il passaggio nel sangue di sostanze che stimolano ulteriormente il sistema immunitario e mantengono uno stato di infiammazione di basso grado. Questo fenomeno, noto come leaky gut (intestino permeabile), è considerato un fattore di rischio per numerosi disturbi sistemici.

Individuare e correggere tempestivamente uno stato di disbiosi diventa quindi fondamentale per supportare la funzione immunitaria e proteggere la salute generale.

Gut screening: il test per analizzare il microbiota intestinale

Il gut screening è un test particolarmente accurato che permette di analizzare in modo approfondito la composizione del microbiota intestinale. Attraverso questo esame è possibile comprendere se il microbiota svolge correttamente il suo ruolo di sostegno al sistema immunitario e se sono necessari interventi mirati per ripristinare una condizione di equilibrio.

È un percorso diagnostico che si articola in due fasi complementari.

Nella prima fase vengono individuati i principali microrganismi che popolano l’intestino: i batteri “amici” che proteggono l’equilibrio, quelli che modulano la risposta immunitaria e gli eventuali patogeni, miceti o parassiti. Questo permette di capire se sono presenti squilibri, carenze o segni di disbiosi.

La seconda fase approfondisce i risultati, verificando la vitalità dei microrganismi rilevati e la loro reazione a diversi trattamenti, inclusi approcci naturali. Non si tratta quindi solo di descrivere la situazione, ma di fornire indicazioni utili su come riportare l’intestino in eq
uilibrio.



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03/12/2025

777.777 Grazie a tutti , davvero.

Il mio blog “La Sclerosi Multipla… CCSVI vista da SAM, e NON solo”   ha raggiunto un traguardo che mai avrei immaginato: 777.777 visualizzazioni.

Un risultato che dedico a ciascuno di voi — lettori, amici, curiosi, ricercatori, pazienti, medici, familiari — che ogni giorno mi seguite, leggete, condividete e partecipate.

Il vostro interesse, il vostro affetto e la vostra presenza da ogni parte del pianeta sono per me una forza immensa.

Grazie a @tutti , davvero.