Uno degli aspetti studiati nella ricerca sulla CCSVI (insufficienza venosa cerebrospinale cronica) riguardava la possibile relazione tra le caratteristiche anatomiche del sistema venoso e i diversi decorsi clinici della sclerosi multipla.
In particolare, uno studio condotto su 65 pazienti con sclerosi multipla descrisse una possibile correlazione tra alcune caratteristiche del sistema venoso profondo e i diversi decorsi della malattia:
- RR – Recidiva-Remittente
- SP – Secondaria Progressiva
- PP – Primaria Progressiva
Lo studio descrisse quattro differenti tipologie di CCSVI, sulla base delle alterazioni venose osservate.
È importante precisare che questi dati appartengono alla ricerca dell'epoca e devono essere letti nel loro contesto storico e scientifico. La descrizione di una possibile associazione non dimostra, da sola, un rapporto di causa-effetto tra le alterazioni venose e la sclerosi multipla.
CCSVI di tipo A – 30%
La CCSVI di tipo A, riportata nel 30% dei casi, era caratterizzata da:
- stenosi significative della vena Azygos prossimale oppure di uno dei due tronchi delle vene Giugulari interne;
- vena Giugulare interna controlaterale con caratteristiche compensatorie;
- presenza di una maggiore area della sezione trasversale della vena controlaterale.
Nello studio questo quadro venne rilevato:
- in 10/35 pazienti con decorso RR;
- in 5/20 pazienti con decorso SP;
- in 0/10 pazienti con decorso PP.
CCSVI di tipo B – 38%
La CCSVI di tipo B, riportata nel 38% dei casi, era caratterizzata dalla presenza di stenosi significative a carico di:
- entrambi gli assi delle vene Giugulari interne;
- vena Azygos prossimale.
Nello studio questa configurazione venne osservata:
- in 19/35 pazienti con decorso RR;
- in 9/20 pazienti con decorso SP;
- in 1/10 pazienti con decorso PP.
CCSVI di tipo C – 14%
La CCSVI di tipo C, riportata nel 14% dei casi, era caratterizzata da:
- stenosi bilaterali di entrambi i tronchi delle vene Giugulari interne;
- vena Azygos descritta come normale.
La configurazione venne osservata:
- in 4/35 pazienti con decorso RR;
- in 5/20 pazienti con decorso SP;
- in 0/10 pazienti con decorso PP.
CCSVI di tipo D – 18%
La CCSVI di tipo D, riportata nel 18% dei casi, era caratterizzata da stenosi localizzate a più livelli della:
- vena Azygos;
- vene Lombari.
L'associazione con stenosi delle vene Giugulari interne venne osservata in circa il 50% dei casi appartenenti a questa configurazione, determinando secondo gli autori un'ulteriore ostruzione.
Nello studio questa tipologia venne osservata:
- in 2/35 pazienti con decorso RR;
- in 1/20 pazienti con decorso SP;
- in 9/10 pazienti con decorso PP.
I dati dello studio
Riassumendo i dati riportati nella ricerca:
| Tipologia | Frequenza riportata | RR | SP | PP |
|---|---|---|---|---|
| Tipo A | 30% | 10/35 | 5/20 | 0/10 |
| Tipo B | 38% | 19/35 | 9/20 | 1/10 |
| Tipo C | 14% | 4/35 | 5/20 | 0/10 |
| Tipo D | 18% | 2/35 | 1/20 | 9/10 |
Questi numeri rappresentano la distribuzione riportata nello studio sui 65 pazienti e non devono essere automaticamente generalizzati a tutte le persone con sclerosi multipla.
Come interpretare questi risultati
La ricerca cercava di verificare se determinate caratteristiche del sistema venoso potessero essere associate ai differenti decorsi clinici della sclerosi multipla.
Il dato più evidente riportato nello studio riguarda la maggiore presenza della configurazione classificata come tipo D nei pazienti con decorso PP, dove venne osservata in 9 dei 10 pazienti studiati.
Questo risultato rappresentava un'osservazione interessante per i ricercatori dell'epoca, ma una correlazione osservata in uno studio non è sufficiente, da sola, per stabilire che una determinata alterazione venosa sia la causa della progressione della sclerosi multipla.
Per arrivare a conclusioni affidabili sono necessari studi più ampi, controllati e successivamente replicati da gruppi di ricerca indipendenti.
Un documento importante per la storia della CCSVI
Ho scelto di conservare questi dati perché fanno parte della storia della ricerca sulla CCSVI e sulla sclerosi multipla.
Il valore di una testimonianza scientifica non dipende dal fatto che le conclusioni iniziali vengano necessariamente confermate negli anni successivi.
La ricerca scientifica procede proprio attraverso osservazioni, ipotesi, verifiche e successivi confronti con nuovi studi.
Per questo motivo è importante conservare anche le pubblicazioni e i dati storici, indicando chiaramente quando sono stati prodotti e in quale contesto scientifico.
Nota importante
Questo contenuto riporta dati attribuiti a uno studio storico condotto su 65 pazienti.
La presenza di un'alterazione venosa descritta in questo studio non significa che tale alterazione sia necessariamente presente in tutte le persone con sclerosi multipla e non dimostra, da sola, un rapporto causale tra CCSVI e SM.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non costituisce una raccomandazione diagnostica o terapeutica.
Le informazioni devono essere interpretate alla luce delle conoscenze scientifiche disponibili e non sostituiscono il parere del neurologo o di altri professionisti sanitari.
©MelisStefania













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