CONTATORE PERSONE

01/02/2022

Circolazione e sosta.............

......: il contrassegno di parcheggio per disabili

Le “persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta” possono ottenere, previa visita medica che attesti questa condizione, il cosiddetto “contrassegno di parcheggio per disabili”.

Questo contrassegno previsto dall'art. 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 (modificato dal ultimo dal Decreto del Presidente delle Repubblica 30 luglio 2012, n. 151) ,
permette ai veicoli a servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio negli spazi appositi riservati.

La possibilità di ottenere il "contrassegno di parcheggio per disabili" è stata successivamente estesa anche ai non vedenti (DPR 503/1996 art. 12 comma 3).

Per la concessione del contrassegno l'interessato deve innanzitutto rivolgersi alla propria ASL e farsi rilasciare dall'ufficio medico legale la certificazione medica che attesi che il richiedente ha una capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta o è non vedente.

Una volta ottenuto tale certificato si dovrà presentare una richiesta al Sindaco del Comune di residenza per il rilascio del contrassegno allegando il certificato della ASL. Il contrassegno ha validità quinquennale.

Per evitare la “doppia visita” (commissione invalidità e medicina legale), nel 2012 è stata approvata una specifica previsione normativa (art. 4, legge 4 aprile 2012, n. 35) che opportunamente attribuisce alla Commissione medica di accertamento (dell’invalidità o di handicap) il compito di annotare nei verbali anche la sussistenza della condizione richiesta dal Regolamento di attuazione del Codice della Strada.

Conseguentemente i verbali più recenti, qualora ricorrano le condizioni sanitaria previsti dal Regolamento del Codice della strada, riportano l’annotazione: “persona con effettiva capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta (art. 381, DPR 495/1992).”

Allo scadere dei termini si può rinnovarlo presentando un certificato del proprio medico di base che confermi la persistenza delle condizioni sanitarie per le quali è stato rilasciato il contrassegno.

A questo proposito è utile ricordare che il contrassegno può essere rilasciato anche a persone che momentaneamente si ritrovano in condizioni di invalidità temporanea a causa di un infortunio o altro;

in questo caso l'autorizzazione può essere rilasciata a tempo determinato a seguito della certificazione medica che attesti il periodo di durata dell'invalidità.

CONTINUA QUI:  

http://www.handylex.org/schede/contrassegno.shtml


Il ritiro del contrassegno di parcheggio per disabili

Domanda

Ai fini della consegna del “contrassegno invalidi” le disposizioni vigenti impongono la presenza fisica del titolare che l’ha richiesto o la consegna può essere effettuata a terzi formalmente delegati dall’interessato? Io sono domiciliato a Milano, ma conservo la residenza in un'altra citta a 600 chilometri di distanza. Il mio Comune di residenza non accetta la delega a mia figlia e non mi consegna il nuovo contrassegno.


Risposta

Le “persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta” possono ottenere, previa visita medica che attesti questa condizione, il cosiddetto “contrassegno disabili”. Questo contrassegno previsto dall'art. 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 (modificato da ultimo dal Decreto del Presidente delle Repubblica 30 luglio 2012, n. 151) , permette ai veicoli a servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio negli spazi appositi riservati. Per completezza, la possibilità di ottenere il “contrassegno” è stata estesa anche ai non vedenti dal DPR 503/1996 art. 12 comma 3.

Il citato DPR 151/2012 ha anche adottato il nuovo facsimile - denominandolo“contrassegno di parcheggio per disabili” - conforme al modello previsto dalla raccomandazione n. 98/376/CE del Consiglio dell'Unione europea del 4 giugno 1998. Tutti i nuovi contrassegni devono quindi essere conformi a tale modello.

Venendo alla questione del rilascio essa è disciplinata dai commi 2 e 3 del citato articolo 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 (Regolamento del codice della strada”, come modificato dal DPR 151/2012 citato che recita testualmente

«2. Per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta, il comune rilascia apposita autorizzazione in deroga, previo specifico accertamento sanitario. L'autorizzazione è resa nota mediante l'apposito contrassegno invalidi denominato: «contrassegno di parcheggio per disabili» conforme al modello previsto dalla raccomandazione n. 98/376/CE del Consiglio dell'Unione europea del 4 giugno 1998 di cui alla figura V.4. Il contrassegno è strettamente personale, non è vincolato ad uno specifico veicolo ed ha valore su tutto il territorio nazionale. In caso di utilizzazione, lo stesso deve essere esposto, in originale, nella parte anteriore del veicolo, in modo che sia chiaramente visibile per i controlli. L'indicazione delle strutture di cui al comma 1 deve essere resa nota mediante il segnale di: «simbolo di accessibilità» di cui alla figura V.5.

