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20/09/2026

Barriere architettoniche: in Italia solo una scuola su tre è accessibile

 

In Italia, solo una scuola su tre risulta pienamente accessibile agli alunni con disabilità.

Il dato emerge dall’ultima rilevazione ISTAT sull’inclusione scolastica e mette in evidenza quanto siano ancora presenti le barriere architettoniche negli edifici scolastici.

Nel frattempo, continua ad aumentare il numero degli alunni con disabilità e crescono anche i posti di sostegno. Tuttavia, gli insegnanti specializzati disponibili non sono ancora sufficienti a garantire una risposta adeguata a tutte le esigenze.

L’accessibilità della scuola non riguarda soltanto rampe e ascensori: significa poter entrare, muoversi, utilizzare gli spazi e partecipare pienamente alla vita scolastica, senza ostacoli.

Una scuola inclusiva deve essere accessibile nei fatti, non soltanto sulla carta.

L’accessibilità è un diritto, non un favore.

©MelisStefani




⭐ Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario. #SclerosiMultipla #SM #Terapie #RicercaScientifica #NuoveTerapie #Informazione #Salute #Condivisione ©MelisStefania

INVALIDITÀ, HANDICAP E DISABILITÀ: COSA CAMBIA NEL 2026 CON LE NUOVE PROCEDURE INPS

Aggiornamento: settembre 2026

Negli ultimi anni le procedure per l'accertamento dell'invalidità civile, dell'handicap e della disabilità sono cambiate.

Nel 2026 è particolarmente importante fare chiarezza, perché è in corso la sperimentazione della riforma della disabilità prevista dal Decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62.

Una delle novità riguarda proprio il modo in cui viene avviato il procedimento di accertamento e il ruolo sempre più centrale dell'INPS.

📌 LA NUOVA PROCEDURA È GIÀ ATTIVA ANCHE A TORINO

Dal 1° marzo 2026 la terza fase della sperimentazione della riforma è stata estesa ad altre 40 province, tra cui Torino, Asti e Cuneo.

Nelle province interessate dalla sperimentazione, per avviare il procedimento di accertamento della condizione di disabilità, il cittadino deve rivolgersi a un medico certificatore.

Il medico trasmette telematicamente all'INPS il certificato medico introduttivo.

In queste province, il certificato medico introduttivo costituisce lo strumento per avviare il procedimento e non è necessario presentare una separata domanda amministrativa, come avveniva con la procedura precedente.

L'obiettivo della riforma è semplificare il procedimento e rendere l'INPS titolare unico dell'accertamento della condizione di disabilità.

🩺 CHE COS'È IL CERTIFICATO MEDICO INTRODUTTIVO?

È il certificato attraverso il quale il medico certificatore trasmette all'INPS le informazioni sanitarie necessarie per avviare il procedimento.

Il certificato deve contenere, tra le altre informazioni, i dati della persona e l'indicazione delle patologie e delle condizioni che determinano la richiesta di accertamento.

Per chi vive nelle province interessate dalla sperimentazione, quindi, non bisogna semplicemente ripetere la vecchia procedura "certificato + domanda amministrativa", perché il sistema è cambiato.

📄 E LA DOCUMENTAZIONE SANITARIA?

La documentazione sanitaria continua ad avere un ruolo fondamentale.

L'INPS dispone del servizio "Allegazione della documentazione sanitaria - invalidità civile", attraverso il quale è possibile trasmettere documentazione sanitaria che può essere utilizzata dalla Commissione medica per effettuare una valutazione sugli atti.

Questo significa che, quando la documentazione disponibile consente una valutazione medico-legale adeguata, la Commissione può esaminare gli atti senza necessariamente procedere a una visita in presenza.

Ma attenzione:

❗ VALUTAZIONE SUGLI ATTI NON SIGNIFICA VISITA AUTOMATICAMENTE EVITATA

La valutazione sulla documentazione sanitaria non garantisce automaticamente che non si venga convocati a visita.

Se la documentazione non viene ritenuta sufficiente per consentire una valutazione, l'interessato può essere convocato per l'accertamento sanitario.

