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27/05/2026

Approfondimenti sul corso ECM Manipolazione della fascia Primo e Secondo livello

Quali sono i punti di forza della tecnica Stecco?

Risponde Mirco Branchini, docente del corso di 1° livello.

“Ciò che mi affascina molto di questa tecnica è che nell'applicarla possiamo apprezzare come il tessuto si modifica sotto le nostre mani durante il trattamento e come questa modificazione sia il preludio di un miglioramento nel RoM (Range of Motion) e possa essere utile in termini di:

  • mobilità
  • riduzione del sintomo doloroso
  • miglior reclutamento delle componenti sistemiche

Un altro grande vantaggio per chi applica la manipolazione fasciale è quello di poter lavorare anche  su casi estremamente acuti, potendo gestire il dolore trattando segmenti distanti dalla zona dolorosa, e questo modulando la tensione degli elementi fasciali coinvolti lungo la continuità delle sequenze, delle diagonali o delle spirali, che sono tutte continuità anatomo-fasciali che descriveremo durante il corso. 

Queste abilità permetteranno quindi di prendere in considerazione tutti i vari complessi che nel tempo hanno provocato il dolore e di gestire la persona in un senso globale, anche in fase acuta.”

 

Quali sono gli argomenti del corso?

Il corso, orientato ai disturbi muscoloscheletrici, si articola in dodici giornate suddivise in quattro fine settimana. I primi due fine settimana vengono denominati Primo livello e vengono esposte le basi anatomiche, biomeccaniche e fisiologiche del tessuto connettivo fasciale, sarete istruiti su che cos'è un'unità miofasciale di base e saranno affinate quelle abilità e competenze manuali necessarie per riconoscere le alterazioni della fascia e per intervenire sui punti cosiddetti centri di coordinazione.

Nel Secondo livello si approfondirà un approccio multidirezionale spendibile in tutte le tipologie di paziente con disturbi legati al movimento, con sintomi del comparto muscoloscheletrico: si approfondirà tutta la neurofisiologia del trattamento del tessuto fasciale.



link originale

https://www.sancamillotorino.net/approfondimenti-sul-corso-ecm-manipolazione-della-fascia-1-e-2-livello
























Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.  

04/05/2026

prima ancora che succeda qualcosa

L’ansia anticipatoria è quando inizi a stare in ansia prima ancora che succeda qualcosa, perché il tuo cervello si aspetta che accadrà qualcosa di spiacevole.


 esempio:

  • sei stato male in macchina alcune volte
  • il cervello “impara” → macchina = sto male
  • la prossima volta che sali… il corpo si attiva già prima
  • e questo può far comparire o peggiorare:
    • mal di testa
    • giramenti
    • nausea

Non è “solo mentale”: è una reazione fisica reale.

Come funziona (in modo semplice)

È come un allarme un po’ troppo sensibile:

  • il cervello vuole proteggerti
  • anticipa il problema
  • attiva il corpo (tensione, respiro, equilibrio più instabile)

    Esempio concreto

    Immagina:

    • una volta ti gira la testa in auto
    • la volta dopo pensi: “e se succede di nuovo?”
    • già questo pensiero può farti sentire strano
    • e alla fine… succede davvero

    È un circolo:

    esperienza → paura → sintomi → conferma della paura

     


Importante

Non significa che “è tutto nella tua testa”
👉 i sintomi sono veri
👉 ma l’anticipazione può amplificarli


Piccoli segnali che indicano ansia anticipatoria

  • inizi a pensarci prima di salire in macchina
  • controlli molto il corpo (“mi gira la testa?”)
  • peggiora appena parti, poi magari si stabilizza
  • in altre situazioni stai bene

    Cosa aiuta (senza cose complicate)

    • distrarti mentre sei in macchina (musica, parlare)
    • non “monitorare” continuamente i sintomi
    • respirare lentamente (senza forzare)
    • fare esperienze brevi e positive (viaggi corti)





















Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.  