3. Per il rilascio della autorizzazione di cui al comma 2, l'interessato deve presentare domanda al sindaco del comune di residenza, nella quale, oltre a dichiarare sotto la propria responsabilità i dati personali e gli elementi oggettivi che giustificano la richiesta, deve presentare la certificazione medica rilasciata dall'ufficio medico-legale dell'Azienda Sanitaria Locale di appartenenza, dalla quale risulta che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene chiesta l'autorizzazione ha effettiva capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta. L'autorizzazione ha validità 5 anni. Il rinnovo avviene con la presentazione del certificato del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio.»

Le disposizioni vigenti, pertanto, non prevedono nemmeno implicitamente l’obbligo perentorio della presenza fisica del titolare ai fini del ritiro del contrassegno.

Rimangono quindi valide le consolidate e reiterate disposizioni che prevedono i diritto da parte degli interessati a delegare formalmente terzi per l’accesso agli atti amministrativi e per il ritiro di documenti. La delega deve ovviamente essere circostanziata, contenere il riferimento all’atto o documento richiesto, recare i dati del delegante e delegato ed accompagnata da copia del documento di identità del delegato.

Viene segnalato che alcune amministrazioni comunali impongono al contrario la presenza fisica del richiedente per il ritiro e non ammettono deleghe per il ritiro.

Tale prassi, oltre che destituita di fondamento giuridico, confligge con gli ordinari principi del diritto amministrativo, oltre con le consolidate tendenze alla semplificazione amministrativa. Si pensi, ad esempio, che la delega viene ammessa anche per il ritiro del passaporto.

E a ben vedere in tale prassi si possono anche intravvedere elementi di discriminazione indiretta ben definita dal 3 terzo comma dell’articolo 2 della legge 1 marzo 2006, n. 67 (“Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone.”).

Si consiglia diffida e a seguire azione presso il Difensore civico (anche Regionale) laddove esista, oppure presso il TAR.

Carlo Giacobini

http://www.handylex.org/quesiti/6011.shtml



Gratuità dei parcheggi nelle zone blu

Gratuità dei parcheggi nelle zone blu

Nel 2006 la Direzione generale per la motorizzazione (Dipartimento per i trasporti terrestri) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato una nota (6 febbraio 2006, Prot n. 107) in cui ha affrontato, la questione della gratuità dei posteggi delimitati da segnaletica blu a pagamento quando sono occupati da veicoli al servizio delle persone invalide detentrici di speciale contrassegno.
Nella Nota citata il Ministero dichiarava che “Non vi è dubbio, a parere di questo Ufficio, che non si possa chiedere il pagamento di una tariffa oraria a chi, trovando occupato lo stallo a lui appositamente riservato, ne occupi un altro, peraltro non adeguatamente attrezzato a soddisfare in pieno le sue esigenze, potendosi imputare tale disagio anche ad una mancata previsione, da parte dell'Ente proprietario, di un maggior numero di stalli riservati".
Pertanto, secondo il Ministero, il parcheggio in posteggi, normalmente a pagamento, delimitati da segnaletica blu deve essere gratuita.

L’annullamento della Nota Ministeriale

In molte città le Amministrazioni Comunali, con specifici accordi, hanno attribuito a Società terze (spesso municipalizzate), la gestione delle aree di parcheggio e la riscossione del pagamento per i parcheggi delimitati da linea blu (oltre a tutta la gestione del sistema dei parcometri e dei cosiddetti “gratta e parcheggia”).
Una di queste aziende, ritenendo illegittima la Nota del Ministero, ha presentato ricorso presso il TAR del Lazio chiedendone l’annullamento.
Con Sentenza n. 6044 del 25 maggio 2006, il TAR del Lazio (Sezione III ter) ha annullato la Nota del Ministero.
Dopo quella Sentenza, ai Cittadini non rimangono strumenti normativi per invocare la gratuità incondizionata dei parcheggi regolamentati e a pagamento.
Possono richiedere la gratuità della sosta, sempre se dispongono del “contrassegno invalidi”, solo nelle aree custodite, ma, se i posti riservati sono occupati da altri titolari di contrassegno, il pagamento è dovuto.
La Sentenza del TAR del Lazio, paradossalmente, interessa marginalmente i Comuni che vogliano favorire la sosta delle persone con disabilità nel territorio di competenza, prevedendo la gratuità dei parcheggi – normalmente a pagamento – lungo le carreggiate o nelle aree di sosta incustodite gestite dal proprio personale o dalla polizia municipale.
I problemi si pongono nel momento in cui la gestione di parcheggi – tutti, non solo quelli in struttura e custoditi – è stata affidata in convenzione ad aziende terze che possono pretendere, in forza della sentenza del TAR, un’esatta previsione dei posti da riservare gratuitamente.
In questo caso è la convenzione per la concessione che stabilisce le regole. Di fatto devono essere rispettate le indicazioni dell’articolo 11 del DPR 503/1996 nella parte in cui prevede che almeno un parcheggio ogni 50 (o frazione) sia riservato e gratuito. La convenzione può imporre un numero maggiore, ma non un numero minore, perché costituirebbe una violazione di legge.

