Le malattie demielinizzanti comprendono un gruppo eterogeneo di patologie nelle quali viene danneggiata la mielina, la guaina che riveste molte fibre nervose e che permette la corretta trasmissione degli impulsi nervosi.
La demielinizzazione può interessare il sistema nervoso centrale, cioè cervello, nervi ottici e midollo spinale, oppure, in altre condizioni, il sistema nervoso periferico.
Non tutte le malattie demielinizzanti sono però sclerosi multipla.
Cosa si intende per “malattie similari alla sclerosi multipla”?
Storicamente si è parlato di “malattie similari alla sclerosi multipla” per indicare condizioni che possono presentare alcuni sintomi, segni neurologici o alterazioni alla risonanza magnetica simili a quelli osservati nella SM.
Oggi sappiamo che alcune di queste condizioni sono vere e proprie entità diagnostiche distinte, con meccanismi, caratteristiche cliniche, reperti alla risonanza, biomarcatori, prognosi e trattamenti differenti.
Per questo motivo, davanti a una persona con sintomi compatibili con una malattia demielinizzante, non è sufficiente riscontrare una lesione alla risonanza magnetica per stabilire automaticamente una diagnosi di sclerosi multipla.
La diagnosi richiede una valutazione neurologica complessiva e, quando necessario, ulteriori accertamenti.
Alcune condizioni che possono entrare nella diagnosi differenziale
Tra le principali condizioni che possono essere prese in considerazione vi sono:
- Neuromielite ottica (NMOSD), spesso associata agli anticorpi anti-AQP4;
- Malattia associata agli anticorpi anti-MOG (MOGAD);
- ADEM (encefalomielite acuta disseminata), più frequente nell'infanzia ma possibile anche nell'adulto;
- vasculiti e malattie autoimmuni sistemiche, come lupus eritematoso sistemico e sindrome di Sjögren;
- alcune infezioni che possono determinare manifestazioni neurologiche;
- alcune malattie metaboliche, genetiche o vascolari;
- altre condizioni del sistema nervoso che possono produrre sintomi o immagini radiologiche simili a quelli osservati nella SM.
Non significa che queste patologie siano tutte “forme di sclerosi multipla”. Al contrario, alcune sono malattie differenti che richiedono un inquadramento specifico.
Perché la diagnosi differenziale è importante?
La distinzione è importante perché una diagnosi corretta permette di scegliere il percorso terapeutico più appropriato.
Sintomi come:
- disturbi della vista;
- debolezza agli arti;
- alterazioni della sensibilità;
- difficoltà nella deambulazione;
- problemi di equilibrio e coordinazione;
- disturbi della vescica;
- stanchezza e altri sintomi neurologici
possono comparire in diverse condizioni neurologiche e non sono, da soli, sufficienti a stabilire che si tratti di sclerosi multipla.
Anche la presenza di lesioni alla risonanza magnetica deve essere interpretata nel contesto clinico e neurologico della singola persona.
Come viene effettuata la diagnosi?
La diagnosi della sclerosi multipla si basa sull'integrazione di diversi elementi:
- anamnesi e storia clinica;
- esame neurologico;
- risonanza magnetica dell'encefalo e, quando indicato, del midollo spinale;
- eventuali esami del sangue;
- in alcuni casi esame del liquido cerebrospinale mediante puntura lombare;
- altri esami neurologici, come i potenziali evocati, quando ritenuti utili.
Gli esami possono inoltre essere utilizzati per cercare elementi che orientino verso una diagnosi diversa dalla SM.
La risonanza magnetica da sola non basta
La risonanza magnetica rappresenta uno strumento fondamentale nell'inquadramento delle malattie demielinizzanti, ma non dovrebbe essere interpretata isolatamente.
Alcune alterazioni della sostanza bianca possono infatti comparire anche in altre condizioni neurologiche o sistemiche.
Per questo motivo, il significato delle lesioni deve essere valutato da un medico esperto, considerando sede, numero, caratteristiche e distribuzione delle lesioni, insieme ai sintomi, alla loro evoluzione nel tempo e agli eventuali risultati degli altri esami.
Puntura lombare e bande oligoclonali
In alcune situazioni può essere indicata la puntura lombare, attraverso la quale viene analizzato il liquido cerebrospinale.
La ricerca delle bande oligoclonali può fornire informazioni utili nell'inquadramento della sclerosi multipla, ma il loro significato deve sempre essere interpretato nel contesto clinico complessivo.
La loro presenza, infatti, non equivale automaticamente a una diagnosi di sclerosi multipla.
SM, MOGAD e NMOSD: non sono la stessa malattia
Un punto particolarmente importante riguarda la distinzione tra sclerosi multipla, NMOSD e MOGAD.
Queste condizioni possono condividere alcuni sintomi, come disturbi visivi, debolezza, alterazioni della sensibilità o problemi a carico del midollo spinale, ma presentano caratteristiche differenti.
Per questo, quando il quadro clinico o radiologico non è tipico per la SM, il neurologo può valutare anche la ricerca di specifici biomarcatori, tra cui gli anticorpi anti-AQP4 e anti-MOG, quando appropriato.
Non tutto ciò che “sembra SM” è necessariamente SM
La diagnosi differenziale è quindi una parte fondamentale dell'inquadramento neurologico.
Una persona può presentare sintomi molto simili a quelli della sclerosi multipla senza avere necessariamente la sclerosi multipla.
Allo stesso modo, una risonanza magnetica può mostrare alterazioni che richiedono ulteriori approfondimenti prima di arrivare a una diagnosi definitiva.
Conoscere le malattie che possono simulare o ricordare la sclerosi multipla non significa mettere in discussione una diagnosi già effettuata, ma comprendere quanto sia importante arrivare a un inquadramento il più possibile corretto e completo.
Una precisazione importante
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non sostituisce la valutazione di un neurologo o di altro medico specialista.
La diagnosi di una malattia demielinizzante richiede una valutazione individuale e non può essere stabilita sulla base dei soli sintomi, di una singola risonanza magnetica o di un singolo esame di laboratorio.
©MelisStefania










