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26/09/2026

⚠️ AVVERTENZA

Le informazioni pubblicate in questo BLOG  hanno esclusivamente finalità informative e divulgative.

I contenuti non costituiscono diagnosi, prescrizioni o indicazioni terapeutiche e non sostituiscono il parere, la valutazione o le indicazioni di un medico o di altro professionista sanitario qualificato.

Non modificare, sospendere o iniziare terapie o trattamenti sulla base delle informazioni riportate in questo BLOG.

Ogni persona e ogni situazione clinica sono differenti. Le esperienze personali eventualmente raccontate rappresentano esperienze individuali e non possono essere considerate indicazioni o risultati validi per tutti.

Per qualsiasi problema di salute, sintomo, diagnosi, esame o terapia è sempre necessario rivolgersi al proprio medico o specialista di riferimento.

Questo blog ha finalità di informazione e condivisione e non intende sostituire il rapporto tra paziente e professionista sanitario.

©MelisStefania

23/09/2026

Gli specialisti che si occupano delle cure per la SCLEROSI MULTIPLA (SM) e la SCLEROSI SISTEMICA (SCLERODERMIA)

 

 


Sclerosi multipla - Sclerosi sistemica 🧠 SCLEROSI MULTIPLA (SM) Specialista principale: - 👨‍⚕️ Neurologo/a → diagnosi e terapie specifiche per la SM. Altri specialisti coinvolti: Fisiatra → riabilitazione e movimento. Fisioterapista → forza muscolare ed equilibrio. Urologo/a → disturbi della vescica. Psicologo/a → supporto psicologico. Terapista occupazionale → autonomia nelle attività quotidiane. Oculista → problemi visivi. 🩺 SCLEROSI SISTEMICA (SCLERODERMIA) - *è una rara malattia* Specialista principale: - 👩‍⚕️ Reumatologo/a → diagnosi e terapie immunomodulanti e immunosoppressive. Altri specialisti coinvolti: Pneumologo/a → coinvolgimento polmonare. Cardiologo/a → cuore e circolazione. Gastroenterologo/a → esofago e apparato digerente. Dermatologo/a → pelle e manifestazioni cutanee. Nefrologo/a → coinvolgimento renale. Angiologo/a → circolazione periferica e fenomeno di Raynaud. ⚠️ Se una persona ha entrambe le patologie Neurologo + Reumatologo = collaborazione fondamentale Ogni specialista segue gli aspetti della propria patologia e le terapie devono essere coordinate considerando la situazione individuale. Le cure vengono stabilite dai medici in base alle esigenze e agli eventuali organi coinvolti.


⭐ Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.
©MelisStefania

22/09/2026

I principali tipi di fatigue/stanchezza nella SM

 

  1. Fatigue primaria
    • È direttamente collegata alla SM.
    • Può comparire anche senza aver fatto uno sforzo importante.
    • È una sensazione di esaurimento sproporzionata rispetto all'attività svolta.
  2. Fatigue motoria/fisica
    • Le gambe o le braccia si stancano rapidamente.
    • Camminare, stare in piedi o fare attività quotidiane può richiedere molta più energia.
    • Dopo lo sforzo può essere necessario molto tempo per recuperare.
  3. Fatigue cognitiva
    • Riguarda soprattutto attenzione e concentrazione.
    • Può essere difficile seguire una conversazione, leggere, lavorare o svolgere più attività contemporaneamente.
    • Spesso peggiora quando si è già stanchi.
  4. Fatigue da calore
    • Il caldo o l'aumento della temperatura corporea possono accentuare temporaneamente stanchezza e altri sintomi della SM.
    • È conosciuta anche come fenomeno di Uhthoff.
  5. Fatigue secondaria
    • Non deriva necessariamente direttamente dalle lesioni della SM, ma da altri problemi che possono accompagnarla.
    • Per esempio: disturbi del sonno, dolore, spasmi, depressione, infezioni, problemi urinari, immobilità o alcuni farmaci.
  6. Fatigue da sforzo
    • Compare o aumenta dopo un'attività fisica, anche quotidiana.
    • Può essere particolarmente evidente quando camminare richiede maggiore dispendio energetico.
  7. Fatigue con andamento variabile
    • Può cambiare molto nell'arco della giornata.
    • Alcune persone stanno relativamente meglio al mattino e peggiorano con il passare delle ore; per altre può essere diverso.