 

Carlo Giacobini
Responsabile Centro per la documentazione legislativa
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Direzione Nazionale



LINK ORIGINALE  

http://www.handylex.org/schede/zoneblu.shtml


Parcheggi riservati ad personam

È noto che è possibile per le "persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta" ottenere - previo accertamento medico-legale - il cosiddetto "contrassegno di parcheggio per disabili" che permette - fra l'altro - di parcheggiare negli spazi a questi riservati (art. 381, DPR 495/1992 e successive modificazioni). In tal senso, è meno noto che la possibilità di ottenere il "contrassegno di parcheggio per disabili" è stata estesa anche ai non vedenti (art. 12 comma 3, DPR 503/1996); il contrassegno, lo ricordiamo, è concesso a prescindere dalla titolarità di una patente di guida o dalla proprietà di un automezzo.

L'articolo 381 del Regolamento del codice della strada, nella sua versione originale, prevedeva che in alcuni casi potesse essere concesso ai titolari di contrassegno un parcheggio riservato e affermava che questi "deve, di norma, essere abilitato alla guida e deve disporre di un autoveicolo". Quella condizione, potenzialmente discriminante, è stata rivista dal Decreto del Presidente delle Repubblica 30 luglio 2012, n. 151 che ha appunto modificato le regole fissate precedentemente.

L'attuale articolo 381 afferma che "nei casi in cui ricorrono particolari condizioni di invalidità della persona interessata, il comune può, con propria ordinanza, assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta individuato da apposita segnaletica indicante gli estremi del "contrassegno di parcheggio per disabili" del soggetto autorizzato ad usufruirne . Tale agevolazione, se l'interessato non ha disponibilità di uno spazio di sosta privato accessibile, nonché fruibile, può essere concessa nelle zone ad alta densità di traffico, dietro specifica richiesta da parte del detentore del "contrassegno di parcheggio per disabili"."

Come si potrà notare la concessione del parcheggio riservato non è un diritto "automatico" di ogni titolare di contrassegno ma prevede alcune condizioni:

-  non avere uno spazio di sosta privato accessibile o fruibile (condizione che può essere verificata dal Comune);

-  il parcheggio si trovi in zona ad alta intensità di traffico (anche questo elemento viene valutato dal Comune);

Gli elementi discrezionali concessi al Comune, cui spetta la responsabilità dell'ordinanza sono pertanto sufficientemente ampi da limitare le concessioni in modo difficilmente contestabile.

 

Carlo Giacobini
Responsabile Centro per la documentazione legislativa
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Direzione Nazionale


LINK ORIGINALE: 

http://www.handylex.org/schede/parcadpersonam.shtml


io ... e il siero

Fa uno strano effetto pensare che da oggi sarò una fuorilegge. 

Mi viene QUASI da ridere, considerando chi sono stata fino ad oggi. 

Non ho MAI COMMESSO un REATO, 
nulla di nulla, 

sono stata RISPETTOSA, ligia alle regole. 

Ho PAGATO LE TASSE. 

Ho LAVORATO METTENDO al PRIMO POSTO IL DOVERE, il RISPETTO DEGLI ALTRI, il BENESSERE SOCIALE e MAI i MIEI INTERESSI PERSONALI. (CHI MI CONOSCE LO SA).

Ma da OGGI SARÒ una FUORILEGGE...

Perché voglio DECIDERE COSA INTRODURRE NEL MIO CORPO. 

Perché DUBITO di un PRODOTTO FARMACEUTICO di CUI VENGONO NASCOSTI GLI EFFETTI COLLATERALI. 

Avete notato che non se ne parla? 

Come se NON ESISTESSERO...

EPPURE CI SONO. 

SONO TANTI, 
ma ANCHE SE FOSSE SOLO UNO, HO TUTTO IL DIRITTO DI AVERE PAURA E DI RIFIUTARE L'INOCULAZIONE.

E #BASTA con la storia dell' ATTO D'AMORE, della MOTIVAZIONE SOCIALE, dei POSTI SOTTRATTI AI VIRTUOSI NELLE TERAPIE INTENSIVE! 

