Miorilassanti-antispastici: gli spasmi muscolaricostituiscono un problema piuttosto fastidioso nei malati di sclerosi multipla; di conseguenza, la somministrazione di alcuni farmaci può ridurre la condizione.
Baclofen (es. Baclofene MYL, Lioresal): iniziare ad assumere il farmaco per via orale alla dose di 5 mg, tre volte al giorno per 3 gg. Proseguire con 10 mg, 3 volte al giorno per altri 3 gg; aumentare la posologia di 5 mg per altre due settimane. La dose di mantenimento prevede di assumere 40-80 mg di farmaco al giorno. Il principio attivo può essere assunto anche per via intratecale.
Tizanidina (es. Sirdalud, Navizan): per ridurre lo spasmo muscolare nel contesto della sclerosi multipla, si raccomanda di assumere il farmaco alla posologia iniziale di 4 mg, una volta al giorno. Eventualmente, ripetere la somministrazione ogni 6-8 ore, fino ad un massimo di tre dosi nelle 24 ore. È possibile incrementare la dose di 1-2 mg ogni 4-7 gg, fino ad ottenimento della risposta terapeutica desiderata. Non superare i 36 mg al giorno e i 12 mg per ogni singola dose.
Attenzione: i contenuti di questo blog sono forniti esclusivamente a scopo informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario. Per qualsiasi dubbio o problema di salute, rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista. ✅ Questo blog è gratuito e accessibile a TUTTI, senza abbonamenti né ricavi per l’amministratrice. © Stefania Melis
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16/11/2013
il farmaco -Metotrexato
Metotrexato (es. Reumaflex, Metotrexato HSP, Securact):
il farmaco è un antagonista della sintesi dell'acido folico, in grado di influenzare pesantemente la risposta immunitaria dell'organismo.
La posologia va attentamente stabilita dal medico sulla base della gravità della malattia.
il farmaco è un antagonista della sintesi dell'acido folico, in grado di influenzare pesantemente la risposta immunitaria dell'organismo.
La posologia va attentamente stabilita dal medico sulla base della gravità della malattia.
il farmaco -Azatioprina
Azatioprina (es. Azatioprina, Immunoprin, Azafor):
il farmaco è un antireumatico- immunosoppressore, utilizzato in terapia per trattare i sintomi da sclerosi multipla, artrite reumatoide, e lupus sistemico eritematoso.
La dose indicativa per trattare la sclerosi multipla è 1,5 mg/kg, da assumere ogni giorno per 1 mese; dopodiché, è possibile proseguire con la terapia aumentando la dose di 50 mg (ad intervalli di 6 mesi), assumendo sempre il farmaco ogni giorno.
Il medicinale viene spesso associato all'interferone beta-1a, da assumere alla dose di 8 milioni UI per via sottocutanea, ogni altro giorno. La dose di mantenimento prevede di assumere 2 mg/kg di principio attivo
il farmaco è un antireumatico- immunosoppressore, utilizzato in terapia per trattare i sintomi da sclerosi multipla, artrite reumatoide, e lupus sistemico eritematoso.
La dose indicativa per trattare la sclerosi multipla è 1,5 mg/kg, da assumere ogni giorno per 1 mese; dopodiché, è possibile proseguire con la terapia aumentando la dose di 50 mg (ad intervalli di 6 mesi), assumendo sempre il farmaco ogni giorno.
Il medicinale viene spesso associato all'interferone beta-1a, da assumere alla dose di 8 milioni UI per via sottocutanea, ogni altro giorno. La dose di mantenimento prevede di assumere 2 mg/kg di principio attivo
il farmaco - Interferone Beta-1a-1a
Interferone Beta-1a-1a (es. Rebif, Extavia, Avonex, Betaferon): questo farmaco è largamente utilizzato in terapia contro la sclerosi multipla, dal momento che la sua somministrazione rallenta la velocità di degenerazione sintomatologica della malattia.
La dose di farmaco prevista è di 44 mcg, da assumere 3 volte a settimana, tramite iniezione sottocutanea.
Per gli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 16 anni, la dose prevista è dimezzata.