⚠️ Importante: la fatigue è un sintomo della SM, ma stanchezza eccessiva non significano automaticamente ricaduta.
Anche altri fattori o altre patologie possono causarla o accentuarla. Se la stanchezza è nuova, molto intensa o cambia nettamente rispetto al solito, è opportuno parlarne con il neurologo, che può valutare le possibili cause.


⭐ Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario. ©MelisStefania

importante - COSA NON CONFONDERE - Sclerosi multipla ≠ sclerosi sistemica - cosa sappiamo ad oggi

🧠 SCLEROSI MULTIPLA E SCLEROSI SISTEMICA

Le principali differenze

Sclerosi multipla (SM) e sclerosi sistemica (SSc), detta anche sclerodermia sistemica, sono entrambe malattie croniche autoimmuni, ma sono malattie differenti e colpiscono principalmente distretti dell'organismo diversi.

🧠 SCLEROSI MULTIPLA

  • È una malattia autoimmune/infiammatoria del sistema nervoso centrale.
  • Coinvolge principalmente:
    • cervello
    • midollo spinale
    • nervi ottici
  • Il sistema immunitario può danneggiare la mielina e le strutture nervose.
  • I sintomi possono comprendere:
    • disturbi della sensibilità
    • debolezza muscolare
    • problemi di equilibrio e coordinazione
    • difficoltà nella deambulazione
    • disturbi della vista
    • spasmi e rigidità
    • problemi cognitivi
    • disturbi della vescica e dell'intestino
    • affaticamento importante
  • La diagnosi è principalmente neurologica.
  • Gli esami possono comprendere, in base al caso:
    • visita neurologica
    • risonanza magnetica encefalo e midollo
    • esame del liquor
    • potenziali evocati
    • esami del sangue per escludere altre patologie

  SCLEROSI SISTEMICA / SCLERODERMIA SISTEMICA

  • È una malattia autoimmune sistemica del tessuto connettivo, caratterizzata anche da alterazioni dei piccoli vasi e fibrosi.
  • Può interessare:
    • pelle
    • vasi sanguigni
    • articolazioni
    • esofago e apparato gastrointestinale
    • polmoni
    • cuore
    • reni
  • Tra le manifestazioni più caratteristiche ci sono:
    • fenomeno di Raynaud
    • dita gonfie
    • ispessimento e indurimento della pelle
    • ulcere o lesioni alle dita
    • rigidità e dolori articolari
    • problemi della deglutizione o reflusso
    • alterazioni gastrointestinali
    • possibile interessamento polmonare
    • possibile interessamento cardiaco o renale
  • La diagnosi è principalmente reumatologica.
  • Gli accertamenti possono comprendere, in base al caso:
    • visita reumatologica
    • capillaroscopia
    • ANA e altri autoanticorpi specifici
    • valutazione della funzionalità degli organi
    • esami cardiologici
    • esami respiratori e del polmone
    • altri accertamenti mirati

🔎 COSA HANNO IN COMUNE

  • Sono entrambe malattie croniche.
  • Sono entrambe associate a un'alterazione del sistema immunitario.
  • Possono avere un andamento variabile da persona a persona.
  • Possono provocare stanchezza e limitazioni nella vita quotidiana.
  • Richiedono un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato.
  • Possono richiedere la collaborazione di più specialisti.

⚠️ COSA NON CONFONDERE

Sclerosi multipla ≠ sclerosi sistemica.