FORSE sarebbe il CASO di COMINCIARE A PARLARE, cosa che NON HO MAI FATTO PER DELICATEZZA NEI CONFRONTI DELLE PERSONE a cui VOGLIO BENE e che hanno fatto la scelta di SOTTOPORSI AL TRATTAMENTO, dei POSTI IN TERAPIA INTENSIVA OCCUPATI DA GENTE CON IMPROVVISE MALATTIE CARDIACHE, ISCHEMIA, TROMBI, ANEURISMA, o altre GRAVI PATOLOGIE VERIFICATESI PER PURA SFORTUNA e SENZA ALCUNA CORRELAZIONE, così dicono... 

E se NON FOSSE COSÌ? 

Se SI SCOPRISSE UN GIORNO CHE LA CORRELAZIONE C'ERA? 
******

Beh, in quel caso, cosa facciamo? 
Facciamo pagare le cure a queste persone, dato che con la loro scelta scellerata hanno  sottratto posti letto a chi NON NE AVEVA COLPA?
 
E voi che GONGOLATE ogni VOLTA IN CUI ESIBITE il g.p., QUASI FOSSE UNA MEDAGLIA AL VALORE, AVETE CAPITO CHE LA VOSTRA TESSERA VERDE VARRÀ "ILLIMITATAMENTE" fino a quando sarà disponibile la quarta dose? 

Poveri noi...e povera me , , pertanto FUORILEGGE DA OGGI.

Non ho preso il virus in questi ultimi 2 anni, nonostante tanti (inoculati e NON, forse a dimostrazione che il farmaco NON serva a molto) lo hanno  preso. 

Ho quasi sperato che uno dei miei tamponi periodici, effettuati con REGOLARITÀ per STARE TRANQUILLA CON ME PER NON NUOCERE A CHI AMO anche se sappiamo che molte volte danno falsi negativi o positivi .

Ma, a quel punto, ho capito che stavo precipitando in un burrone tanto profondo, quanto assurdo.
POI CI SONO QUELLI CHE CERCANO LA POSITIVITÀ...

Che regole sono quelle che TI PORTANO A DESIDERARE DI INFETTARSI PER VIVERE in tranquillità? 

???Lo trovate normale???

Comunque, ormai rinsavita, piuttosto che augurarmi una positività, sono più propensa a RIMANERE SANA. 

RISPETTO CHI HA DECISO DI SOTTOPORSI AL TRATTAMENTO ( CHE NON GIUDICO MA CHE RISPETTO PER LA LORO SCELTA), ma IO PRETENDO LO STESSO RISPETTO per la #MIA decisione. 

Conosco il mio corpo e sento fortemente il rischio a cui andrei incontro qualora decidessi di inocularmi. 

Mi dispiace, ma NON SONO PRONTA PER ACCRESCERE LA LISTA DEI MALORI IMPROVVISI. 
Che SPIEGHINO PERCHÉ TANTA GENTE STA MALE,

perché TANTI GIOVANI MUOIONO, 

perché di tutto ciò NON BISOGNA PARLARE. 

Nel frattempo, DECIDO IO E NESSUN ALTRO COSA FARE ENTRARE NEL MIO CORPO.

*********
DIVERSAMENTE, si CHIAMEREBBE #VIOLENZA.


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27/01/2022

lettera aperta

Carissimi

Per il giorno della memoria abbiamo scritto questa lettera aperta, da consegnare di fronte al maggior numero possibile di scuole d'Italia.

Tecnicamente non si tratta di una manifestazione, dunque non richiede alcuna autorizzazione. 

Non si tratta neppure di un volantinaggio,  ma della consegna di una lettera aperta alla cittadinanza.

È firmata perchè sia chiaro a chi attribuire la responsabilità di quanto scritto.

Prego ciascuno di stampare almeno un centinaio di copie, e distribuirle con gentilezza di fronte a una scuola, alle ore 8 circa.

Si tratta di una azione di circa mezz'ora. 

Possibilmente documentate il vostro operato anche con una foto (non di più) e inviateci tutto, scrivendo città e scuola presso cui distribuite lo scritto.

Anzitutto preannunciate la vostra partecipazione.

Quindi postate l'azione compiuta sui vostri social con l'hastag #giornatadellamemoria;

Infine inviate una foto  a scrivi@resistenzaradicale.org entro le ore 11 del 27 Gennaio, così che possiamo raccogliere e comunicare pubblicamente le adesioni. 

Grazie a noi tutti,
Siamo memoria,
Professor Studente Davide Tutino

SEGUE TESTO A STAMPARE

LETTERA APERTA
CONSEGNATA A MANO AI CITTADINI

27 Gennaio 2022

Nel giorno della memoria è necessario ricordare che il governo italiano agisce come i regimi totalitari del '900, distruggendo la Costituzione e lo Stato di Diritto.