Per questo è importante presentare documentazione sanitaria aggiornata, pertinente e sufficientemente dettagliata, soprattutto quando la richiesta riguarda un aggravamento o una revisione.

🔄 REVISIONE DELL'INVALIDITÀ: COSA SUCCEDE?

Anche per le revisioni l'INPS può utilizzare la documentazione sanitaria per arrivare a una definizione agli atti.

L'attuale procedura INPS prevede che, nei casi previsti, la persona possa ricevere una comunicazione con l'invito a trasmettere la documentazione sanitaria.

Se la documentazione viene ritenuta idonea, la Commissione può emettere un nuovo verbale.

Se invece la documentazione non è sufficiente, l'interessato viene convocato a visita.

È quindi importante non ignorare mai una comunicazione di revisione dell'INPS.

♿ E PER CHI HA UNA DISABILITÀ GRAVE?

La riforma introduce una nuova modalità di accertamento della condizione di disabilità, con una valutazione di base affidata all'INPS.

La Commissione medico-legale assume la denominazione di Unità di Valutazione di Base (UVB) nell'ambito della nuova organizzazione prevista dalla riforma.

La sperimentazione comprende anche criteri specifici per alcune condizioni, tra cui la sclerosi multipla.

Questo aspetto è particolarmente importante perché la riforma non riguarda semplicemente la percentuale di invalidità, ma introduce un sistema più ampio per la valutazione della condizione di disabilità e dei relativi diritti.

🧑‍🦽 CHI NON RISIEDE NELLE PROVINCE IN SPERIMENTAZIONE?

Non tutti, nel 2026, seguono ancora la nuova procedura.

Per le persone residenti fuori dalle province interessate dalla sperimentazione, la procedura precedente rimane applicabile fino al 31 dicembre 2026, secondo quanto indicato dall'INPS.

Una disciplina specifica riguarda inoltre le persone ultrasettantenni non autosufficienti.

Per questo motivo non è corretto dare una sola procedura valida indistintamente per tutta Italia.

📍 TORINO: COSA DEVE SAPERE UN CITTADINO

Per chi risiede a Torino, la data da ricordare è:

1° MARZO 2026

Da questa data Torino è compresa nella terza fase della sperimentazione.

Il procedimento di accertamento della condizione di disabilità viene avviato attraverso la trasmissione telematica all'INPS del certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore.

Quindi, prima di seguire vecchie indicazioni trovate online, è opportuno verificare sempre la procedura applicabile alla propria situazione direttamente sul sito INPS.

💻 DOCUMENTAZIONE SANITARIA: NON SOTTOVALUTARLA

Una documentazione sanitaria completa può essere molto importante.

Referti specialistici, esami diagnostici, cartelle cliniche, certificazioni e altra documentazione pertinente possono fornire alla Commissione gli elementi necessari per valutare la situazione sanitaria.

Non conta soltanto la quantità dei documenti.

È importante che siano:

  • pertinenti alle patologie dichiarate;
  • sufficientemente recenti;
  • leggibili;
  • completi;
  • utili a descrivere le limitazioni funzionali e l'evoluzione della condizione.

La Commissione medico-legale deve infatti poter disporre di elementi sufficienti per effettuare una valutazione.

⚠️ UNA PRECISAZIONE IMPORTANTE

Non bisogna confondere:

invalidità civile

con

handicap ai sensi della Legge 104/1992

e con

condizione di disabilità nell'ambito della nuova riforma.

Sono concetti collegati ma non coincidenti e possono comportare accertamenti e conseguenze differenti.

Per questo motivo, quando si parla di percentuale di invalidità, Legge 104, revisione, aggravamento o nuova valutazione della disabilità, è fondamentale capire quale procedimento è stato effettivamente avviato.

🆕 UNA RIFORMA ANCORA IN FASE DI SPERIMENTAZIONE

La riforma non è ancora completamente entrata a regime.

L'INPS ha previsto l'estensione progressiva della sperimentazione e indica il 1° gennaio 2027 come data di entrata a regime della nuova modalità.