La parola “sclerosi” è presente in entrambe, ma indica condizioni patologiche differenti.

  • La SM riguarda principalmente il sistema nervoso centrale.
  • La sclerosi sistemica è una malattia sistemica del tessuto connettivo, con alterazioni vascolari e fibrosi e possibile coinvolgimento di diversi organi.

Alcuni sintomi possono essere simili o sovrapporsi, ma un singolo sintomo non è sufficiente per diagnosticare né l'una né l'altra malattia.

La diagnosi deve essere effettuata dal medico specialista, sulla base della storia clinica, della visita e degli esami appropriati.

 
In caso di sintomi nuovi persistenti o non spiegati è importante rivolgersi al proprio medico che potrà stabilire quali accertamenti siano appropriati e se necessario indirizzare al neurologo o al reumatologo.



⭐ Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario. ©MelisStefania

Non bisogna autodiagnosticarsi la SM basandosi sui sintomi

🚨 ATTENZIONE:
NON È SOLO LA SM A DARE QUESTI SINTOMI
🚨

⚠️ Molti sintomi che possono comparire nella Sclerosi Multipla possono essere presenti anche in altre patologie.

Disturbi come:
• stanchezza e affaticamento
• formicolii e alterazioni della sensibilità
• debolezza muscolare
• problemi di equilibrio e di cammino
• disturbi della vista
• spasmi e rigidità
• problemi urinari o intestinali
• difficoltà cognitive

NON significano automaticamente che si tratti di SM.

Esistono infatti altre condizioni neurologiche, autoimmuni, metaboliche e di altro tipo che possono causare sintomi simili.

👉 Per questo motivo non bisogna autodiagnosticarsi la SM basandosi sui sintomi.

La diagnosi richiede una valutazione medica completa e gli esami appropriati, interpretati da un neurologo.

❤️ Ogni persona è diversa e ogni sintomo va valutato nel suo insieme.

©MelisStefania



⭐ Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.
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Il primo passaggio fondamentale - VISITA NEUROLOGICA

🧠 SOSPETTA SCLEROSI MULTIPLA:
QUALI VISITE ED ESAMI SI FANNO?

Se ci sono sintomi neurologici che fanno pensare a una possibile Sclerosi Multipla (SM), non esiste un unico esame capace di confermare o escludere da solo la diagnosi.

Il percorso viene stabilito dal neurologo, che mette insieme la storia clinica, la visita neurologica e gli esami necessari.

👨‍⚕️ 1️⃣ VISITA NEUROLOGICA

È il primo passaggio fondamentale.

Il neurologo valuta, tra le altre cose:

• forza muscolare
• riflessi
• sensibilità
• equilibrio
• coordinazione
• deambulazione
• movimenti oculari
• linguaggio
• eventuali disturbi visivi
• eventuali alterazioni neurologiche riferite dalla persona.

La storia dei sintomi e il loro andamento nel tempo sono molto importanti.

🧲 2️⃣ RISONANZA MAGNETICA

È uno degli esami fondamentali nel percorso diagnostico.

Può essere richiesta:

🔹 RM encefalo
🔹 RM midollo spinale, generalmente cervicale e/o dorsale secondo il quadro clinico
🔹 con o senza mezzo di contrasto, secondo l'indicazione del neurologo.

La RM permette di individuare eventuali lesioni compatibili con demielinizzazione e di valutare la loro distribuzione.

⚠️ Una lesione alla risonanza, da sola, non significa automaticamente Sclerosi Multipla.

🧪 3️⃣ PUNTURA LOMBARE / ESAME DEL LIQUOR

Quando indicato, viene esaminato il liquido cerebrospinale (liquor).

Possono essere ricercati:

• bande oligoclonali (OCB)
• catene leggere libere kappa (κ-FLC), introdotte nei criteri diagnostici più recenti.

Il liquor può fornire importanti informazioni a supporto della diagnosi.