Il governo perseguita milioni di cittadini, colpevoli di esercitare il diritto a non essere sottoposti a trattamento farmacologico sperimentale;

Il governo costringe la popolazione a sottoporsi a una sperimentazione farmacologica, estorcendo il consenso tramite la violenza;
Il governo priva del diritto al lavoro e alla sussistenza i dissidenti politici, condannandoli alla morte sociale e alla morte per fame;
il governo costringe bambini e giovani a sottoporsi alla sperimentazione, senza alcuna utilità e con enormi rischi, ricattandoli con l'esclusione dalla vita sociale;
Il governo tiene al confino sulle isole i dissidenti politici, cui è impedito di muoversi se non sottoposti alla sperimentazione;
Il governo e le massime istituzioni minacciano e additano all'odio quella parte dei cittadini che si oppone alla dittatura;
Il governo si sostituisce al potere legislativo con l'abuso della decretazione d'urgenza;

Il governo  impone ai parlamentari il green pass come strumento di tracciamento, e impedisce l'esercizio delle funzioni a quei parlamentari che rifiutano;
Il governo utilizza il green pass contro le stesse norme che lo istituiscono a livello europeo, norme che vietano di discriminare chi rifiuta il farmaco sperimentale.

Nel giorno della Memoria sentiamo la necessità di rendere la memoria presente e viva, e denunciare pubblicamente questi crimini contro il diritto e contro l'umanità.

Per combattere questa deriva totalitaria si è ricostituito il Comitato di Liberazione Nazionale, presieduto dal professor Mattei, e il sindacato Fisi ha proclamato ancora una volta uno sciopero generale in difesa della Costituzione, per il quale vi diamo appuntamento il 15 Febbraio a Roma, piazza San Giovanni, h.14.30.

Lottiamo perchè la memoria sia viva,  costruiamo insieme una disobbedienza nonviolenta di massa.

Resistenza Radicale, Sindacato Fisi,
Comitato di Liberazione Nazionale

www.resistenzaradicale.org
www.fisinazionale.it


26/01/2022

Nuova missiva. Alleluia alleluia

documento importantissimo

DOCUMENTO del COMITATO INTERNAZIONALE PER L'ETICA DELLA BIOMEDICINA CHE RICHIEDE UN UN INTERVENTO UMANITARIO RIGUARDO ALLA GESTIONE AUTORITARIA DEL GOVERNO ITALIANO DELLA CRISI PANDEMICA


UESTO E' IL LINK DEL COMITATO https://www.ecsel.org/cieb/

QUESTO E' IL LINK PDF DEL DOCUMENTO APPENA LETTO https://www.ecsel.org/.../upl.../2022/01/V-Parere-CIEB-2.pdf






DIFFONDETE OVUNQUE QUESTO ATTO DI INCRIMINAZIONE DEL GOVERNO ITALIANO

GRAZIE E FORZA, BASTA ADESSO, BASTA.

https://www.facebook.com/watch/live/?extid=NS-UNK-UNK-UNK-IOS_GK0T-GK1C&ref=watch_permalink&v=459455325657606


 

 




 

25/01/2022

Segnalazioni reazioni avverse


Come segnalare:

E' possibile effettuare una segnalazione di sospetta reazione avversa secondo una delle seguenti modalità:

  • compilando la scheda di segnalazione di sospetta reazione avversa e inviandola al Responsabile di farmacovigilanza della propria struttura di appartenenza via e-mail o fax 

  • o direttamente online sul sito VigiFarmaco seguendo la procedura guidata

Sarà cura del Responsabile di farmacovigilanza procedere alla registrazione e/o validazione delle segnalazioni nella Rete Nazionale di farmacovigilanza dell’AIFA connessa a EudraVigilance, la banca dati europea di raccolta delle ADR gestita dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA).

In alternativa la segnalazione di sospetta reazione avversa può essere comunicata al Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) del medicinale che si sospetta abbia causato la reazione avversa.

Le schede di segnalazione per Operatore Sanitario e Cittadino sono disponibili nella sezione Modulistica.

La sospetta reazione avversa può essere segnalata anche a seguito di assunzione di prodotti a base di piante officinali e integratori alimentari e di dispositivi medici. Di seguito si rimanda ai siti delle Istituzioni competenti e alle relative schede:

  1. Segnalazione di sospette reazioni avverse da prodotti a base di piante officinali e integratori alimentari

  2. per  segnalare on line collegarsi al sito vigierbe

  3. Segnalazione di sospette reazioni avverse da dispositivi medici

FAQ per la gestione delle segnalazioni

Eventuali ulteriori informazioni sulla gestione delle segnalazioni di sospette reazioni avverse sono disponibili nel documento "FAQ per la gestione delle segnalazioni nell’ambito della Rete Nazionale di Farmacovigilanza”, disponibile nella sezione Modulistica.