Consultare il medico.
il farmaco - Glatiramer
Glatiramer (es. Copaxone): indicato per ridurre la frequenza delle ricadute nei malati di sclerosi multipla recidivante remittente. Si raccomanda di somministrare il farmaco per iniezione sottopelle, alla posologia indicativa di 20 mg al giorno.
La somministrazione del farmaco può generare vampate di calore e difficoltà respiratorie subito dopo l'iniezione.
Consultare il medico.
il farmaco - Natalizumab
Natalizumab (es. Tysabri):
il farmaco interferisce con il trasporto delle cellule del sistema immunitario potenzialmente dannose,
impedendo che queste giungano a livello del cervello e del midollo spinale.
Questo farmaco aumenta enormemente il rischio di leucoencefalopatia multifocale progressiva (infezione cerebrale ad esito infausto), pertanto è sconsigliato il suo utilizzo nel lungo termine.
Il farmaco va somministrato per iniezione goccia a goccia, in un periodo di tempo pari a 4 ore. È possibile ripetere la somministrazione ogni 4 settimane.
Consultare il medico.
il farmaco interferisce con il trasporto delle cellule del sistema immunitario potenzialmente dannose,
impedendo che queste giungano a livello del cervello e del midollo spinale.
Questo farmaco aumenta enormemente il rischio di leucoencefalopatia multifocale progressiva (infezione cerebrale ad esito infausto), pertanto è sconsigliato il suo utilizzo nel lungo termine.
Il farmaco va somministrato per iniezione goccia a goccia, in un periodo di tempo pari a 4 ore. È possibile ripetere la somministrazione ogni 4 settimane.
Consultare il medico.
Farmaco - ciclofosfamide
Ciclofosfamide (es. Endoxan Baxter, flacone o compresse): il farmaco è un agente alchilante, immunosoppressore, largamente utilizzato in terapia per la cura di alcuni tumori; indicativamente, il principio attivo va assunto per via endovenosa alla dose di 200 mg/kg, per un periodo di tempo stabilito dal medico. Il trattamento con la ciclofosfamide ad alte dosi può, in alcuni casi, stabilizzare la malattia, migliorando di riflesso la qualità di vita del paziente.
Consutare il vs medico
Extavia - interferone beta-1b
Che cos'è Extavia?
Extavia è una polvere e solvente per soluzione iniettabile. Contiene 250 microgrammi (8 milioni di unità internazionali, MUI) per millilitro di principio attivo interferone beta-1b.
Il medicinale è analogo a Betaferon, già autorizzato nell'Unione europea (UE). L'azienda produttrice di Betaferon ha ritenuto che i dati scientifici ad esso relativi potessero essere usati anche per Extavia.
Per che cosa si usa Extavia?
Extavia si usa nel trattamento dei pazienti adulti affetti da sclerosi multipla (SM). La sclerosi multipla è una malattia di tipo infiammatorio che colpisce il sistema nervoso centrale e si manifesta con la distruzione della guaina protettiva che ricopre le cellule nervose. Tale processo viene definito"demielinizzazione".
Extavia è indicato per il trattamento di:
• pazienti che abbiano manifestato segni di sclerosi multipla ('evento demielinizzante) per la prima volta e nei quali tali segni siano abbastanza gravi da giustificare il trattamento con corticosteroidi (medicinali antinfiammatori). Il medicinale viene prescritto quando il paziente è considerato ad alto rischio di ammalarsi di sclerosi multipla. Prima di prescriverlo, il medico deve escludere altre cause dei sintomi.
• pazienti con sclerosi multipla del tipo noto come "recidivante-remittente", caratterizzata da attacchi (recidive) alternati a periodi privi di sintomi (remissioni), in pazienti con almeno due recidive nell'arco degli ultimi due anni;
• pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva (il tipo di SM che insorge dopo la sclerosi multipla recidivante-remittente), con malattia in fase attiva.
Il medicinale può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica.
Come si usa Extavia?
La terapia con Extavia deve essere avviata da un medico con esperienza nel trattamento della sclerosi multipla. Si consiglia di cominciare con 62,5 microgrammi (un quarto della dose) a giorni alterni e di aumentare lentamente la quantità nell'arco di 19 giorni fino a raggiungere la dose raccomandata di 250 microgrammi (8 MIU) somministrati ogni giorno. Extavia viene somministrato per iniezione sottocutanea (sotto la pelle). Il paziente può iniettarsi da solo il medicinale, dopo aver ricevuto opportune istruzioni. Il trattamento con Extavia deve essere interrotto se il paziente non risponde alla terapia.