Nel frattempo, le procedure possono quindi essere differenti a seconda della provincia di residenza e della situazione della persona.

📌 IN SINTESI

Nel 2026:

➡️ la valutazione sugli atti della documentazione sanitaria continua a essere prevista;

➡️ se la documentazione non è sufficiente, l'INPS può convocare la persona a visita;

➡️ dal 1° marzo 2026 Torino è tra le province interessate dalla nuova fase della sperimentazione;

➡️ nelle province interessate, il procedimento viene avviato attraverso il certificato medico introduttivo trasmesso telematicamente dal medico all'INPS;

➡️ la vecchia procedura non può essere applicata indistintamente a tutti i cittadini italiani;

➡️ la nuova riforma della disabilità è ancora in fase di sperimentazione nel 2026;

➡️ l'entrata a regime nazionale della nuova procedura è prevista dal 1° gennaio 2027.

🔎 DOVE INFORMARSI

Le procedure possono cambiare e, soprattutto nel periodo di sperimentazione, è importante verificare sempre le informazioni direttamente sul sito istituzionale dell'INPS.

INPS – Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

👉 https://www.inps.it/

Servizio INPS – Allegazione della documentazione sanitaria – invalidità civile

👉 https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.allegazione-della-documentazione-sanitaria---invalidit--civile-.html

Riforma della disabilità – INPS

👉 https://www.inps.it/


Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Le procedure possono variare in base alla situazione personale, alla provincia di residenza e alla fase della sperimentazione. Per una pratica individuale è sempre opportuno verificare le indicazioni aggiornate dell'INPS e, se necessario, rivolgersi a un patronato o a un professionista competente.

© MelisStefania



⭐ Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.   ©MelisStefania

05/09/2026

EBV E SCLEROSI MULTIPLA: COSA SAPPIAMO E COSA STA STUDIANDO LA RICERCA

Virus di Epstein-Barr e sclerosi multipla: un legame importante, ma ancora da comprendere in tutti i suoi meccanismi.

🦠 Che cos'è il virus di Epstein-Barr (EBV)?

Il virus di Epstein-Barr, conosciuto con la sigla EBV, è un virus molto diffuso appartenente alla famiglia degli herpesvirus.

La maggior parte degli adulti nel mondo è entrata in contatto con questo virus. Secondo le informazioni del National Institutes of Health (NIH), circa il 95% degli adulti risulta infettato.

In molti casi l'infezione non provoca sintomi evidenti. In altre situazioni, soprattutto quando avviene durante l'adolescenza o l'età adulta, può essere associata alla mononucleosi infettiva.

Dopo l'infezione, il virus può rimanere nell'organismo in uno stato di latenza, principalmente all'interno dei linfociti B.

📌 Avere contratto l'EBV non significa automaticamente sviluppare la sclerosi multipla.

Questo è un punto fondamentale per comprendere il rapporto tra il virus e la malattia.


🧠 EBV e sclerosi multipla: quale relazione esiste?

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha raccolto prove sempre più consistenti di un legame tra l'infezione da EBV e lo sviluppo della sclerosi multipla.

Uno degli studi più importanti è stato pubblicato nel 2022 sulla rivista Science.

La ricerca ha analizzato campioni biologici di oltre 10 milioni di militari statunitensi, confrontando le persone che avevano sviluppato la sclerosi multipla con gruppi di controllo.

Lo studio ha rilevato che l'infezione da EBV era associata a un aumento molto significativo del rischio di sviluppare la sclerosi multipla.

In particolare, i ricercatori hanno stimato un rischio circa 32 volte maggiore nelle persone infettate, rispetto a quelle non infettate, nel campione studiato.

⚠️ Questo dato descrive un'associazione epidemiologica e non significa che ogni persona infettata abbia una probabilità individuale di sviluppare la SM pari a 32 volte quella di un'altra persona.

La sclerosi multipla è una patologia complessa, nella quale possono intervenire diversi fattori.


🔬 L'EBV da solo è sufficiente a provocare la SM?