Sintomi della sclerosi multipla: cosa sapere davvero (senza creare confusione)


Quando si parla di Sclerosi multipla, uno degli errori più comuni è associare automaticamente alcuni sintomi a questa malattia.
È fondamentale chiarire subito un concetto:

molti sintomi della sclerosi multipla NON sono specifici e possono comparire anche in persone perfettamente sane o in presenza di condizioni molto diverse.

⚠️ Non tutto è sclerosi multipla

Capita spesso di leggere online frasi come:

“Hai formicolio? Potrebbe essere SM”

Questo tipo di messaggio è fuorviante e può generare ansia inutile.

Sintomi come:

  • stanchezza persistente

  • formicolii agli arti

  • vertigini o instabilità

  • difficoltà di concentrazione

  • debolezza muscolare

👉 non indicano automaticamente la presenza di sclerosi multipla

Questi segnali possono essere legati a molte altre cause, anche comuni.


🔍 Sintomi comuni… ma non specifici

Vediamo alcuni esempi concreti.

1. Stanchezza

È uno dei sintomi più citati nella Sclerosi multipla, ma è anche tra i più diffusi in assoluto.

Può dipendere da:

  • stress

  • mancanza di sonno

  • anemia

  • carenze vitaminiche

2. Formicolio e intorpidimento

Sensazioni di “spilli e aghi” possono spaventare, ma spesso sono causate da:

  • postura scorretta

  • compressione di un nervo

  • ansia


3. Problemi di equilibrio o vertigini

Non sempre indicano un problema neurologico serio.

Possono derivare da:

  • disturbi dell’orecchio interno

  • pressione bassa

  • stress

4. Difficoltà cognitive

Problemi di memoria o concentrazione possono essere legati a:

  • affaticamento mentale

  • ansia

  • sovraccarico di informazioni

🧠 Quando si sospetta davvero la sclerosi multipla?

La Sclerosi multipla non si diagnostica con un singolo sintomo.

I medici valutano:

  • combinazione di sintomi

  • durata nel tempo

  • eventuali episodi ricorrenti

  • esami specifici come la risonanza magnetica

👉 Solo un neurologo può fare una diagnosi corretta.

❗ Il rischio dell’autodiagnosi online

Cercare sintomi su internet può portare a conclusioni errate.

I rischi principali sono:

  • ansia eccessiva

  • interpretazioni sbagliate

  • ritardi nel rivolgersi a un medico




✅ Come comportarsi in modo corretto

Se noti sintomi persistenti:

  1. Non saltare a conclusioni

  2. Evita diagnosi fai-da-te

  3. Rivolgiti al tuo medico

Un professionista saprà valutare il quadro completo.

💡 Informarsi sì, ma con criterio

Fare informazione è importante, ma deve essere:

  • chiara

  • corretta

  • responsabile

Ricorda sempre:

👉 un sintomo da solo non è una diagnosi


📌 Conclusione

La Sclerosi multipla è una patologia complessa che richiede attenzione medica specialistica.

Molti dei sintomi associati possono comparire anche in condizioni comuni e non gravi.
Per questo è essenziale evitare allarmismi e affidarsi sempre a fonti affidabili e a professionisti della salute.


⚠️ Disclaimer

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. In caso di dubbi o sintomi persistenti, consulta sempre un professionista sanitario.








Carta Europea della Disabilità

Dal 22 febbraio 2022 è possibile fare richiesta, tramite il portale Inps, della Carta Europea della Disabilità (CED), il documento che permette alle persone con invalidità riconosciute di accedere a servizi e agevolazioni loro riservate, in Italia e in tutti i paesi dell’unione europea



La Carta Europea della Disabilità può essere utilizzata per certificare la propria condizione di disabilità presso gli uffici pubblici, sostituendo a tutti gli effetti i certificati cartacei e i verbali.

La CED, che
consente di attestare il proprio stato di invalidità solo esibendola congiuntamente al proprio documento di identità, avrà carattere dinamico: grazie alla presenza del QR Code stampato sul retro, permette al cittadino di attestare sempre il suo stato di invalidità aggiornato consentendogli automaticamente l’accesso a determinati servizi e convenzioni in Italia e in Europa.