MODULI:
https://www.aifa.gov.it/moduli-segnalazione-reazioni-avverse





 


 

23/01/2022

Nuove evidenze sul ruolo del virus Epstein-Barr nella sclerosi multipla

Pubblicato sulla rivista Science uno studio condotto da un team della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, guidato dal Prof. Ascherio.  Tutti i dettagli della ricerca

14/01/2022

Ad oggi non si conosce una singola causa che porti all’insorgenza della sclerosi multipla. Si ritiene che la malattia sia causata da una combinazione di fattori, tra cui il background genetico, il sesso, l'ambiente, il fumo, la vitamina D e in generale lo stile di vita di un individuo.

 

Tra i virus studiati come possibile concausa della sclerosi multipla, c’è il virus di Epstein-Barr (EBV), sul quale sono stati già condotti diversi studi approfonditi, anche se stabilire una relazione causale tra il virus e la malattia è difficile perché l'EBV infetta circa il 95% delle persone adulte e al momento non c'è modo di evitare l'infezione.

 

Uno studio appena pubblicato sulla rivista Science è stato condotto da un gruppo di ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, USA, coordinato dal Prof. Alberto Ascherio, professore di epidemiologia e nutrizione presso la Harvard Chan School.

 

In particolare, i ricercatori hanno cercato di capire se il virus possa essere considerato un fattore scatenante per la sclerosi multipla. Non è stato invece studiato se sia coinvolto nell'attività della malattia in corso nelle persone che hanno già la sclerosi multipla.

 

Con questa ricerca viene affermato che avere l’infezione aumenta significativamente il rischio di sviluppare la sclerosi multipla in soggetti suscettibili, in cui siano presenti altri fattori concausali già noti per aumentare tale rischio.

 

Sfruttando campioni di sangue provenienti da oltre 10 milioni di militari americani in servizio tra il 1993 e il 2013, raccolti ogni due anni per testare l’HIV, il team di ricerca ha identificato 801 persone che hanno sviluppato la sclerosi multipla e 1.566 controlli senza SM. In questo gruppo il rischio di sviluppare la sclerosi multipla è risultato aumentato di 32 volte dopo l'infezione da EBV, ma è rimasto invariato dopo l'infezione con altri virus.

 

Infatti, per escludere altri fattori di influenza i ricercatori hanno analizzato anche la risposta immunitaria al citomegalovirus (che viene trasmesso in modo simile all'EBV) e, tramite uno strumento chiamato VirScan, ad altri 200 virus, non rilevando collegamenti con il rischio di sclerosi multipla.

 

È stata inoltre analizzata la catena leggera dei neurofilamenti (NfL), una sostanza rilasciata nel liquido spinale e nel sangue quando gli assoni sono danneggiati, e che recenti studi hanno collegata alle ricadute e alla progressione della sclerosi multipla. Nelle persone con sclerosi multipla risultate EBV negative all'inizio dello studio, non vi era alcuna indicazione di livelli di NfL elevati fino a quando non sono state infettate da EBV. Mentre sono stati rilevati livelli elevati di Nfl dopo la positività a EBV ma prima della diagnosi di SM. I ricercatori suggeriscono che questo ritardo possa essere dovuto in parte al fatto che la sclerosi multipla agli esordi può non avere manifestazioni cliniche e in parte alla relazione in evoluzione tra EBV e il sistema immunitario dell'ospite.

 

«L'ipotesi che l'EBV causi la SM è stata studiata dal nostro gruppo e da altri da diversi anni, ma questo è il primo studio che fornisce prove convincenti di causalità», ha affermato il Prof. Alberto Ascherio.

 

«Conoscere le cause è la condizione necessaria per prevenire o guarire qualsiasi malattia. Per quanto riguarda la sclerosi multipla, negli ultimi quindici anni ci sono stati enormi progressi sulla definizione delle cause legate ai geni mentre la ricerca sulle cause non genetiche è progredita più lentamente. Dal punto di vista delle cure ciò è stato particolarmente penalizzante perché i fattori non genetici sono proprio quelli sui quali si può fare prevenzione o identificare terapie risolutive: pensate al fumo di sigaretta nei tumori o a un microbo che è responsabile di una infezione urinaria che può essere guarita dando un antibiotico mirato. Il virus di Epstein Barr è fra i principali fattori non genetici associati alla sclerosi multipla. È bene però ricordare che riscontrare una associazione fra due eventi non significa che uno è causa dell’altro. Come per gli altri fattori di questo tipo, nessuno studio aveva ancora dimostrato che dietro a questa associazione ci fosse un reale rapporto di causalità. Un modo per capirlo è studiare la associazione nel tempo: se c’è un rapporto di causalità, la causa deve precedere l’effetto. Lo studio del Prof. Ascherio è un passo decisivo perché mostra che l’infezione virale precede lo sviluppo della malattia. La ricerca scientifica prosegue su questo e altri potenziali fattori causali, perché il nostro obiettivo è la prevenzione e la cura della sclerosi multipla», conferma il professor Marco Salvetti dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Andrea - Sapienza Università di Roma, membro del Comitato Scientifico FISM, nonché uno dei principali esperti nell’ambito di studio sulle cause della sclerosi multipla.