No. L'infezione da EBV è considerata un fattore molto importante nella ricerca sulle cause della sclerosi multipla, ma non è l'unico elemento coinvolto.

La maggior parte delle persone che contrae l'EBV non sviluppa la sclerosi multipla.

Per questo motivo, gli studiosi stanno cercando di capire perché il virus possa contribuire allo sviluppo della malattia soltanto in una parte delle persone infettate.

Tra i fattori oggetto di studio ci sono:

  • La predisposizione genetica.
  • Il funzionamento del sistema immunitario.
  • Le caratteristiche della risposta immunitaria all'EBV.
  • L'interazione tra il virus e le cellule del sistema immunitario.
  • Altri fattori ambientali e biologici che possono influenzare il rischio di SM.

La presenza dell'EBV deve quindi essere interpretata nel contesto di una condizione molto più complessa.


🧬 Perché i linfociti B sono importanti?

L'EBV può persistere nei linfociti B, cellule del sistema immunitario.

Questa caratteristica ha portato i ricercatori a studiare il modo in cui il virus può interagire con la risposta immunitaria e contribuire ai processi coinvolti nella sclerosi multipla.

Sono stati proposti diversi meccanismi, tra cui:

1. Alterazioni della risposta immunitaria

Il virus può influenzare il funzionamento di alcune cellule del sistema immunitario.

2. Mimetismo molecolare

Alcune componenti virali possono presentare somiglianze con strutture dell'organismo. I ricercatori stanno studiando se questo fenomeno possa contribuire a una risposta immunitaria non correttamente regolata.

3. Interazione tra fattori genetici e virus

Le caratteristiche genetiche di una persona possono influenzare il modo in cui il sistema immunitario risponde all'infezione.

⚠️ Questi meccanismi sono oggetto di ricerca. Non devono essere presentati come una spiegazione completa e definitiva per ogni persona con sclerosi multipla.


🧪 Le ricerche più recenti

Il rapporto tra EBV e sclerosi multipla continua a essere studiato in diversi centri di ricerca internazionali.

Nel gennaio 2026, una ricerca coordinata dall'Università di Zurigo e pubblicata sulla rivista Cell ha approfondito l'interazione tra il virus, il patrimonio genetico e i meccanismi coinvolti nello sviluppo della sclerosi multipla.

L'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) ha sottolineato l'importanza di questi studi, precisando che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere i meccanismi causali in modo completo.

Non si tratta quindi di un argomento concluso, ma di un campo di studio in continua evoluzione.


💊 EBV: si stanno studiando nuove terapie?

Sì.

La ricerca internazionale sta valutando se intervenire sul virus possa contribuire alla prevenzione o al trattamento della sclerosi multipla.

Il progetto EBV-MS, al quale partecipa anche la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, studia il ruolo del virus nell'insorgenza e nella progressione della patologia.

Tra gli obiettivi della ricerca ci sono la comprensione dei meccanismi biologici e lo sviluppo di possibili strategie preventive e terapeutiche.

⚠️ Le ricerche in corso non significano che esista già una terapia antivirale approvata e dimostrata come cura della sclerosi multipla.

Le terapie per la SM devono essere valutate e prescritte dallo specialista sulla base della situazione clinica della singola persona.


💙 Una riflessione personale

Da persona che convive con la sclerosi multipla da molti anni, seguo con attenzione gli studi che cercano di comprendere le possibili cause e i meccanismi della patologia.

La ricerca sull'EBV è particolarmente interessante perché potrebbe aiutare a comprendere meglio come una semplice infezione, così diffusa nella popolazione, possa interagire con altri fattori e contribuire allo sviluppo della SM.

Ma è importante non creare false speranze e non trasformare una scoperta scientifica in una promessa di guarigione.

La ricerca ha bisogno di tempo, verifiche e risultati confermati.

Informarsi significa anche imparare a distinguere ciò che è stato dimostrato da ciò che è ancora oggetto di studio.

Ed è proprio questo che vorrei condividere con chi legge il mio blog: informazioni, domande, ricerca scientifica e consapevolezza.