La Carta Europea della Disabilità dà inoltre accesso gratuitamente o a tariffe agevolate nei principali luoghi di cultura. 


Chi può richiederla

Hanno diritto di richiedere la Disability Card persone con disabilità, gli invalidi civili maggiorenni con invalidità certificata superiore al 67%, gli invalidi civili minorenni, i ciechi e i sordi civili e altre casistiche specificate sul Portale Inps.

Come fare domanda

Per la presentazione delle domande, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, di concerto con il Ministro per le Disabilità, ha realizzato un servizio quanto più accessibile, semplice e trasparente creando un portale apposito in cui richiedere il servizio.
https://disabilita.governo.it/it/notizie/disability-card-da-oggi-possibile-richiederla-online-su-sito-inps/




























Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato.  

sclerosi multipla e dolore

Il dolore è un disturbo molto comune nelle persone con sclerosi multipla (SM).

Si è calcolato che diverse forme di dolore acute o croniche, correlate alla malattia, colpiscono una percentuale variabile dal 50% al 75% di persone con SM.

Si osserva una correlazione tra la sede delle lesioni e il tipo di dolore mentre il tipo di decorso di malattia (recidivante remittente piuttosto che progressivo) e la sua durata sembrano ininfluenti.

Nella maggior parte dei casi il dolore è causato dalla localizzazione di lesioni demielinizzanti in corrispondenza di aree specifiche del sistema nervoso centrale (vie della sensibilità, vie dolorifiche, vie motorie nell’encefalo o nel midollo spinale) e/o all’emergenza di rami periferici (gangli sensitivi, radici/nervi sensitivi) che determinano modificazioni della sensibilità cutanea, del tono e del trofismo muscolare.

Normalmente le caratteristiche qualitative di questo tipo di dolore sono quelle del dolore neuropatico, legato appunto a una disfunzione del sistema nervoso centrale o periferico: dolore di tipo bruciante o urente, associato a sensazione di calore o freddo, può avere decorso a fitte ricorrenti tipo “stilettate” o essere sordo e continuo, può essere percepito come “scossa elettrica” o come un “fuoco che arde lentamente”.

Ovviamente l’area anatomica e l’estensione del sintomo dipenderanno dalla sede della lesione;
per esempio l’interessamento di una parte del midollo dorsale potrà determinare un disturbo della sensibilità “a fascia” lungo il torace ed eventualmente alterazione del tono muscolare da quel livello in giù.

Per le modificazioni della percezione tattile-dolorifica secondarie a tali lesioni si possono presentare diversi tipi di sintomi, di qualità e intensità variabili.

L’*
allodinia si ha quando uno stimolo non doloroso (ad esempio il tocco delicato) induce un’anomala sensazione dolorosa;
si può avere anche la perdita totale della sensibilità (anestesia) in un’area specifica a livello della quale si avverte tuttavia dolore (anestesia dolorosa).

Nel caso della *
causalgia si percepisce – analogamente all’allodinia – un dolore di solito urente tipo “bruciore” in risposta ad uno stimolo non doloroso ed è normalmente determinata da un’irritazione del nervo periferico; tuttavia, anche in caso di lesioni spinali o all’emergenza delle radici nervose (come può avvenire nella sclerosi multipla) può comparire questo tipo di dolore che si caratterizza inoltre da alterazioni trofiche ungueali o cutanee concomitanti.

******
Sono origine di disagio anche disturbi della sensibilità come le disestesie (sensazione tattile spiacevole, spontanea), la  ***iperestesia (esagerata percezione tattile fastidiosa), il ****segno di Lhermitte (percezione di “scossa elettrica” che si irradia alla flessione del collo lungo la schiena e/o gli arti), le parestesie (alterazione tattili non dolorosa ma disturbanti per l’interferenza con le attività) o il dolore pseudoradicolare (dolore che richiama l’origine radicolare ma correlato a placche demielinizzanti in prossimità della emergenza della radice sensitiva).
Un caso particolare piuttosto frequente è la nevralgia: si tratta di un dolore che si presenta a fitte ricorrenti a volte di elevata intensità che origina tipicamente nel territorio di distribuzione sensitiva di un nervo cranico, frequentemente il nervo trigemino, in risposta ad uno stimolo (parlare, masticare, deglutire).
Le persone che soffrono di nevralgia presentano attacchi ricorrenti spesso nella stessa giornata e per più giorni consecutivi che possono essere altamente debilitanti anche per la difficoltà nello svolgere attività routinarie come parlare, mangiare o bere. 

