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05/03/2026
I sintomi più frequenti sono.........
I sintomi della sclerosi multipla sono estremamente variabili da persona a persona, e nella stessa persona possono cambiare nel tempo sia in durata sia in intensità.
I sintomi più frequenti sono
i disturbi della vista,
la fatica,
difficoltà di equilibrio e deambulazione,
deficit di forza,
formicolii,
problemi di sensibilità,
disturbi vescicali,
alterazione dell’umore,
scosse (lhermitte)
alterazione dell’umore,
difficoltà di concentrazione.
Dopo una fase di ricaduta, alcuni sintomi della sclerosi multipla possono scomparire completamente permettendo di recuperare tutte le funzioni.
In altri casi è, invece, possibile che rimanga qualche disturbo e che il sintomo diventi permanente.
Sintomi della sclerosi multipla
I sintomi della sclerosi multipla si manifestano solitamente quando il sistema immunitario attacca la mielina, il rivestimento protettivo che circonda le fibre nervose del sistema nervoso centrale.
Si può paragonare la mielina alla copertura isolante dei fili elettrici:
se rotta o danneggiata, la trasmissione del segnale risulta difettosa o assente.
Per questo gli impulsi nervosi che viaggiano da e verso il cervello e il midollo spinale possono risultare alterati, generando i differenti sintomi della sclerosi multipla.
La mielina può rigenerarsi, riuscendo inizialmente a riparare la lesione.
Con il tempo i processi riparativi diventano meno efficaci e la lesione può diventare permanente.
NOI e la sm
La sclerosi multipla riguarda circa 2,8 milioni di persone nel mondo. Chiunque può sviluppare la sclerosi multipla, anche se le donne risultano maggiormente colpite, con un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini.
La diagnosi di sclerosi multipla avviene prevalentemente tra i 20 e i 40 anni, ma può presentarsi anche nei bambini e negli anziani.
Pur non essendo una malattia ereditaria, fattori genetici o ambientali possono rendere alcune persone più predisposte di altre, ma sulle possibili cause che provocano l’insorgere della sclerosi multipla si sta ancora indagando.
19/02/2026
Ecco i punti chiave dell'EDSS (Scala EDSS – Valutazione della disabilità nella Sclerosi Multipla)
- Significato dei punteggi:
- 0 - 3.5: Disabilità lieve/assente, cammino autonomo.
- 4 - 5.5: Disabilità moderata, autonomi ma con limitazioni nella camminata (da 500 a 100 metri).
- 6 - 6.5: Necessità di ausili (bastone/grucce) per camminare (da 100 a 20 metri).
- 7 - 7.5: Sedia a rotelle.
- 8 - 9.5: Allettamento o sedia a rotelle permanente con forte dipendenza.
- Implicazioni medico-legali (Italia):
- EDSS 3.5+: Potenzialmente idoneo all'assegno di invalidità mensile.
- EDSS 6+: Corrisponde solitamente al 100% di invalidità civile e può dar diritto all'indennità di accompagnamento.
- Uso clinico: È fondamentale per valutare la progressione della malattia, specialmente nelle forme recidivanti-remittenti o progressive.
L’evoluzione nel tempo della malattia varia da persona a persona,
ma è possibile individuare fondamentalmente quattro forme di decorso
clinico: a ricadute e remissioni, secondariamente progressiva,
primariamente progressiva e progressiva con ricadute e a queste si
aggiunge una quinta forma, detta “SM benigna”.
La SM benigna
presenta alcune peculiarità rispetto a tutte le altre forme: non
peggiora con il passare del tempo e, in genere, esordisce con uno o
due episodi acuti, che presentano un recupero completo, senza
lasciare disabilità.
Questa forma di SM può anche essere
individuata quando è presente una minima disabilità per 15 anni
dalla data di esordio.
La forma clinica, invece, più frequente è
rappresentata dalla sclerosi multipla a decorso
recidivante-remittente (SM-RR): circa l’85% delle persone con SM ha
inizialmente questa forma di SM, nella quale si presentano episodi
acuti di malattia (detti “poussè” o “ricadute”, che
insorgono nell’arco di ore o giorni e sono destinati a regredire
del tutto o in parte in un tempo variabile) alternati a periodi di
benessere (definiti “remissioni”).
La SM secondariamente
progressiva (SM-SP), che si sviluppa come evoluzione della forma
recidivanteremittente, è caratterizzata da una disabilità
persistente che progredisce gradualmente nel tempo.
Circa il 30-50%
delle persone con SM, che inizialmente hanno una forma
recidivante-remittente, sviluppano entro 10 anni circa una forma
secondariamente progressiva.
La SM primariamente progressiva (SM-PP),
invece, è caratterizzata dall’assenza di vere e proprie ricadute;
le persone (meno del 10%) presentano, fin dall’inizio della
malattia, sintomi che iniziano in modo graduale e tendono a
progredire lentamente nel tempo.