💡 IN SINTESI

🦠 L'EBV è un virus estremamente diffuso.

🧠 La ricerca ha dimostrato un'associazione molto forte tra EBV e sclerosi multipla.

🧬 Il virus da solo non spiega tutti i casi di SM.

🔬 I ricercatori stanno studiando i meccanismi che collegano EBV, sistema immunitario e predisposizione genetica.

💊 Sono in corso ricerche su possibili strategie di prevenzione e trattamento.

📚 Le conoscenze scientifiche sono in continua evoluzione.

Informarsi, confrontarsi e affidarsi a fonti attendibili è importante.

Le informazioni riportate in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e divulgative. Non sostituiscono il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.

Per qualsiasi dubbio relativo alla propria salute o alle terapie, è necessario rivolgersi al proprio medico o neurologo.

 

 


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 Nota informativa Le informazioni qui riportate hanno esclusivamente finalità illustrative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni di un medico o di un professionista sanitario.
 
©MelisStefania

01/09/2026

La sclerosi multipla non è uguale per tutti. Ma tutti noi dobbiamo affrontarla.

La sclerosi multipla non è uguale per tutti.

C'è chi continua a lavorare, chi deve rallentare, chi convive con una fatica che gli altri non riescono a vedere, chi affronta problemi di equilibrio, dolore, disturbi della sensibilità, difficoltà motorie o cognitive.

C'è chi ha giornate buone e chi attraversa periodi molto più difficili.

E ci sono persone che, nonostante tutto, sorridono.

Non perché la PATOLOGIA sia semplice.

Ma perché spesso dietro quel sorriso ci sono battaglie che nessuno vede.

La SM non si presenta allo stesso modo per tutti e non segue lo stesso percorso per tutti.

Per questo non dovremmo mai giudicare una persona dal modo in cui appare.

Non possiamo sapere quanta fatica faccia per compiere un gesto che per altri sembra semplicissimo.

Non possiamo sapere quanta energia serva per alzarsi dal letto, uscire di casa, andare al lavoro, accompagnare i figli, incontrare gli amici o semplicemente affrontare una giornata normale.

E soprattutto non possiamo pensare che, se una persona riesce a fare qualcosa oggi, allora potrà necessariamente farlo anche domani.

La sclerosi multipla può cambiare.

E con lei possiamo cambiare anche noi.

Impariamo a conoscerci, ad ascoltare il nostro corpo, a riconoscere i nostri limiti e, quando serve, ad accettare che fermarsi non significa arrendersi.

A volte fermarsi significa semplicemente prendere fiato per poter ripartire.

Combattere la sclerosi multipla non significa essere forti ogni giorno.

Non significa non avere paura.

Non significa non piangere.

Non significa fingere che vada tutto bene.

Significa anche avere il coraggio di dire:

“Oggi faccio fatica.”

E permettersi di chiedere aiuto.

Significa affrontare le visite, gli esami, le terapie, le riabilitazioni e tutte quelle piccole e grandi difficoltà che fanno parte del percorso.

Significa gioire per una giornata migliore.

Significa non sentirsi in colpa per una giornata peggiore.

Significa continuare a vivere, progettare, amare, ridere e sperare, anche quando la malattia prova a mettere degli ostacoli sulla nostra strada.

E forse è proprio questo che dovremmo ricordare più spesso:

non siamo la nostra malattia.

Siamo molto di più.

Siamo persone con sogni, desideri, famiglie, amicizie, passioni, paure e speranze.

La diagnosi fa parte della nostra storia, ma non deve diventare tutta la nostra identità.

Ognuno combatte la propria battaglia in modo diverso.

Qualcuno lo fa correndo.

Qualcuno camminando lentamente.

Qualcuno utilizzando un ausilio.

Qualcuno semplicemente trovando la forza di alzarsi dal letto.

E nessuna di queste battaglie vale meno delle altre.

Perché non conta quanto velocemente percorriamo la strada.

Conta continuare a percorrerla, anche quando dobbiamo cambiare passo.

A tutti noi

A chi ha appena ricevuto una diagnosi.

A chi convive con la SM da anni.