👁️ 4️⃣ OCT – TOMOGRAFIA A COERENZA OTTICA

È un esame non invasivo che permette di studiare retina e strutture correlate al nervo ottico.

Con i criteri McDonald 2024 il nervo ottico è diventato una delle sedi anatomiche considerate nella valutazione diagnostica della SM.

Non significa però che tutte le persone con sospetta SM debbano necessariamente fare l'OCT: sarà il neurologo, eventualmente insieme all'oculista/neuro-oftalmologo, a stabilirlo.

⚡ 5️⃣ POTENZIALI EVOCATI

Sono esami neurofisiologici generalmente non invasivi che valutano la conduzione degli impulsi nervosi.

Possono essere effettuati, secondo necessità:

• PEV – potenziali evocati visivi
• potenziali evocati somatosensoriali
• potenziali evocati uditivi
• altri potenziali evocati in base al quadro clinico.

I PEV possono essere particolarmente utili per valutare le vie ottiche.

🩸 6️⃣ ESAMI DEL SANGUE

Non esiste un semplice esame del sangue che dica:

❌ “Hai la SM”
oppure
❌ “Non hai la SM”.

Gli esami ematici possono essere richiesti soprattutto per escludere altre condizioni che possono provocare sintomi simili a quelli della SM.

Gli esami da fare dipendono dalla situazione individuale e dalla valutazione del neurologo.

🧬 7️⃣ EVENTUALI ALTRI ESAMI

In situazioni particolari il neurologo può richiedere ulteriori approfondimenti per distinguere la SM da altre malattie neurologiche o autoimmuni.

Tra questi possono rientrare ulteriori esami ematici, immunologici o altri accertamenti specialistici.

Non sono esami da fare tutti automaticamente: vengono scelti in base ai sintomi, all'età, alla storia clinica e ai risultati degli altri accertamenti.

📋 IN SINTESI

👉 Visita neurologica
👉 RM encefalo
👉 RM midollo spinale quando indicata
👉 Esame del liquor/puntura lombare quando indicato
👉 Bande oligoclonali e, quando previsto, κ-FLC
👉 OCT
👉 Potenziali evocati
👉 Esami del sangue
👉 Eventuali ulteriori esami per escludere altre patologie

📌 UNA COSA IMPORTANTE

La diagnosi di SM viene effettuata dal neurologo sulla base dell'insieme degli elementi clinici, radiologici e biologici.

I criteri diagnostici McDonald sono stati aggiornati nel 2024 e includono importanti novità, tra cui il ruolo del nervo ottico e delle κ-FLC.

❤️ Quindi: non fate esami “a caso” e non cercate di autodiagnosticarvi.

Se avete sintomi nuovi o persistenti che vi preoccupano, il punto di partenza è parlarne con il medico e/o con il neurologo, che stabilirà quali accertamenti siano realmente necessari.

Ogni persona è diversa e non tutti devono fare tutti gli esami.

©MelisStefania







⭐ Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.

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20/09/2026

Immunosoppressori e sclerosi multipla: differenze tra immunomodulazione e immunosoppressione

INVALIDITÀ CIVILE: PERCENTUALI, DIRITTI E PRESTAZIONI NEL 2026

La percentuale di invalidità civile indica il grado di riduzione della capacità lavorativa o, nei casi previsti, della capacità di svolgere autonomamente le attività della vita quotidiana.

Il riconoscimento dell'invalidità civile viene effettuato secondo i criteri previsti dalla normativa vigente e sulla base delle tabelle delle percentuali d'invalidità approvate con il Decreto Ministeriale 5 febbraio 1992.

È importante ricordare che la percentuale di invalidità, da sola, non determina automaticamente tutti i benefici: per alcune prestazioni sono necessari ulteriori requisiti sanitari, reddituali, anagrafici o amministrativi.

LE PRINCIPALI SOGLIE

Dal 33,33%

Può essere riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore a un terzo.

