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01/01/2013

Acufene: cause, sintomi, forme e trattamenti

L’acufene, chiamato anche tinnitus (dal latino), è un disturbo della percezione uditiva che consiste nella percezione di rumori, suoni fastidiosi, talvolta sottili fischi o ronzii.

Si tratta di rumori percepiti in assenza di una corrispondente fonte sonora esterna. Una caratteristica comune è che tali rumori vengono percepiti soltanto dalla persona interessata, mentre le persone che le sono intorno non sentono alcun suono.

L’acufene può manifestarsi a qualsiasi età e senza distinzione di sesso.

Le cause dell’acufene

Le cause che scatenano l’acufene non sono ancora del tutto chiare. Probabilmente l’acufene è causato dalla combinazione di molteplici fattori che possono presentarsi contemporaneamente e favorire lo sviluppo del disturbo.

È possibile, tuttavia, che l’acufene sia associato a un malfunzionamento dell’apparato uditivo. A causa di problemi, traumi o lesioni che interessano le strutture uditive o il nervo acustico, i segnali sonori possono essere elaborati in modo anomalo dal sistema uditivo e dal cervello, determinando, in alcuni casi, la percezione dell’acufene.

Fra le possibili cause associate alla comparsa dell’acufene troviamo:

  • Rumori troppo forti: l’esposizione prolungata o intensa a rumori molto forti può danneggiare le cellule ciliate dell’orecchio interno, coinvolte nella trasmissione degli stimoli sonori al nervo acustico. Il danno può provocare una riduzione dell’udito e, in alcuni casi, la comparsa di acufene. A seconda dell’entità del danno, l’acufene può essere temporaneo oppure persistente.
  • Infezioni dell’orecchio: quando l’orecchio è interessato da un’infezione, anche l’udito può risentirne. È possibile, infatti, riscontrare un acufene durante un’infezione o in presenza di condizioni come sinusite o otite. In alcuni casi, il disturbo può ridursi o scomparire una volta risolta l’infezione.
  • Accumulo di cerume: se il condotto uditivo è ostruito da un’eccessiva quantità di cerume, l’udito può essere temporaneamente compromesso e può comparire anche l’acufene.
  • Uso di alcuni farmaci: alcuni medicinali possono avere effetti ototossici e, tra i possibili effetti indesiderati, possono provocare o peggiorare l’acufene. Il rischio dipende dal farmaco, dalla dose e dalla durata del trattamento.
  • Patologie dell’articolazione temporomandibolare, della colonna vertebrale, dell’apparato circolatorio o neurologiche: alcune di queste condizioni possono essere associate alla comparsa o al peggioramento dell’acufene.

Sintomi dell’acufene

L’acufene si manifesta come un’alterazione della percezione dei suoni. L’orecchio interessato, oppure entrambe le orecchie, può percepire:

  • ronzii;
  • tintinnii;
  • stridori;
  • fischi;
  • fruscii;
  • soffi;
  • sibili;
  • pulsazioni.

L’acufene può essere costante o intermittente e può essere percepito come un rumore molto debole oppure, al contrario, molto intenso.

Quando l’acufene è pulsante, il suono può essere percepito in sincronia con il battito cardiaco.

Il rumore percepito dalla persona interessata non è generalmente udibile dalle persone che si trovano nelle vicinanze.

Forme di acufene

In base alle caratteristiche e all'origine del suono, si distinguono principalmente:

  • Acufene soggettivo: è la forma più comune. Il suono viene percepito soltanto dalla persona interessata e non è udibile dall'esterno.
  • Acufene oggettivo: è una forma molto più rara, nella quale il rumore può essere associato a fenomeni fisici generati all’interno dell’organismo, per esempio da fenomeni vascolari o da contrazioni muscolari. In alcuni casi questi suoni possono essere rilevati anche attraverso specifici strumenti diagnostici.

Le cure

La gestione dell’acufene dipende dalla causa, dalle caratteristiche del disturbo e dalle condizioni della singola persona.

È quindi importante effettuare una corretta valutazione diagnostica, soprattutto quando l’acufene è persistente, compare improvvisamente, interessa un solo orecchio oppure presenta caratteristiche pulsanti.

L’acufene può essere associato a molteplici fattori che possono interagire tra loro. Una volta individuata, quando possibile, la causa o le cause associate al disturbo, il medico può valutare il trattamento più appropriato.

Poiché le cause e le caratteristiche dell’acufene possono essere diverse da persona a persona, non esiste un'unica terapia valida per tutti.

È pertanto opportuno rivolgersi a uno o più specialisti per individuare il percorso diagnostico e terapeutico più adeguato al singolo caso.

Tra gli approcci utilizzati nella gestione dell’acufene troviamo:

  • Terapia del suono e TRT (Tinnitus Retraining Therapy): la TRT si basa sull’idea di favorire l’abitudine alla percezione dell’acufene e sulla riduzione dell’attenzione che viene rivolta al suono. Può essere associata a tecniche di arricchimento sonoro. L'obiettivo non è necessariamente eliminare fisicamente il suono, ma ridurne progressivamente la percezione e il disturbo che provoca.

    Per comprendere il principio dell’abituazione si può pensare a quando ci si trasferisce in una nuova casa, magari vicino a una strada molto trafficata o a una ferrovia. Inizialmente i rumori possono risultare fastidiosi; con il tempo, però, il cervello può imparare a considerarli meno rilevanti e a prestare loro meno attenzione.

    L’arricchimento sonoro consiste nell’utilizzare suoni ambientali o altri stimoli sonori gradevoli, scelti in base alle esigenze della persona, con l’obiettivo di favorire l’abituazione e ridurre la percezione dell’acufene.

  • Tecniche di mascheramento sonoro: prevedono l’utilizzo di dispositivi o sorgenti sonore che producono suoni in grado di rendere l’acufene meno percepibile. Possono essere utilizzate da sole oppure nell’ambito di un percorso terapeutico più ampio.
  • Biofeedback: comprende tecniche finalizzate ad aiutare la persona a riconoscere e modificare alcune risposte fisiologiche, favorendo una maggiore capacità di gestione dello stress e delle reazioni associate all’acufene.
  • Terapie farmacologiche: non esiste un farmaco specifico in grado di eliminare universalmente l’acufene. In alcuni casi possono essere utilizzati medicinali per trattare condizioni associate o sintomi concomitanti, sempre sotto controllo medico. L’efficacia dei farmaci dipende dalla causa dell’acufene e dalla situazione individuale.
  • Stimolazione elettrica e altre tecniche fisiche: sono state studiate diverse tecniche, tra cui la stimolazione elettrica e alcune forme di laserterapia. Le evidenze scientifiche sulla loro efficacia nell’acufene sono variabili e non consentono di considerarle una soluzione valida per tutti.
  • Supporto psicologico e tecniche di gestione dello stress: l’acufene può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, sul sonno, sull’ansia e sul benessere psicologico. Per questo motivo, quando necessario, un percorso psicologico può essere associato alle altre strategie terapeutiche. Tecniche di rilassamento, gestione dell’ansia e strategie cognitive e comportamentali possono aiutare alcune persone a ridurre il disagio associato all’acufene.

Importante

L’acufene può avere cause e caratteristiche molto diverse. Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono la valutazione di un medico o di uno specialista.

In presenza di un acufene improvviso, persistente, monolaterale, associato a perdita dell’udito, vertigini o percepito in sincronia con il battito cardiaco, è particolarmente importante rivolgersi a un medico per una valutazione appropriata.

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