A chi ha paura del futuro.

A chi sta attraversando un momento difficile.

A chi oggi sta bene e a chi oggi sta facendo molta più fatica.

A chi sorride davanti agli altri e poi, una volta solo, lascia uscire tutta la stanchezza.

Non siete soli.

La sclerosi multipla sarà diversa per ognuno di noi.

Avrà giorni diversi, sintomi diversi, difficoltà diverse e percorsi diversi.

Ma possiamo continuare a sostenerci, ad ascoltarci e a condividere le nostre esperienze.

Perché nessuno dovrebbe sentirsi obbligato ad affrontare tutto da solo.

La sclerosi multipla non è uguale per tutti.

Ma tutti noi, ognuno con le proprie forze e con i propri tempi, possiamo affrontarla.


E quando non abbiamo la forza di combattere, possiamo semplicemente riposarci.

Domani sarà un altro giorno.

E magari avremo di nuovo la forza di fare un passo avanti.

Uno soltanto, se necessario.

Ma sempre un passo.


©MelisStefania





 

24/08/2026

E non aggiungo altro…

Anche i silenzi arrivano lontano

Ci sono parole che non hanno bisogno di essere spiegate, giustificate o ripetute mille volte.

Hanno bisogno, semplicemente, di essere ascoltate.

A volte si parla tanto.
Si cerca di spiegare, di chiarire, di farsi comprendere e di raccontare il proprio punto di vista.

Poi, però, arriva un momento in cui ci si rende conto che continuare a parlare non porta più da nessuna parte.

Perché chi vuole davvero capire, spesso capisce anche ciò che non viene detto.

E chi non vuole capire, può trovare mille motivi per interpretare diversamente le nostre parole.

Ci sono momenti in cui scegliere il silenzio non significa essere deboli, arrendersi o non avere più nulla da dire.

Al contrario.

A volte il silenzio è una scelta consapevole.

È il modo più semplice per dire:

“Ho detto abbastanza.
Ho spiegato abbastanza.
Adesso scelgo di non aggiungere altro.”

Non tutto merita una risposta.

Non tutto merita una spiegazione.

E non siamo obbligati a mettere continuamente in parole ciò che sentiamo, soprattutto quando abbiamo già cercato di farlo con sincerità.

Ci sono cose che abbiamo spiegato con pazienza.
Situazioni che abbiamo provato a chiarire.
Parole che abbiamo pronunciato più volte, sperando che dall'altra parte venissero comprese.

Poi arriva quel momento in cui si smette.

Non necessariamente per rabbia.
Non per rancore.
Non per cattiveria.

Semplicemente perché la serenità personale può diventare più importante del bisogno di essere compresi da tutti.

E allora si osserva.

Si ascolta.

Si comprende.

E, qualche volta, si sceglie di tacere.

Perché il silenzio non è sempre assenza di parole.

A volte è una risposta.

A volte è un confine.

A volte è il modo più rispettoso che abbiamo per proteggere noi stessi e lasciare che siano i fatti, il tempo e i comportamenti a parlare.

Perché anche i silenzi arrivano lontano.

Forse più lontano di mille parole dette senza essere veramente ascoltate.

E allora…

non aggiungo altro.

©MelisStefania

22/08/2026

Fisioterapia nella sclerosi multipla: movimento, mantenimento e personalizzazione

Nella sclerosi multipla, la fisioterapia non serve soltanto a “recuperare” quando compare una difficoltà.

Può essere anche uno strumento importante per mantenere il più a lungo possibile le capacità motorie presenti, favorendo il movimento e adattando gli esercizi alle caratteristiche e alle necessità della singola persona.

Non fermarsi, ma imparare a muoversi nel modo giusto

Quando è possibile, mantenere il corpo attivo può contribuire a preservare forza, mobilità e funzionalità.

Ma movimento non significa necessariamente fare grandi sforzi.

Nella sclerosi multipla l'attività deve essere adeguata alle condizioni della persona, alle sue capacità, alla presenza di eventuali disturbi e al livello di affaticamento.