In presenza dei requisiti previsti e in relazione alla patologia riconosciuta, possono essere concessi ausili e protesi secondo la normativa vigente.

Dal 46%

È possibile accedere, se ricorrono gli altri requisiti previsti, al collocamento mirato previsto dalla Legge 68/1999.

Oltre il 50%

I lavoratori con una percentuale superiore al 50% possono avere diritto, nei casi previsti dalla legge e dalla contrattazione applicabile, al congedo per cure.

Dal 67%

Con una riduzione della capacità lavorativa superiore ai due terzi possono spettare le esenzioni dal ticket sanitario previste per gli invalidi, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.

L'esenzione deve essere verificata presso la propria ASL, perché può riguardare tutte le prestazioni specialistiche oppure soltanto quelle correlate alla condizione invalidante.

Dal 74% al 99%

In presenza degli ulteriori requisiti previsti dalla legge, può essere riconosciuto l'assegno mensile di assistenza.

Nel 2026 l'importo è di 340 euro al mese per 13 mensilità, con un limite di reddito personale annuo di 5.852,21 euro. Sono inoltre richiesti specifici requisiti, tra cui età e condizioni relative all'attività lavorativa.

100% di invalidità

Il riconoscimento della totale e permanente inabilità lavorativa può dare diritto alla pensione di inabilità civile, se sono rispettati anche i requisiti previsti dalla legge.

Nel 2026 l'importo è di 340,71 euro al mese per 13 mensilità, con limite di reddito personale annuo di 20.029,55 euro.

100% + INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

L'indennità di accompagnamento è una prestazione distinta dalla percentuale di invalidità.

Può essere riconosciuta agli invalidi totali quando viene accertata:

  • l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore;

oppure

  • l'incapacità di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita.

L'accompagnamento non dipende dal reddito e non è legato all'età, ma richiede il riconoscimento degli specifici requisiti sanitari.

Nel 2026 l'indennità è pari a 551,53 euro al mese per 12 mensilità.

ATTENZIONE: INVALIDITÀ CIVILE E 104 NON SONO LA STESSA COSA

È importante non confondere:

  • percentuale di invalidità civile;
  • indennità di accompagnamento;
  • Legge 104/1992;
  • esenzioni dal ticket;
  • eventuali altre prestazioni economiche o agevolazioni.

Sono riconoscimenti diversi e possono richiedere accertamenti e requisiti differenti.

Anche il riconoscimento del 100% di invalidità civile non comporta automaticamente l'indennità di accompagnamento.

INVALIDITÀ E TICKET SANITARIO

L'esenzione dal ticket per invalidità viene riconosciuta sulla base della condizione certificata e delle disposizioni applicabili.

Il Ministero della Salute precisa che l'esenzione per invalidità è indipendente dal reddito e che, a seconda della categoria di invalidità, può riguardare tutte le prestazioni specialistiche oppure soltanto quelle correlate alla patologia invalidante. Per conoscere l'esenzione effettivamente spettante è necessario rivolgersi alla propria ASL.

INFORMAZIONE IMPORTANTE

Le percentuali indicate in questo articolo sono una sintesi informativa e non sostituiscono il verbale di invalidità né la valutazione della Commissione medico-legale.

Le prestazioni economiche e le agevolazioni possono inoltre essere subordinate a ulteriori requisiti sanitari, reddituali, anagrafici e amministrativi.

Per informazioni aggiornate è sempre opportuno consultare INPS, Ministero della Salute e la propria ASL.

Articolo aggiornato al 20 settembre 2026.

©MelisStefania

#InvaliditàCivile #Disabilità #INPS #Legge104 #Accompagnamento #Diritti #Informazione













⭐ Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario. ©MelisStefania

avvertenze e precauzioni del vaccino ProQuad (morbillo-parotite-rosolia-varicella)

Il testo che hai riportato riguarda le avvertenze e precauzioni del vaccino ProQuad (morbillo-parotite-rosolia-varicella).