Sebbene questa forma di dolore possa essere idiopatica (senza causa apparente), nella SM può essere legata ad una placca di solito all’angolo ponto-cerebellare che costituisce una “spina irritativa” all’emergenza del nervo trigemino. 

Un’altra sede tipica di nevralgia è quella glossofaringea, in questo caso il dolore sempre di tipo nevralgico si localizza più in profondità in corrispondenza della gola e si può irradiare al meato acustico o all’orecchio.
Quando il dolore è dovuto a lesioni cerebrali localizzate direttamente nelle strutture preposte al controllo della sensibilità (anche dolorifica) afferente al cervello, a prescindere dalla caratteristica qualitativa del dolore stesso, si parla di dolore centrale; in questo caso spesso il dolore interessa un intero emisoma o più parti di esso e assume le caratteristiche del dolore neuropatico.
Un’ulteriore causa di dolore nella sclerosi multipla è la spasticità.
Si tratta di un aumentato tono muscolare che colpisce variabilmente entrambe gli arti inferiori e/o quelli superiori o singolarmente uno dei 4 arti o ancora gli arti di un emilato con diverso grado e simmetria che si traduce in una significativa rigidità dell’arto/degli arti con conseguente limitazione motoria associata a pesantezza e a volte dolore di varia intensità.

La spasticità può causare dolore di per sé e/o per le conseguenti modificazioni strutturali a carico delle articolazioni e dei muscoli coinvolti (come infiammazione, calcificazione, aumento della adesività capsulare, scarsa vascolarizzazione, alterazioni trofiche) ed alla postura forzate che può determinare.

Nella sclerosi multipla possono verificarsi anche manifestazioni dolorose legate alla attività sessuale (dispareunia) per alterazioni infiammatorie a livello spinale che modificano la percezione dalle mucose sessuali in particolare al momento dell’orgasmo, trasformandolo in una esperienza dolorosa o spiacevole o dolori pelvici cronici (pubalgia) sempre per interessamento spinale a localizzazione sacrale.

Va anche ricordato che nella SM possono aumentare i dolori nocicettivi ovvero legati a problematiche non neurologiche, come quelli osteo-articolari (ad esempio da artrosi, da disturbi della colonna come protrusioni discali) a seguito di posture, dell’ipertono e delle variazioni delle capacità motorie degli arti che dipendono dalle specifiche caratteristiche di disabilità del singolo. 
In senso generale, inoltre, per ovvie ragioni legate al tipo di malattia che accompagna cronicamente la persona con sclerosi multipla la sintomatologia dolorosa tende ad assumere carattere di cronicità e ad avere un significativo impatto sul tono dell’umore, agevolando stati depressivi, e riducendo la qualità di vita, il sonno, la partecipazione lavorativa e sociale.
 
L’inquadramento clinico del tipo di dolore può essere complesso e richiedere accertamenti supplementari ma rimane un obiettivo fondamentale da parte del neurologo curante, fisiatra o eventualmente dello specialista del dolore in quanto i trattamenti possono variare notevolmente a seconda della tipologia di dolore accertato.

Infatti possono essere messe in campo terapie farmacologiche specifiche per il dolore neuropatico (ad esempio gabapentinoidi, antiepilettici, oppiacei, cannabinoidi, integratori, pompe da infusione, antidepressivi), per la spasticità (tossina botulinica, miorilassanti, pompa al baclofene, benzodiazepine), per quello nocicettivo (antiinfiammatori, farmaci steroidei, infiltrazioni, oppiacei) o scelti approcci non farmacologici (neuromodulazione, onde d’urto, fisioterapia, elettrostimolazione, massoterapia, supporto psicologico) o adottare trattamenti combinati per ottimizzare i risultati.



link origìnale: https://www.acesm.org/il-dolore-nella-sclerosi-multipla/





*L'allodinia è una condizione in cui stimoli innocui (sfioramento, vestiti, lieve variazione termica) causano dolore, spesso descritto come bruciore o fitta. È un sintomo chiave del dolore neuropatico, causato da un malfunzionamento del sistema nervoso centrale o periferico. Non è una malattia, ma il segno di una patologia sottostante.