Perché la fisioterapia può essere importante nella SM

Un percorso fisioterapico personalizzato può contribuire a:

  • mantenere, per quanto possibile, forza e massa muscolare;
  • preservare cammino, equilibrio e coordinazione;
  • mantenere la mobilità articolare;
  • contrastare, per quanto possibile, rigidità e riduzione della mobilità;
  • favorire il mantenimento delle funzioni motorie;
  • aiutare a gestire meglio le energie e la fatigue attraverso una corretta organizzazione dello sforzo;
  • ridurre, quando possibile, le conseguenze della ridotta mobilità.

Anche chi utilizza una carrozzina può trarne beneficio

♿ Fisioterapia non significa necessariamente allenarsi a camminare.

Per una persona che utilizza una carrozzina, il lavoro fisioterapico può essere orientato, in base alle necessità individuali, al mantenimento delle funzioni residue, alla mobilità articolare, alla postura, alla forza degli arti e alla prevenzione delle complicanze legate alla ridotta mobilità.

L'obiettivo non è chiedere a tutti di fare le stesse cose.

L'obiettivo è valorizzare e mantenere il più possibile le capacità di ciascuna persona, rispettando i suoi limiti e le sue necessità.

Movimento sì, ma senza confondere attività e sforzo eccessivo

Una delle cose più importanti è non confondere il movimento con lo sforzo eccessivo.

Nella sclerosi multipla l'attività fisica e gli esercizi devono essere personalizzati.

Un'attività troppo intensa, prolungata o non adeguata alle condizioni della persona può aumentare la sensazione di fatica e, in alcune situazioni, determinare un temporaneo peggioramento di alcuni sintomi.

Anche il caldo può aumentare temporaneamente la percezione della fatica o accentuare alcuni sintomi in alcune persone con SM.

Per questo è importante imparare ad ascoltare il proprio corpo, dosare le energie e concordare il percorso più adatto con i professionisti che seguono la persona.

Ogni persona con SM è diversa

La sclerosi multipla non si manifesta nello stesso modo in tutti.

Per questo anche la fisioterapia non può essere uguale per tutti.

Camminare, mantenere una buona mobilità, lavorare sull'equilibrio, migliorare la postura, utilizzare correttamente un ausilio o mantenere le funzioni degli arti superiori sono obiettivi diversi, ma tutti possono avere un'importanza concreta nella vita quotidiana.

La fisioterapia, quindi, non significa semplicemente “recuperare ciò che si è perso”.

Può significare anche cercare di conservare, adattare e valorizzare ciò che ancora c'è.

♿ Muoversi quando è possibile.
Adattare quando serve.
Rispettare i propri limiti sempre.


Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Le indicazioni fisioterapiche e l'attività fisica devono essere personalizzate sulla base delle condizioni della singola persona e concordate con i professionisti sanitari che la seguono. Le informazioni riportate non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista.

21/08/2026

La SM può nascondersi dietro un corpo perfetto, un sorriso, una persona che continua a fare tutto quello che deve fare.

Dopo l’arrivo della SM una grande verità:

Quanto io sia forte, determinata e, soprattutto, autonoma.

All’inizio, una realtà che sembra diversa da quella che sarà poi.
All’inizio tutto intorno a te concentrato su di te. 
Ti senti protetta, al sicuro. 
Ti senti circondata da persone che ti sostengono.

Poi, passano i giorni e ti accorgi che quel grande peso, per quanto gli altri possano amarti e starti vicino, lo porti tu.

E non è una colpa. Non è mancanza d’amore. 
È semplicemente qualcosa che chi non lo vive non può comprendere.
Ed è difficile dirlo.
Perché sembra quasi che ci sia bisogno di non riuscire più a camminare, di non vedere più, o di un segno evidente … affinché gli altri possano comprendere.

Ma la SM non funziona così.
C’è per chi ha segni evidenti.
E c’è per chi, guardandolo da fuori, sembra stare perfettamente bene.
E non è meno reale.