La SM produce sintomi multiformi che
si possono associare tra loro.
Questa interazione, specifica di
questa patologia, porta a quadri clinici a volte complessi.
Ogni
sintomo può presentarsi con diversa gravità.
La varietà dei
disturbi dipende dal fatto che le lesioni demielinizzanti (placche)
tipiche della malattia possono colpire aree diverse del sistema
nervoso centrale e, quindi, possono essere colpite funzioni diverse.
Per questo risulta particolarmente complesso valutare la SM e
uniformare le diverse manifestazioni della malattia.
Naturalmente, la scala EDSS non viene utilizzata da sola, ma in combinazione con:
esami neurologici
analisi strumentali (risonanza magnetica – potenziali evocati)
analisi biologiche (sangue e liquido cerebrospinale).
L’esame
obiettivo, poi, si basa anche sull’ascolto attento della persona. O
meglio, sarebbe auspicabile che fosse così. Ma questo, ahimé, non
sempre avviene.
08/02/2026
Cosa significa il triangolo nero sui farmaci
Come previsto dalla nuova legislazione di farmacovigilanza, l’Unione Europea ha introdotto il concetto di “monitoraggio addizionale” per alcuni medicinali che, come dice il termine stesso, saranno sottoposti, da parte delle Autorità regolatorie, a una sorveglianza post marketing ancora più attenta rispetto ad altri in modo da identificare in tempi più rapidi eventuali nuovi rischi, nell’ottica di migliorare le attività di rilevazione dei segnali di sospette reazioni avverse e soprattutto per stimolare la partecipazione di pazienti e operatori sanitari nella segnalazione di queste ultime alle autorità competenti.
I medicinali sottoposti a monitoraggio addizionale saranno facilmente identificabili perché i loro Fogli Illustrativi e i Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto saranno contrassegnati da un triangolo equilatero nero rovesciato e da un testo esplicativo che invita a segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa.
L’introduzione del simbolo nero non causerà difficoltà sul mercato e nella catena di approvvigionamento poiché le confezioni già in commercio non dovranno essere ritirate ma saranno sostituite gradualmente.
Il simbolo consentirà a pazienti e operatori sanitari di identificare facilmente i medicinali che sono sottoposti a monitoraggio addizionale, mentre il testo di accompagnamento li inviterà a segnalare le reazioni avverse mediante gli appositi sistemi nazionali: la decisione è stata disposta a seguito di un atto giuridico adottato nel marzo scorso dalla Commissione europea nel quadro della nuova legislazione di farmacovigilanza.
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che dedica una sezione ai medicinali sottoposti a monitoraggio addizionale, ha già pubblicato ad aprile una prima lista di 105 prodotti.
Tale lista include medicinali contenenti nuove sostanze attive autorizzate in Europa dopo il 1° gennaio 2011;
medicinali biologici (quali i vaccini e i derivati del plasma) e biosimilari per i quali i dati di esperienza post commercializzazione sono limitati;
prodotti la cui autorizzazione è subordinata a particolari condizioni (è il caso in cui l'azienda è tenuta a fornire ulteriori dati) o autorizzati in circostanze eccezionali (quando sussiste una specifica motivazione per cui l'azienda non può fornire un set esaustivo di dati);
medicinali soggetti a studi sulla sicurezza dopo la concessione dell'AIC (risultati sull'uso a lungo termine o su reazioni avverse rare riscontrate nel corso della sperimentazione clinica). Oltre ai 105 già elencati, ulteriori medicinali possono essere sottoposti a monitoraggio addizionale, su decisione del Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell'Agenzia Europea dei Medicinali EMA.
continua qui la tua lettura:
https://www.aifa.gov.it/-/triangolo-equilatero-rovesciato-che-cos-e-e-a-cosa-serve
Fase 4 - sperimentazione
È la fase 4 della sperimentazione clinica che include gli studi condotti dopo l’approvazione del farmaco nell’ambito delle indicazioni approvate e in piena osservanza di quanto contenuto nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP); è detta della “sorveglianza post marketing” perché viene attuata dopo l’immissione in commercio.
In questa fase, che può durare qualche anno, si acquisiscono ulteriori e nuove informazioni e vengono valutate le reazioni avverse più rare, quelle che negli studi clinici non potevano emergere, ma che con l’uso di massa del nuovo farmaco possono diventare rilevabili.
continua qui la tua lettura:
https://www.aifa.gov.it/sperimentazione-clinica-dei-farmaci
Fase 3 - sperimentazione
Lo studio di fase 3 serve a determinare quanto è efficace il farmaco, se ha qualche beneficio in più rispetto a farmaci simili già in commercio e qual è il rapporto tra rischio e beneficio.
In questo caso i pazienti “arruolati” sono centinaia o migliaia.
L’efficacia del farmaco sui sintomi, sulla qualità della vita o sulla sopravvivenza è confrontata con un placebo, con altri farmaci già in uso o con nessun trattamento.