Come agisce Extavia?
Il principio attivo di Extavia, interferone beta-1b, appartiene al gruppo degli "interferoni". Gli interferoni sono sostanze naturali prodotte dall'organismo per aiutarlo a far fronte ad attacchi come le infezioni di natura virale. Il meccanismo di azione di Extavia nella cura della sclerosi multipla non è ancora noto, tuttavia sembra che l'interferone beta sia in grado di regolare il sistema immunitario (le difese naturali dell'organismo) e di prevenire quindi le recidive della malattia. L'interferone beta-1b viene prodotto con un metodo noto come "tecnica del DNA ricombinante": viene cioè ottenuto da un batterio in cui è stato inserito un gene (DNA) che lo rende in grado di produrre l'interferone. L'interferone beta-1b analogo agisce allo stesso modo dell'interferone beta naturale.
Quali studi sono stati svolti su Extavia?
Extavia è stato studiato nell'arco di 2 anni su 338 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente in grado di camminare senza assistenza, paragonandone l'efficacia a quella di un placebo (trattamento fittizio) Il principale parametro dell'efficacia in questo studio era la riduzione del numero di recidive.
Extavia è stato analizzato, inoltre, in 1 657 pazienti nell'arco di due studi condotti su soggetti con sclerosi multipla secondaria progressiva in grado di camminare; in questi studi il medicinale è stato confrontato con un placebo. Il principale indicatore dell'efficacia era il ritardo della progressione della disabilità.
Lo studio di Extavia in pazienti con un singolo evento demielinizzante ha coinvolto 487 pazienti, che sono stati trattati con Extavia o placebo per due anni. Lo studio misurava l'intervallo di tempo precedente la comparsa della forma clinicamente definita di sclerosi multipla.
Quali benefici ha mostrato Extavia nel corso degli studi?
Nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente, Extavia è risultato più efficace del placebo nel ridurre il numero di ricadute: i pazienti trattati con il medicinale hanno fatto registrare in media 0,84 recidive all'anno, quelli trattati con placebo 1,27.
In uno dei due studi realizzati nei pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva si è osservato un ritardo significativo nella progressione della disabilità (riduzione del rischio del 31% grazie a Extavia) e un prolungamento del tempo precedente all'epoca in cui il paziente è costretto all'uso della sedia a rotelle (39%). Nel secondo studio non si è osservato alcun ritardo nella progressione della disabilità. In entrambi gli studi, Extavia ha fatto rilevare una riduzione (30%) nel numero di ricadute cliniche.
Nello studio condotto su pazienti con un singolo evento demielinizzante, Extavia ha dimostrato di ridurre il rischio di sclerosi multipla clinicamente definita: il 28% dei pazienti trattati con Extavia ha sviluppato sclerosi multipla, rispetto al 45% dei pazienti trattati con placebo.
Qual è il rischio associato a Extavia?
Gli effetti indesiderati più comuni rilevati con Extavia (verificatosi in più di un paziente su 10) sono stati: sintomi influenzali, febbre, brividi e reazioni nel sito di puntura (dolore e infiammazione). Per l'elenco completo degli effetti indesiderati rilevati con Extavia, si rimanda al foglio illustrativo. Extavia non deve essere usato nei pazienti con una storia di ipersensibilità (allergia) all'interferone beta naturale o ricombinante, all'albumina umana o a una qualsiasi delle altre sostanze che compongono il farmaco. Il trattamento con Extavia non deve essere avviato in gravidanza. Le pazienti che iniziano la gravidanza nel corso della terapia devono consultare il proprio medico. Inoltre, Extavia non deve essere assunto da pazienti affetti da grave depressione e/o con pensieri suicidi. Extavia non è indicato nei pazienti affetti da epatopatia scompensata (in cui il fegato non è in grado di funzionare normalmente).
Perché è stato approvato Extavia?