 

«Questi risultati arrivano nel solco di moltissime ricerche già condotte sulla relazione tra Virus Epstein Barr e sclerosi multipla, ricerche che anche AISM con la sua Fondazione ha contribuito e continua a sostenere da oltre quindici anni a questa parte – dice il Prof. Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM – Gli studi di eccellenza e le nuove conoscenze sono sempre importanti nel percorso della ricerca scientifica, che nei prossimi anni dovrà dare altre risposte sulla relazione tra questo virus e la sclerosi multipla, per capire se possono essere applicabili azioni di prevenzione su un virus così diffuso nella popolazione generale. In particolare questo studio - che certamente dà un contribuito alle conoscenze in questo campo come i precedenti sullo stesso tema - condurrà a ulteriori approfondimenti per poter escludere che la presenza del virus rappresenti un’associazione con la SM anziché una causa o concausa, per capire come una causa scatenante - ancorché prevalente - si colleghi alle altre concause. Sarà importante per spiegare perché tutto il 95% della popolazione adulta infetta non sviluppi la sclerosi multipla e comprendere l’azione a lungo termine del virus sul sistema immunitario e sul sistema nervoso. Infine per valutare se e come un vaccino possa essere utile all’intera popolazione o a intervenire modificando lo svilupparsi della sclerosi multipla, di tumori o altre patologie autoimmuni».

 

Referenza

Titolo: Longitudinal analysis reveals high prevalence of Epstein-Barr virus associated with multiple sclerosis

Autori: Kjetil Bjornevik, Marianna Cortese, Brian C. Healy, Jens Kuhle, Michael J. Mina, Yumei Leng, Stephen J. Elledge, David W. Niebuhr, Ann I. Scher, Kassandra L. Munger, Alberto Ascherio

Rivista: Science, January 13, 2022,

DOI: doi: 10.1126/science.abj8222 

 

 

Cosa è il virus di Epstein-Barr (EBV)

Il virus di Epstein-Barr (EBV), della famiglia degli herpes virus, si trasmette principalmente attraverso il contatto con la saliva infetta. È molto comune: oltre il 50% dei bambini e il 95% delle persone adulte ha contratto l’infezione, sempre per lo più in modo asintomatico. Nell'adolescenza e nell'età adulta può causare la mononucleosi infettiva, a volte con conseguenze a livello del sistema nervoso. Come avviene per virus similari, dopo l’infezione iniziale, l’EBV virus rimane nell’organismo per tutta la vita. In rari casi contribuisce allo sviluppo di alcuni tipi di cancro






 

LAVORO E SCLEROSI MULTIPLA


 

Come si fa, oggi, a trovare lavoro e a mantenerlo? Domanda decisiva, ancora di più per una persona con sclerosi multipla: secondo il Barometro 2021 della Sclerosi Multipla 1 persona con sclerosi multipla su 2 dichiara di non avere potuto fare il lavoro che avrebbe voluto, o per cui era qualificata. 1 persona con sclerosi multipla su 3 dichiara di aver dovuto lasciare il lavoro a causa della SM. E 1 lavoratore con SM su 3 indica un impatto negativo della pandemia sull’inclusione lavorativa.

 

Se le domande sono pressanti, le risposte si costruiscono insieme, anzitutto con i decisori politici e istituzionali: «per questo ieri AISM ha incontrato in audizione il Ministero per le Disabilità, dando seguito alla propria partecipazione attiva alla precedente consultazione pubblica Verso una piena inclusione delle persone con disabilità», evidenzia il Direttore Affari Generali e Advocacy di AISM, Paolo Bandiera.

 

«Insieme con il Presidente Nazionale AISM Francesco Vacca – continua Bandiera - abbiamo richiamato le grandi sfide che ci vedono in prima linea rispetto alle profonde trasformazioni del mondo del lavoro, che interessano l’intero sistema produttivo e in modo molto robusto le persone con disabilità, i pazienti gravi, i lavoratori fragili».