La tipologia di studio di riferimento in questa fase è lo studio clinico controllato randomizzato.
Si tratta di un tipo di studio in cui ai pazienti viene assegnato casualmente (random) il nuovo principio attivo o un farmaco di controllo (in genere il trattamento standard usato per la patologia oggetto della ricerca) ed è molto affidabile nel definire l’efficacia di un medicinale.
Infatti, l’attribuzione casuale del nuovo farmaco o del farmaco di controllo garantisce che i due gruppi siano simili per tutte le caratteristiche salvo che per il medicinale assunto.
Dunque, alla fine della sperimentazione, sarà possibile attribuire ogni differenza nella salute dei partecipanti esclusivamente al trattamento e non a errori o al caso.
Durante questa fase vengono controllate con molta attenzione l'insorgenza, la frequenza e gravità degli effetti indesiderati.
La durata della somministrazione del farmaco è variabile a seconda degli obiettivi che la sperimentazione si pone, ma in genere dura mesi.
Il periodo di monitoraggio degli effetti del farmaco è invece spesso più lungo, arrivando in qualche caso a 3-5 anni.
continua qui la tua lettura:
https://www.aifa.gov.it/sperimentazione-clinica-dei-farmaci
Fase II - sperimentazione
Nello studio di fase 2 inizia a essere indagata l’attività terapeutica del potenziale farmaco, cioè la sua capacità di produrre sull’organismo umano gli effetti curativi desiderati.
Questa fase serve inoltre a comprendere quale sarà la dose migliore da sperimentare nelle fasi successive, e determinare l’effetto del farmaco in relazione ad alcuni parametri (come, ad esempio, la pressione sanguigna) considerati indicatori della salute del paziente.
Negli studi di fase 2 la sostanza è somministrata a soggetti volontari affetti dalla patologia per cui il farmaco è stato pensato.
I soggetti “arruolati” per lo studio vengono generalmente divisi in più gruppi, a ciascuno dei quali è somministrata una dose differente del farmaco e, quando eticamente possibile, un placebo (una sostanza priva di efficacia terapeutica).
Per evitare che la somministrazione del placebo influenzi le aspettative dei partecipanti, le valutazioni dei parametri di attività e sicurezza sono condotte senza che paziente (studio in cieco singolo), o medico e paziente (studio in doppio cieco), conoscano il tipo di trattamento ricevuto o somministrato.
Questa fase dura circa un paio d'anni ed è utile a dimostrare la non tossicità e l’attività del nuovo principio attivo sperimentale.
continua qui la tua lettura:
https://www.aifa.gov.it/sperimentazione-clinica-dei-farmaci
Fase I - sperimentazione
Con lo studio di fase 1 ha inizio la sperimentazione del principio attivo sull’uomo che ha lo scopo di fornire una prima valutazione della sicurezza e tollerabilità del medicinale.
Questi studi sono condotti in pochi centri selezionati su un numero limitato di volontari sani per i quali è documentata l’assenza la non predisposizione a malattie.
L'obiettivo principale è la valutazione dei potenziali effetti collaterali che possono essere attesi, in base aii risultati delle precedenti sperimentazioni sugli animali e la valutazione della modalità di azione e distribuzione del farmaco nell’organismo.
I volontari vengono divisi in più gruppi, ciascuno dei quali riceve una diversa dose di farmaco, per valutare gli eventuali effetti indesiderati della sostanza in relazione alla quantità somministrata.
Se l’oggetto della sperimentazione sono gravi patologie, questi studi possono essere condotti direttamente su pazienti che ne sono affetti e per i quali il farmaco è stato pensato.
Se il farmaco dimostra di avere un livello di tossicità accettabile rispetto al beneficio previsto (il cosiddetto profilo beneficio/rischio), può passare alle successive fasi della sperimentazione
continua qui la tua lettura: https://www.aifa.gov.it/sperimentazione-clinica-dei-farmaci
cosa c'e' da sapere - sperimentazione clinica e le Fasi
Le
fasi
I, II e III della sperimentazione clinica sono passaggi fondamentali
e sequenziali per testare nuovi farmaci sull'uomo,
garantendone sicurezza ed efficacia prima
dell'approvazione.

l'AIFA per l’autorizzazione degli studi ed emendamenti di ogni fase,
l’Istituto Superiore di Sanità per il parere consultivo sugli studi ed emendamenti di Fase I,
i Comitati Etici per i pareri di merito nelle strutture sanitarie in cui si svolge lo studio clinico,
le Direzioni Generali delle strutture sanitarie per la definizione dei contratti,
il network Eudravigilance per la segnalazione di reazioni avverse serie e inattese in corso di sperimentazione,
i promotori e i ricercatori direttamente coinvolti nello svolgimento delle singole sperimentazioni cliniche
continua qui la tua lettura:
https://www.aifa.gov.it/sperimentazione-clinica-dei-farmaci