**La causalgia è una sindrome dolorosa rara e cronica, caratterizzata da un dolore urente (bruciante) intenso e persistente, conseguente a una lesione traumatica parziale di un nervo periferico, specialmente il mediano o lo sciatico.
Spesso considerata una forma di Sindrome Dolorosa Regionale Complessa (CRPS tipo 2), provoca ipersensibilità estrema e disturbi neurovegetativi 

***
L'iiperestesi è un disturbo neurologico caratterizzato da un aumento patologico della sensibilità agli stimoli sensoriali (tatto, termici, dolorifici). Chi ne soffre percepisce stimoli innocui come fastidiosi o intensamente dolorosi. Può essere localizzata o diffusa, causata da lesioni nervose, infezioni o traumi

****
Il segno di Lhermitte è una sensazione improvvisa e breve di scossa elettrica, formicolio o vibrazione che si propaga dalla nuca lungo la colonna vertebrale, spesso fino agli arti, attivata dalla flessione del collo.

È un sintomo parossistico, comune nella sclerosi multipla ma anche in mielopatie cervicali, indicando una sofferenza del midollo spinale 




Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni non sostituiscono il parere medico. È sempre necessario confrontarsi con il proprio specialista per un piano personalizzato. pub-0399915301528270

02/05/2026

Bugiardini - Corvelva associazione




https://www.corvelva.it/approfondimenti/bugiardini.html





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vescica neurogena - non solo per la patologia di sm

La vescica neurogena
è una disfunzione vescicale causata da danni neurologici (ictus, lesioni spinali, sclerosi multipla, Parkinson, diabete) che compromettono il controllo nervoso della minzione.

I sintomi includono incontinenza, urgenza, o ritenzione urinaria.

Il trattamento, personalizzato, mira allo svuotamento vescicale mediante cateterismo, farmaci o chirurgia

Vescica Spastica (Iperattiva): Il muscolo detrusore si contrae involontariamente, causando incontinenza da urgenza e minzione frequente.

Vescica Flaccida (Ipotonica): Il muscolo non si contrae, provocando ritenzione urinaria e incontinenza da sovrariempimento.


Cause Principali

  • Lesioni midollari e traumi spinali.

  • Malattie neurodegenerative (Sclerosi multipla, Parkinson).

  • Incidenti cerebrovascolari (Ictus).




  • Sintomi Comuni

  • Perdite di urina (incontinenza).

  • Difficoltà o incapacità a svuotare la vescica (ritenzione).

  • Bisogno urgente e frequente di urinare (nicturia).

  • Gocciolamento post-minzionale.





Trattamento e Gestione
Il trattamento mira a proteggere la funzione renale e migliorare la qualità della vita, solitamente gestito da un'equipe multidisciplinare: 

  • Cateterismo Intermittente (Autocateterismo): Considerato il gold standard per svuotare periodicamente la vescica.

  • Terapia Farmacologica: Anticolinergici per ridurre l'iperattività vescicale.

  • Tossina Botulinica: Iniezioni nel muscolo detrusore per ridurre la spasticità.

  • Neuromodulazione/Stimolazione Sacrale: Per regolarizzare i segnali nervosi.

  • Chirurgia: Interventi per aumentare la capacità vescicale o creare vie alternative.

  • Stile di Vita: Gestione dell'assunzione di liquidi e rieducazione vescicale


È fondamentale rivolgersi a un urologo o a un centro specializzato in unità spinali per una diagnosi precisa mediante esami urodinamici.




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28/04/2026

La disfagia nella sclerosi multipla

La disfagia, definita come difficoltà nella deglutizione, è una problematica piuttosto comune nell’ambito delle patologie neurologiche croniche.