ILl comitato per i medicinali per uso umano (CHMP), ha ritenuto che i benefici di Extavia per il trattamento dei pazienti colpiti da un singolo evento demielinizzante, se tale evento è di gravità tale da rendere necessario il trattamento con corticosteroidi per via endovenosa, di pazienti affetti da pazienti affetti da sclerosi multipla di tipo recidivante-remittente e dei pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva con malattia in fase attiva. Il CHMP ha pertanto raccomandato il rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio per Extavia.
Altre informazioni su Extavia:
Il 20 maggio 2008 la Commissione europea ha rilasciato alla Novartis Europharm Limited un'autorizzazione all'immissione in commercio per Extavia, valida in tutta l'Unione europea.
La versione completa dell'EPAR per Extavia è reperibile qui.
Ultimo aggiornamento di questa sintesi: 4-2008
Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/farmaci/extavia.html
farmaco - Laquinimod
Il 12 febbraio 2009 le aziende produttrici del laquinimod (Teva Pharmaceutical Industries e Active Biotech) hanno annunciato che la Food and Drug Administration (FDA), organo americano deputato all'approvazione e autorizzazione dei farmaci negli Stati Uniti, ha concesso al farmaco la procedura detta di fast track. In altre parole il farmaco è stato inserito in un elenco di altri farmaci che potranno usufruire di un percorso preferenziale per accelerarne le fasi di approvazione e arrivare infine alla commercializzazione.
Dai risultati degli studi precedenti condotti sul laquinimod si ritiene che tale trattamento possa interferire con i meccanismi che provocano l'aggressione alla mielina; in particolare in un precedente studio di fase II, pubblicato nel 2008 (Lancet 2008; 371: 2085-92), che aveva coinvolto 306 persone con SM recidivante-remittente, l'attività di malattia si era ridotta del 40,4% nel gruppo in trattamento con laquinimod rispetto al gruppo in trattamento con placebo.
RAGAZZI ATTENZIONE A CERTI MEDICINALI..LEGGERE BENE E ATTENTAMENTE PRIMA DI INIZIARE QUALSIASI TERAPIA
Dai risultati degli studi precedenti condotti sul laquinimod si ritiene che tale trattamento possa interferire con i meccanismi che provocano l'aggressione alla mielina; in particolare in un precedente studio di fase II, pubblicato nel 2008 (Lancet 2008; 371: 2085-92), che aveva coinvolto 306 persone con SM recidivante-remittente, l'attività di malattia si era ridotta del 40,4% nel gruppo in trattamento con laquinimod rispetto al gruppo in trattamento con placebo.
RAGAZZI ATTENZIONE A CERTI MEDICINALI..LEGGERE BENE E ATTENTAMENTE PRIMA DI INIZIARE QUALSIASI TERAPIA
Trattamenti con
meccanismi di azione non completamente
chiariti
Laquinimod
DEFINIZIONE/MECCANISMO
D'AZIONE
Deriva dalla linomide
(Roquinimex), viene considerato un immunomodulante
con meccanismi di
azione non completamente chiariti.
AZIENDA PRODUTTRICE
Teva pharmaceuticals
MODALITA' DI
SOMMINISTRAZIONE
Via orale
INDICAZIONI
TERAPEUTICHE (GIA' APPROVATE)
Nessuna
TRIAL CLINICI
EFFETTUATI:
Nel 2000 il preparato
Roquinimex è stato sperimentato nelle SM a ricadute e remissioni e nelle forme
secondariamente progressive, ma dopo 1 mese lo studio è stato interrotto per
l'insorgenza di complicanze non previste tra cui per esempio pericarditi,
pleuriti, infarto cardiaco.
Nel 2004 uno studio dimostra che il laquinimod è efficace nella
Encefalite
allergica sperimentale (modello animale della SM) attraverso un'attività di
modulazione sui linfociti T. Comunque l'esatto
meccanismo di azione del laquinimod non è completamente chiarito.
Nel 2005 sono stati
pubblicati i risultati di uno studio multicentrico condotto in 256 persone, che
sono state suddivise in due gruppi di
trattamento con laquinimod (0.3 mg 0.6 mg) e un gruppo con placebo. E’ stata
evidenziata una differenza del 44% tra il gruppo placebo ed il gruppo in
trattamento con laquinimod nel numero di lesioni attive.