La SM può nascondersi dietro un corpo perfetto, un sorriso, una persona che continua a fare tutto quello che deve fare.
Perché la vita non si ferma. 
Ci sono i figli. 
La casa. 
Il lavoro. 
Gli impegni. 
Le responsabilità. 
Le giornate che vanno avanti anche quando dentro di te vorresti soltanto fermarti.

E nessuno, nemmeno chi ti ama di più, può sapere davvero cosa significhi quella stanchezza neurologica che prende il corpo e la mente.

Una stanchezza che può essere invisibile, ma non per questo meno invalidante.

Spesso anch’io, prima di viverla, la pensavo un po’ così…

Oggi so che non è così.

Una persona può sorridere, lavorare, occuparsi dei propri figli, uscire, fare la spesa, cucinare… e contemporaneamente combattere una battaglia che nessuno vede.

E forse questa è una delle cose più difficili da accettare:
ci si aspettano grandi cose da chi non mostra la propria difficoltà.

Ma quando sai che una persona convive con la SM, forse non dovresti aspettare che quella sofferenza diventi visibile per riconoscerla.

Perché la malattia può viaggiare in modo diverso.

Ma quando arriva, lascia qualcosa.
Qualcosa che non si riesce a spiegare.

Qualcosa che non sempre gli altri comprendono.

Qualcosa che, alla fine, puoi conoscere davvero soltanto se lo vivi.

Sara ❤️


CONSIGLIARE FARMACI È PERICOLOSO

⚠️ ATTENZIONE ⚠️

non consigliamo farmaci o terapie;

e invita a rivolgersi al medico/neurologo.

 

Possiamo però migliorarlo graficamente e trasformarlo in una pagina permanente:

Regole del blog – niente consigli terapeutici personali

 


©MelisStefania





Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni NON sostituiscono il parere medico. ©MelisStefania  

Disestesia nella sclerosi multipla: come può manifestarsi, cosa significa e quando parlarne con il neurologo

La disestesia

è un’alterazione della sensibilità: una persona avverte sensazioni anomale o spiacevoli anche quando non c’è uno stimolo che normalmente le provocherebbe.
Può essere percepita come:

🔥 bruciore o calore

⚡ scosse elettriche o formicolii

🐜 sensazione di insetti che camminano sulla pelle

🧊 freddo anomalo
dolore o fastidio al semplice contatto degli abiti o della pelle

Nella sclerosi multipla può comparire perché le lesioni del sistema nervoso alterano il modo in cui i segnali sensitivi vengono trasmessi e interpretati dal cervello.

Disestesia non significa semplicemente “sensibilità ridotta”: comprende soprattutto una sensazione alterata, spesso sgradevole. 
La perdita o riduzione della sensibilità viene invece chiamata ipoestesia.

La #disestesia è un’alterazione della sensibilità: 

una persona avverte sensazioni anomale o spiacevoli anche quando non c’è uno stimolo che normalmente le provocherebbe.





Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo quindi le #informazioni NON sostituiscono il parere medico. ©MelisStefania 

20/08/2026

ATTENZIONE il MIO e' solo un consiglio - “informazioni, esperienze e approfondimenti”

CONDIVIDERE SÌ. CURARSI DA SOLI NO.

Nel mondo della sclerosi multipla, confrontarsi e condividere le proprie esperienze è importante.

Ma quando compare un sintomo nuovo, insolito o diverso dal solito, la cosa più giusta NON è cercare una medicina online, né seguire il consiglio di qualcuno del gruppo.

È PARLARNE PRIMA con il proprio neurologo o con il medico di base.

Un'esperienza raccontata da un'altra persona può essere utile per confrontarsi, ma non significa che quella stessa soluzione sia adatta a noi.

Ognuno ha una storia clinica, terapie, condizioni e caratteristiche diverse.

👉 Informarsi è importante.
👉 Confrontarsi è utile.
🚫 Curarsi da soli può essere rischioso.

Prima di assumere, sospendere o modificare qualsiasi terapia, chiedete sempre al vostro medico.

#SclerosiMultipla #SM #Informazione #Salute #Terapie #Condivisione

Il MIO e' solo un consiglio.




©MelisStefania