La deglutizione è, dal punto di vista fisiologico, caratterizzata da una fase volontaria, sostanzialmente coincidente con la fase orale, e da una successiva fase riflessa (faringo-esofagea).

Coinvolgendo una serie di strutture neuromuscolari adiacenti, l’atto della deglutizione necessita della perfetta esecuzione, in maniera sequenziale, di tutte le contrazioni muscolari necessarie per garantire il transito del cibo in maniera corretta.

Il sintomo disfagia può presentarsi con diverse modalità, in relazione alla compromissione di uno o più meccanismi fisiologici coinvolti nella deglutizione.

Come tanti altri aspetti della disabilità, la disfagia determina un significativo impatto sulla qualità di vita del paziente, spesso già compromessa da deficit neurologico globale.

Dal punto di vista psicologico, è abbastanza prevedibile un discreto impatto negativo, anche connesso ai fattori culturali, che attribuiscono al momento del pasto un significato di condivisione familiare e di ristoro personale, ovviamente inficiato dalla presenza di difficoltà nell’alimentazione.

La disfagia è presente, con significativa prevalenza, in differenti patologie neurologiche croniche, con particolare riferimento a quelle che, per la loro frequenza, rappresentano un rilevante aspetto della Sanità pubblica:

malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica e Sclerosi Multipla.

In tutti gli ambiti, ed in maniera differente in relazione alla patologia di base, possono essere compromessi i meccanismi fisici della deglutizione, con particolare riferimento alla perdita della coordinazione neuromuscolare necessaria perché l’atto venga portato a termine in maniera corretta. Possono inoltre influire gli aspetti cognitivi e comportamentali, particolarmente importanti nel quadro clinico di alcune delle patologie sopra menzionate. 


CONTINUA NEL LINK ORIGINALE:
https://www.smilejournal.it/media/smile1-2019/15-17.pdf

 igli pratici
Il trattamento è spesso affidato a un logopedista e prevede strategie per mangiare in sicurezza:


  • Modifica della consistenza: Utilizzare addensanti per i liquidi o preferire cibi morbidi e omogenei.
  • Posture di compenso: Adottare posizioni specifiche del capo (es. mento verso il petto) durante la deglutizione per proteggere le vie aeree.
  • Piccoli accorgimenti: Fare bocconi piccoli, masticare bene e ridurre le distrazioni (come parlare o guardare la TV) durante il pasto.
  •  

    L’esoscheletro HAL

    .....un esoscheletro robotico utilizzato in ambito clinico-riabilitativo come strumento di supporto al lavoro del fisioterapista, all’interno di percorsi personalizzati definiti dopo valutazione clinica individuale.

    Come funziona l’esoscheletro?

    HAL è un esoscheletro attivo capace di interpretare i segnali bioelettrici (BES) rilevati attraverso elettrodi applicati sui muscoli del paziente. In questo modo, HAL è in grado di tradurre la volontà dell’utilizzatore di eseguire determinati movimenti che, grazie all’esoscheletro, vengono facilitati in maniera non invasiva.

    Ogni percorso è personalizzato e costruito sulla base delle condizioni cliniche della persona. I risultati possono variare in funzione di fattori individuali.

    continua nel link originale che troverai qui sotto:

    https://secondwalk-icc.it/riabilitazione-neuromotoria/?gad_source=1&gad_campaignid=21398648602&gbraid=0AAAAAB3ypz9Rx-Z7rdla50OQeiqN9bPnV&gclid=CjwKCAjwtcHPBhADEiwAWo3sJq5mI7DkmWnjBJ28ri121TkbOjgx1wRuHVy4fRzstyd7BLZRh3htvxoCOwoQAvD_BwE



















    20/04/2026

    Aismme

    5 per mille Puoi assegnare ad Aismme il tuo 5 per mille


     inserendo nella tua dichiarazione dei redditi il   Codice Fiscale: 9 2 1 8 1 0 4 0 2 8 5


    nel riquadro con la dicitura “SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE ISCRITTI NEL RUNTS…”