Il punto più importante è questo:

  • Allergia alle uova: va informato il medico prima della somministrazione.
  • Storia personale o familiare di allergie o convulsioni: richiede valutazione medica.
  • Precedenti problemi di sanguinamento o ecchimosi dopo vaccini MPR: devono essere segnalati.
  • HIV: nelle persone con infezione da HIV asintomatica il vaccino può essere meno efficace; nelle forme con compromissione immunitaria ci sono ulteriori controindicazioni/precauzioni.
  • Problemi di coagulazione o piastrine basse: il foglio illustrativo indica la somministrazione sottocutanea.
  • Trasmissione del virus vaccinale della varicella: è possibile, seppur raramente, che una persona vaccinata trasmetta il virus attenuato a soggetti particolarmente vulnerabili.
  • Per questo, il foglio illustrativo raccomanda, quando possibile, di evitare il contatto stretto per almeno 6 settimane con persone immunodepresse, donne in gravidanza non immuni alla varicella e neonati di madri non immuni.

Una precisazione importante: la frase sulle “6 settimane” riguarda soprattutto il rischio di trasmissione del virus vaccinale della varicella a soggetti vulnerabili; non significa che il vaccinato debba essere isolato da tutti.



AIFA precisa che il Foglio Illustrativo (FI) e il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) sono documenti ufficiali e dinamici, soggetti ad aggiornamento.

Per ProQuad, il foglio illustrativo aggiornato che ho potuto verificare direttamente è quello europeo/UK, revisionato a dicembre 2025; le informazioni sulle controindicazioni e precauzioni sono coerenti con il testo che hai riportato.

La distinzione fondamentale

SituazioneCosa dice il foglio illustrativo
Allergia a ProQuad, vaccini MPR/varicella o componenti, compresa neomicina🔴 CONTROINDICAZIONE
Malattie del sangue o tumori che compromettono il sistema immunitario🔴 CONTROINDICAZIONE
Terapie/farmaci che indeboliscono il sistema immunitario🔴 CONTROINDICAZIONE, salvo specifiche eccezioni indicate
Immunodeficienza dovuta a una malattia, compreso AIDS🔴 CONTROINDICAZIONE
Immunodeficienza congenita/ereditaria familiare, se non è dimostrata l'immunocompetenza🔴 CONTROINDICAZIONE
Tubercolosi attiva non trattata🔴 CONTROINDICAZIONE
Febbre >38,5 °C🔴 NON SOMMINISTRARE in quel momento
Gravidanza🔴 CONTROINDICAZIONE
Allergia alle uova🟠 PRECAUZIONE: parlarne con medico/farmacista
Storia personale/familiare di allergie🟠 PRECAUZIONE
Storia personale/familiare di convulsioni🟠 PRECAUZIONE
Precedente sanguinamento/ecchimosi dopo vaccini MPR🟠 PRECAUZIONE
HIV senza sintomi di malattia da HIV🟠 PRECAUZIONE; il vaccino può essere meno efficace
Disturbi della coagulazione o piastrine basse🟠 Non è automaticamente una controindicazione: viene indicata la somministrazione sottocutanea

Questa distinzione è importante: non tutto ciò che compare sotto "Avvertenze e precauzioni" significa che il vaccino sia vietato.

E il contatto con persone immunodepresse?

Qui il testo che hai riportato è corretto.

ProQuad contiene virus vivi attenuati, compreso il virus vaccinale della varicella. Raramente il virus della varicella vaccinale può essere trasmesso dalla persona vaccinata.

Per questo il foglio indica di cercare, quando possibile, di evitare il contatto stretto fino a 6 settimane dopo la vaccinazione con:

  • persone con ridotta resistenza alle infezioni;
  • donne in gravidanza che non abbiano avuto la varicella o non siano state vaccinate;
  • neonati di madri non immuni alla varicella.