Nel 2008 vengono
pubblicati i risultati di uno studio di fase II e IIb, quest’ultimo della
durata di 36 settimane, condotto in 306 persone, suddivise in tre gruppi, due
di trattamento con laquinimod (0.6 mg e 0.3 mg una volta al giorno) e uno con placebo.
Solo il dosaggio più elevato ha mostrato una diminuzione del 40% nel numero
cumulativo di lesioni captanti gadolinio alla risonanza.
Nel settembre 2010
vengono pubblicati sulla rivista Multiple Sclerosis i risultati dell’estensione
dello studio di 36 settimane.
Questo studio di fase
II aveva come obiettivo verificare la sicurezza e la tollerabilità del
trattamento. In particolare 239 persone
hanno completato la fase di estensione della sperimentazione, di cui 222 hanno
avuto una valutazione della malattia alla risonanza magnetica al termine dello
studio. In particolare le lesioni captanti il gadolinio erano
significativamente ridotte nelle persone che erano passate da placebo a
farmaco. La proporzione di persone con SM prive di lesioni captanti mezzo di contrasto
in coloro che erano passati da placebo a farmaco era aumentata dal 31% al 47%
al termine dello studio di estensione. L’effetto collaterale più importante è
stato un aumento reversibile degli enzimi epatici.
Agosto 2011: sono stati resi noti in questi giorni i risultati preliminari
dello studio clinico BRAVO, studio di fase III condotto sul laquinimod. Dall’analisi preliminare dei
dati dello studio il laquinimod,
rispetto al placebo, non ha ridotto la percentuale annuale di ricadute, tuttavia sono state
osservate differenze interessanti quando i dati sono stati corretti per le
differenze osservate alla RM ad inizio studio. Tenendo conto di ciò i ricercatori
hanno concluso che comunque il laquinimod sarebbe in grado di influenzare la
frequenza della ricadute. Non sono state invece comunicate informazioni
riguardanti gli effetti collaterali e la sicurezza del trattamento in
sperimentazione. I dati completi dei due studi BRAVO e ALLEGRO dovrebbero
permettere di definire la sicurezza del trattamento e l’efficacia di questo trattamento
orale. Ulteriori analisi sono in corso e i risultati definitivi, a detta delle
azienda produttrici Teva Pharmaceutical e Active
Biotech, dovrebbero permetterle di inoltrare presso le autorità competenti
americane ed europee la richiesta di approvazione per la commercializzazione
del farmaco.
11/11/2013
Quali cibi scegliere in inverno?
Gli esperti spiegano che sarebbe opportuno preferire soprattutto gli alimenti energetici, per rinvigorirci contro il freddo e la stanchezza. Per cibi energetici non si intendono necessariamente quelli che contengono una grande quantità di calorie. Di certo non va trascurato il consumo di legumi e cereali. In particolare le lenticchie possiedono carboidrati, proteine,ferro e vitamine del gruppo B.
I grassi invece sono in minima parte.
Fra i cereali per l’alimentazione invernale si devono tenere presenti nello specifico il grano saraceno, che abbonda di vitamine e di minerali e l’avena, che, oltre alle proteine e ai minerali, è ricca di vitamina B.
Per sentirci bene in inverno non dobbiamo dimenticare la frutta e la verdura.
In effetti è corretto ammettere che frutta e verdura sono veri salva-vita. In inverno gli agrumi, ma anche kiwi, mele, mele cotogne, pere e frutta secca hanno moltissime proprietà benefiche. Per quanto riguarda le verdure, possiamo prendere in considerazione due ortaggi tipicamente invernali:
i carciofi
e
i cavolfiori.
I primi svolgono un’azione antiossidante e diuretica, che aiuta a depurare l’organismo.
I cavolfiori possiedono proprietà antibatteriche e antinfiammatorie.
Anche il pesce è importante in inverno, soprattutto per ciò che riguarda le varietà che contengono molti acidi grassi omega 3. Il pesce andrebbe consumato per due o tre volte nell’arco di una settimana.
Visto le piogge e il tempo cupo invernale dobbiamo integrare la vitamina D
VITAMINA D LA TROVIAMO nel:
olio di fegato di merluzzo,
salmone,
aringa,
tuorlo d’uovo e il burro.
I vegetali ne contengono poca concentrata in particolare in ortaggi verdi a foglia scura.
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