CONTINUA L' informazione TRATTA DA:

https://www.aism.it/aism_ha_incontrato_il_ministero_le_disabilita_al_centro_il_lavoro




 

SI MUOVONO 140 NAVI DA GUERRA . RUSSIA -NATO RISCHI DI CONFLITTO MOLTO ALTI












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DAL MONDO



Crisi Ucraina, “Usa pensano all’evacuazione delle famiglie dei diplomatici”. Russia chiede il ritiro truppe Nato da Bulgaria e Romania


 21 GENNAIO 2022

Nell'incontro di oggi a Ginevra tra il segretario di Stato Antony Blinken e il suo omologo russo, gli Usa e gli altri alleati occidentali hanno chiesto a Mosca di ritirare le truppe schierate sul confine, mentre la Russia chiede alcune garanzie di sicurezza e di fermare l’espansione ad est dell'Alleanza, opponendosi a un’ulteriore assistenza militare americana all’Ucraina


La prossima settimana si capirà se la crisi militare al confine tra Russia e Ucraina sarà destinata a rientrare o se si concretizzerà ancora di più il rischio di una nuova invasione, dopo quella del 2014, delle truppe di Mosca. A partire da lunedì è infatti attesa una comunicazione scritta da Washington nella quale si darà risposta alle richieste avanzate dalla Federazione russa per arrivare a una de-escalation. Richieste arrivate in via ufficiale anche nel corso dell’ultimo incontro di oggi a Ginevra tra il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e il suo omologo Sergei Lavrov: “Vorrei ripetere ancora una volta alla fine dell’incontro che abbiamo concordato che la settimana prossima gli Stati Uniti presenteranno risposte scritte a tutte le nostre proposte”, ha infatti dichiarato il ministro degli esteri russo. Da parte di Vladimir Putin, ha poi precisato, siamo “d’accordo sul fatto che un dialogo ragionevole sia necessario” affinché si “calmi la tensione” attorno all’Ucraina e che quelli di Ginevra “non sono la fine del nostro dialogo”. Vladimir Putin è “sempre pronto” a contatti con Joe Biden.






CONTINUA : 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/21/crisi-ucraina-gli-usa-pensano-allevacuazione-delle-famiglie-dei-diplomatici-la-russia-chiede-il-ritiro-truppe-nato-da-bulgaria-e-romania/6463269/










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La Nuova Norimberga – In nome del Popolo Italiano

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22/01/2022

era il lontano 2015 ...eeee...



è una pubblicazione scientifica del del 2015 di un virus creato in laboratorio

link originale:


https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26552008/










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“Emergenza clima? Ridurre nascite”/ Scienziati choc “riduzione popolazione mondiale”

Quando chi si preoccupa del bene e del futuro del mondo propone, come soluzione, la riduzione delle nascite, vuol dire che si è arrivati al suicidio organizzato e pianificato della razza umana. Invece di essere una soluzione è un omicidio. E’ l’allarme lanciato da ben 11.258 scienziati di tutto il mondo in una “lettera di avvertimento” per l’emergenza climatica, che propone come risposta “la riduzione graduale della popolazione mondiale”. Non è un film di fantascienza, ma è la scienza, tanto lodata perché dovrebbe risolvere ogni problema. La lettera è stata pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista BioScience, firmata da oltre 11mila scienziati di 153 paesi al mondo. Nella dichiarazione, i firmatari hanno elencato sia la crescita economica che un aumento della popolazione globale come “tra i più importanti fattori di aumento delle emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di combustibili fossili”. Il rapporto chiede “trasformazioni audaci e drastiche riguardo alle politiche economiche e demografiche”. Hitler si sarebbe congratulato con loro, d’altro canto aveva messo in atto un piano analogo. Il documento non tiene minimamente conto dei milioni di poveri, soprattutto bambini, che muoiono ogni anno di stenti e di fame tanto che viene da pensare che l’incapacità di risolvere questo problema faccia parte di un piano preciso per ridurre la popolazione, e non si tiene neanche conto che nei paesi più ricchi la natalità è arrivata in molti casi, ad esempio in Italia, a livello zero. Cioè non si mettono più al mondo i figli. Sotto accusa allora come sempre quei fastidiosi popoli del terzo mondo che nonostante la 

 

povertà “si ostinano” a fare figli. La popolazione globale sta aumentando di 80 milioni di persone all’anno, afferma la dichiarazione, ed è un fattore chiave del cambiamento climatico. 

https://www.ilsussidiario.net/news/emergenza-clima-ridurre-nascite-scienziati-choc-riduzione-popolazione-mondiale/1946364/?fbclid=IwAR25xb7Iy4a62DTEA4QFcjNHfBu5dibWCjQHPBLKznKWS4drjt7evLbAY_s