Questo però non è una controindicazione alla vaccinazione: è una precauzione successiva alla vaccinazione per proteggere soggetti vulnerabili.

Un altro punto importante: cortisone e immunosoppressione

Il foglio specifica che ProQuad non deve essere utilizzato durante trattamenti o assunzione di medicinali che possono indebolire il sistema immunitario, con alcune eccezioni, tra cui la terapia corticosteroidea a basso dosaggio per l'asma o la terapia sostitutiva.

Quindi non basta dire genericamente "prendo cortisone = non posso fare ProQuad": conta dose, durata, motivo della terapia e grado di immunosoppressione, che devono essere valutati dal medico.

Attenzione anche a salicilati

Dopo ProQuad il foglio indica di evitare i salicilati per 6 settimane, per esempio l'acido acetilsalicilico, salvo diversa indicazione medica




In sintesi

La frase che hai riportato contiene sia vere controindicazioni, sia condizioni che richiedono semplicemente una valutazione medica.

La cosa più importante è quindi non trasformare tutte le "avvertenze e precauzioni" in divieti.

Per un articolo sul tuo blog, potresti sintetizzarlo così:

ProQuad: attenzione a distinguere controindicazioni e precauzioni.
Il foglio illustrativo non considera automaticamente tutte le condizioni elencate come un divieto alla vaccinazione. 

Alcune, come immunodeficienza, determinate terapie immunosoppressive, gravidanza o allergia ai componenti del vaccino, costituiscono controindicazioni; altre, come allergie, storia di convulsioni, HIV asintomatico o problemi di coagulazione, richiedono invece una valutazione da parte del medico.

Per la versione italiana definitiva, il riferimento da utilizzare è comunque il FI/RCP presente nella Banca Dati AIFA, perché è la fonte regolatoria italiana e AIFA specifica che questi documenti vengono aggiornati nel tempo

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Disturbi vescicali: un sintomo frequente nella sclerosi multipla

I disturbi della vescica sono comuni nelle persone con sclerosi multipla (SM) e possono comparire quando le lesioni del sistema nervoso interferiscono con i meccanismi che regolano la minzione.

I sintomi più frequenti

I problemi urinari possono manifestarsi in modi diversi:

  • Urgenza urinaria: bisogno improvviso e difficile da rimandare.
  • Aumento della frequenza: necessità di urinare spesso, anche durante la notte.
  • Incontinenza: perdita involontaria di urina.
  • Difficoltà a iniziare la minzione.
  • Getto urinario debole o intermittente.
  • Sensazione di svuotamento incompleto della vescica.
  • Ritenzione urinaria: difficoltà o impossibilità a svuotare completamente la vescica.
  • In alcuni casi può essere necessario il cateterismo intermittente per favorire lo svuotamento.

Perché possono comparire?

Nella sclerosi multipla possono essere alterati i segnali nervosi che coordinano vescica e sfintere. Questo può provocare una vescica che si contrae troppo presto, una difficoltà a svuotarsi oppure una mancata coordinazione tra contrazione della vescica e rilassamento dello sfintere.

È importante ricordare che non tutti i disturbi urinari sono necessariamente causati dalla SM. Infezioni urinarie, farmaci e altre condizioni urologiche possono provocare sintomi simili.

Quando parlarne con il medico

I disturbi urinari non dovrebbero essere nascosti o sottovalutati. È importante parlarne con il neurologo e, quando necessario, con l'urologo, perché una corretta valutazione può aiutare a individuare la causa del problema e le strategie più appropriate.

La valutazione può comprendere, in base al caso, esame delle urine, ecografia con misurazione del residuo post-minzionale ed esame urodinamico.

In presenza di febbre, sangue nelle urine, dolore importante o improvvisa impossibilità a urinare, è necessaria una valutazione medica tempestiva.


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